Un Lavoratore, condannato per reati di droga, ha chiesto la rideterminazione della pena dopo che la Corte Costituzionale ha abbassato il minimo edittale per tali reati. Il Tribunale di Roma, come giudice dell'esecuzione, ha ricalcolato le pene ma senza spiegare le sue decisioni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Lavoratore. Ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve sempre motivare in modo specifico il calcolo della pena, soprattutto quando si discosta dal minimo previsto. La Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza del Tribunale, rinviando il caso per un nuovo giudizio con l'obbligo di fornire una motivazione chiara sul ricalcolo.
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