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C.U.I.

Definizione

Il Codice Univoco Identificativo, un codice alfanumerico associato alle impronte digitali per l'identificazione fisica di un soggetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Falsa attestazione a pubblico ufficiale: l’impronta dice il vero
Durante un controllo stradale, un passeggero privo di documenti dichiara false generalità ai militari. Sottoposto a rilievi dattiloscopici, il sistema AFIS rivela la sua vera identità, smentendo le dichiarazioni precedenti. L'uomo viene condannato per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando che il Codice Unico Identificativo (C.U.I.) generato dal sistema AFIS costituisce il metodo di identificazione più sicuro e affidabile previsto dalla legge. Di conseguenza, la prova basata sulle impronte digitali è pienamente valida per fondare la condanna penale.
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Patrocinio a spese dello Stato: no al detenuto senza documenti
Il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato presentata da un detenuto straniero. La decisione si fonda sull'incertezza della sua identità anagrafica, in quanto l'uomo era stato identificato solo tramite fotosegnalamento e non possedeva documenti d'identità validi. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'inoltro dell'istanza tramite la direzione del carcere garantisse l'identità del richiedente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'identificazione fisica tramite impronte digitali non equivale alla certezza dell'identità anagrafica. Quest'ultima è indispensabile per consentire all'amministrazione finanziaria di verificare i requisiti di reddito. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente alle spese.
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Codice Univoco Identificativo: valore legale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca della sospensione condizionale della pena basata sulla corrispondenza del Codice Univoco Identificativo (C.U.I.). Nonostante il ricorrente avesse fornito diverse generalità, il sistema di identificazione scientifica ha dimostrato l'esistenza di una condanna precedente ostativa al beneficio. La Corte ha ribadito che il Codice Univoco Identificativo costituisce una prova oggettiva e prevalente rispetto alle dichiarazioni anagrafiche del soggetto.
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