La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un conducente che, viaggiando a 83 km/h in un tratto con limite di 70 km/h, ha investito un pedone. Nonostante il concorso di colpa della vittima, i giudici hanno ritenuto che l'attraversamento fosse un evento prevedibile data la presenza di attività commerciali. La Suprema Corte ha tuttavia annullato la sentenza limitatamente alla durata della sospensione della patente, poiché il giudice di merito non ha fornito una motivazione specifica basata sui parametri del Codice della Strada, rendendo necessaria una nuova valutazione su questo punto.
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