Un automobilista, procedendo a 90 km/h in un centro abitato con limite a 40 km/h, ha travolto e ucciso un pedone che attraversava vicino alle strisce. Dopo l'impatto, il conducente è fuggito senza prestare soccorso. Il veicolo era privo di assicurazione e presentava pneumatici usurati. La Corte d'Appello ha condannato l'uomo per il reato di omicidio stradale, negando le attenuanti generiche e ritenendo prevalenti le aggravanti a causa della gravità della condotta e della personalità negativa del reo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del conducente. I giudici di legittimità hanno ribadito che la determinazione della pena e il bilanciamento delle circostanze rientrano nella discrezionalità del giudice di merito, purché adeguatamente motivati.
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