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Attività accessoria

Definizione

Operazione secondaria che non costituisce l'oggetto principale dell'impresa e non richiede un impiego significativo di risorse aziendali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Pro rata IVA: prestiti aziendali tra Fisco e detrazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società attiva nella produzione di energia elettrica l'omessa applicazione del pro rata IVA sulle operazioni di finanziamento esenti. Secondo l'Amministrazione finanziaria, tali finanziamenti avevano carattere abituale e volumi crescenti, configurandosi come attività propria d'impresa e riducendo il diritto a detrarre l'IVA sugli acquisti. I giudici tributari di primo e secondo grado hanno invece dato ragione all'impresa, qualificando i finanziamenti come operazioni accessorie escluse dal calcolo limitativo. Il Fisco ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per trattarla congiuntamente ad altri procedimenti analoghi, rinviando la decisione di merito sulla corretta interpretazione della disciplina fiscale.
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Attività lavorativa aggiuntiva: va pagata anche se accessoria
Un collaboratore ha chiesto all'azienda il pagamento di differenze retributive per lo svolgimento di compiti di trasporto e per un'attività lavorativa aggiuntiva non concordata (smistamento giornali e affissione locandine). La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo i compiti aggiuntivi semplici attività accessorie assorbite dal compenso principale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore su questo punto. I giudici hanno stabilito che un'attività lavorativa aggiuntiva non può essere considerata automaticamente assorbita in quella principale senza una specifica pattuizione e senza valutare l'effettivo sforzo prestato e la congruità del compenso. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Meccanismo del pro rata: il fisco perde contro il benzinaio
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un'azienda, attiva principalmente nella vendita di carburanti, la detrazione totale dell'IVA sugli acquisti. Secondo il fisco, le attività secondarie di vendita di tabacchi e gestione giochi non erano accessorie, imponendo quindi l'applicazione del meccanismo del pro rata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco, confermando che la natura accessoria delle attività esenti si valuta in base al volume d'affari complessivo e a elementi pratici come la coincidenza degli orari e la vicinanza fisica. Di conseguenza, l'omessa opzione per la contabilità separata non impedisce la detrazione totale dell'imposta se le attività secondarie sono meramente ancillari a quella principale. L'Azienda vince definitivamente la causa e l'Amministrazione Finanziaria viene condannata a pagare le spese processuali.
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Pro-rata IVA: la guida sulle attività accessorie
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione del pro-rata IVA per le imprese che svolgono sia attività imponibili che esenti. Nel caso di un bar con videogiochi, se i ricavi da gioco sono rilevanti rispetto al fatturato totale, l'attività non è accessoria e comporta una riduzione della detrazione IVA sugli acquisti promiscui.
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