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Banco nazionale di prova

Definizione

Ente pubblico italiano incaricato di verificare la conformità e la sicurezza delle armi da fuoco prodotte o importate in Italia, apponendo specifici marchi (punzonature).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Classificazione arma da guerra: Cassazione annulla condanne parziali
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di due soggetti, Il Soggetto A e Il Soggetto B, condannati per detenzione illegale di parti di armi e munizioni. La questione centrale riguardava la corretta Classificazione arma da guerra o comune. Il Soggetto A deteneva caricatori e una canna di fucile, mentre Il Soggetto B aveva caricatori e proiettili. La Cassazione ha confermato che i caricatori per armi da guerra sono parti di arma da guerra. Ha però annullato la condanna per Il Soggetto B e, parzialmente, per Il Soggetto A (relativamente alla canna del fucile Steyer-Mannlicher M95), rinviando per una nuova valutazione. Ha rigettato il ricorso di Il Soggetto A per gli altri oggetti.
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Detenzione di armi clandestine: confermata la ricettazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un individuo per ricettazione e detenzione di armi clandestine. Le forze dell'ordine hanno trovato l'uomo in possesso di un fucile privo di matricola e di una canna tagliata appartenuta a un defunto. La difesa sosteneva che il fucile artigianale potesse risalire a prima del 1920, data che esonera dall'obbligo di matricola. I giudici hanno respinto la tesi stabilendo che chi detiene un'arma non punzonata deve provare in prima persona la datazione storica. Inoltre, acquistare armi senza tracciabilità integra pienamente il delitto di ricettazione.
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Arma clandestina: quando una pistola è illegale?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per la detenzione di un'arma clandestina acquistata online. La sentenza stabilisce che, per essere legale, un'arma da fuoco, specialmente se importata, deve possedere tutti i contrassegni previsti dalla legge, inclusa la punzonatura del Banco Nazionale di Prova. La sola presenza di un numero di matricola non è sufficiente. La Corte ha rigettato la tesi della buona fede dell'acquirente, sottolineando che l'acquisto via internet impone un dovere di maggiore diligenza nel verificare la conformità legale del prodotto.
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