La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per la detenzione di un'arma clandestina acquistata online. La sentenza stabilisce che, per essere legale, un'arma da fuoco, specialmente se importata, deve possedere tutti i contrassegni previsti dalla legge, inclusa la punzonatura del Banco Nazionale di Prova. La sola presenza di un numero di matricola non è sufficiente. La Corte ha rigettato la tesi della buona fede dell'acquirente, sottolineando che l'acquisto via internet impone un dovere di maggiore diligenza nel verificare la conformità legale del prodotto.
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