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Azione Revocatoria E Ipoteca

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione revocatoria e ipoteca: quando è inutile
La Corte d'Appello di Firenze ha respinto la richiesta di azione revocatoria e ipoteca avanzata da una banca contro atti di rent to buy. Il giudice ha stabilito che, esistendo già un'ipoteca anteriore, manca il requisito del pregiudizio (eventus damni), rendendo l'azione legale una inutile superfetazione poiché il creditore gode già del diritto di sequela.
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Azione revocatoria e ipoteca: la Banca vince, l’acquirente perde
La Corte di Cassazione affronta il conflitto tra azione revocatoria e ipoteca. Un'Acquirente compra un immobile, e una Banca iscrive ipoteca a garanzia di un mutuo. Successivamente, il Fallimento del Venditore ottiene la revoca della compravendita. La Banca, però, aveva già avviato il pignoramento. La Corte stabilisce un principio chiave: l'ipoteca, iscritta nei registri immobiliari prima della trascrizione della domanda revocatoria, prevale. La Banca ha quindi il diritto di procedere con la vendita forzata per soddisfare il proprio credito. Il Fallimento potrà rivalersi solo sull'eventuale somma residua. L'Acquirente perde la causa e subisce l'espropriazione.
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Azione Revocatoria e Ipoteca: Banca Perde, il Rent to Buy è Salvo
Una banca, creditrice garantita da un'ipoteca su un immobile, agisce in giudizio per rendere inefficace un successivo contratto di 'rent to buy' stipulato dal proprietario del bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul rapporto tra azione revocatoria e ipoteca. Se l'ipoteca è stata iscritta prima dell'atto contestato, il creditore è già pienamente tutelato. L'ipoteca, infatti, gli consente di pignorare il bene anche se concesso a terzi. Di conseguenza, manca il presupposto del 'danno' (eventus damni) necessario per l'azione revocatoria, che risulta quindi infondata. La banca perde la causa perché la sua garanzia reale era già sufficiente e prevalente.
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