La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio volontario, escludendo l'attenuante della provocazione. Il caso riguardava un uomo che, dopo una lite e un'aggressione subita dalla vittima, ha reagito sparando undici colpi di pistola. I giudici hanno stabilito che la reazione è stata talmente sproporzionata da interrompere il nesso causale con il fatto ingiusto subito. L'analisi del rapporto tra omicidio e provocazione è stata centrale nella decisione, sottolineando che una sproporzione macroscopica non consente il riconoscimento dell'attenuante.
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