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Cancellazione dell'illecito

Definizione

Concetto giuridico secondo cui una misura riparatoria successiva, come la stabilizzazione, elimina gli effetti negativi di un precedente comportamento illegittimo, escludendo il diritto a un ulteriore risarcimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso di contratti a termine: assunzione batte risarcimento
Una lavoratrice ha fatto causa al Ministero dell'Interno denunciando l'illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato e di somministrazione. La Corte d'Appello ha riconosciuto l'illegittimità dei contratti ma ha negato il risarcimento del danno, poiché la dipendente era stata nel frattempo stabilizzata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice, confermando che l'immissione in ruolo sana l'abuso di contratti a termine nel pubblico impiego. Secondo i giudici, la stabilizzazione rappresenta una misura sanzionatoria idonea a riparare il pregiudizio subito, escludendo così un ulteriore indennizzo economico. La ricorrente perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Abuso del contratto a termine: la stabilizzazione deve essere reale
Una lavoratrice ha prestato servizio per il Ministero dell'Interno tramite contratti a tempo determinato e di somministrazione illegittimi. La Corte d'Appello ha escluso la conversione del rapporto in un impiego a tempo indeterminato, ma ha condannato l'amministrazione al risarcimento del danno per l'abuso del contratto a termine. Il Ministero ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la sola previsione di una futura stabilizzazione cancellasse l'illecito, esonerandolo dal risarcimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che solo l'effettiva immissione in ruolo sana l'abuso. Di conseguenza, il Ministero deve risarcire la lavoratrice.
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Stabilizzazione precari: annulla il risarcimento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la successiva stabilizzazione precari di un dipendente pubblico, avvenuta tramite una procedura dedicata, agisce come una misura riparatoria che "cancella l'illecito" derivante dall'abuso di contratti a termine. Di conseguenza, il lavoratore non ha più diritto a un risarcimento monetario per il danno subito. La Corte ha quindi annullato la decisione di merito che aveva concesso un indennizzo al lavoratore.
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