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Attenuante Del Danno Patrimoniale Di Speciale Tenuità

Definizione

Circostanza prevista dalla legge che riduce la pena se il danno patrimoniale causato o tentato alla vittima risulta di valore economico particolarmente modesto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fatto di lieve entità escluso se le dosi sono elevate
L'Imputata contestava la condanna per spaccio e detenzione illecita di stupefacenti, chiedendo di derubricare l'accusa a fatto di lieve entità e invocando la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La difesa evidenziava che l'indagata non possedeva bilancini né contanti e sosteneva l'esiguità del valore economico della sostanza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. Il sequestro di un quantitativo idoneo a ricavare ben 1445 dosi singole di hashish esclude in radice la minima offensività. I giudici hanno chiarito che l'elevato dato quantitativo costituisce un indice assorbente che impedisce il riconoscimento dell'ipotesi attenuata e dell'esiguità patrimoniale. La condanna iniziale resta confermata integralmente con una sanzione economica aggiuntiva a carico della ricorrente.
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Spendita di monete false e truffa: condanna definitiva
Due soggetti hanno subito una condanna penale per spendita di monete false e truffa dopo aver utilizzato banconote contraffatte per trarre un ingiusto profitto a danno della vittima. La Corte di Appello ha confermato la loro responsabilità penale, l'applicazione della recidiva e la quantificazione della sanzione. Gli imputati hanno presentato ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove, il diniego delle attenuanti generiche e della speciale tenuità del danno economico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le censure difensive: le contestazioni riproducevano mere rivalutazioni di fatto e la motivazione dei giudici di merito era logica, corretta e coerente. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tentata rapina impropria aggravata: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta a L'Imputato per il reato di concorso in tentata rapina impropria aggravata. La difesa del condannato aveva presentato ricorso contestando sia la qualificazione del fatto sia il mancato riconoscimento della speciale tenuità del danno. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'atto del tutto inammissibile a causa della genericità delle censure sollevate, prive di un reale confronto con le motivazioni della Corte territoriale. La Suprema Corte ha imposto a L'Imputato il pagamento delle spese del procedimento e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Tentato furto aggravato: ricorso respinto ed esborso economico
L'Imputato è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di tentato furto aggravato. La difesa ha impugnato la sentenza di secondo grado dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando la mancata concessione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità patrimoniale. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Il ricorrente ha riproposto le stesse argomentazioni già esaminate e motivate correttamente dalla Corte territoriale, senza sollevare una critica specifica alla decisione. La Suprema Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese legali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Rapina aggravata: 350€ non bastano per l’attenuante di speciale tenuità
Un Lavoratore è stato condannato per rapina aggravata dall'uso di un oggetto. Ha proposto ricorso in Cassazione, chiedendo il riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte d'Appello aveva negato tale attenuante, ritenendo che la somma sottratta, pari a 350 euro, non fosse di 'speciale tenuità'. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'Imputato non ha contestato in modo specifico la motivazione della Corte d'Appello sull'entità del danno. La Corte ha quindi confermato la condanna, ritenendo il ricorso generico e non pertinente. Questo caso chiarisce i limiti per l'applicazione dell'attenuante nella rapina aggravata e attenuanti.
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Furto in abitazione: Danno Patrimoniale Tenue non valutato, sentenza annullata
La Cassazione ha esaminato il caso di due soggetti condannati per furto in abitazione pluriaggravato. Il Coimputato ha rinunciato al ricorso, rendendolo inammissibile. Il Ricorrente Principale contestava la qualificazione del reato e il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte ha confermato la responsabilità per furto, ma ha annullato la sentenza limitatamente al punto del danno patrimoniale di speciale tenuità, rinviando la questione a un nuovo giudice. Questo significa che il giudice di merito dovrà riesaminare se il danno causato dai furti fosse effettivamente di minima entità.
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Rapina: Danno di Speciale Tenuità Negato per Telefonino Essenziale
Un Lavoratore, un rider, è stato condannato per rapina aggravata. Ha presentato ricorso per cassazione, sostenendo l'applicazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità e contestando il bilanciamento delle circostanze. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il danno non era di speciale tenuità, considerando il valore del bene sottratto (un telefonino essenziale per il lavoro del rider) e gli effetti pregiudizievoli subiti dalla vittima. La restituzione del bene non ha modificato questa valutazione. La Corte ha confermato la discrezionalità del giudice di merito nel bilanciare le circostanze.
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Telecamere e furto aggravato: la Cassazione non sconta la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'imputata per i delitti di furto aggravato consumato e tentato ai danni di un negozio. La difesa sosteneva che la presenza delle telecamere escludesse l'aggravante dell'esposizione alla pubblica fede, chiedendo la prescrizione e l'attenuante del danno lievissimo. I giudici hanno respinto ogni contestazione: il sistema di videosorveglianza non impediva la sottrazione diretta delle merci e il danno non poteva considerarsi irrisorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando l'imputata al pagamento delle spese e a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità del ricorso per Cassazione: motivi e rigetto
L'Imputato ha presentato impugnazione davanti alla Suprema Corte contestando l'applicazione dell'aggravante della minorata difesa, il mancato riconoscimento della speciale tenuità del fatto e il giudizio di bilanciamento delle circostanze attenuanti. I giudici di legittimità hanno rilevato che l'atto difensivo riproduceva in modo pedissequo le medesime censure già esaminate e respinte dalla Corte di Appello, senza confrontarsi criticamente con la motivazione della sentenza impugnata. Tale carenza argomentativa ha determinato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione per difetto di specificità dei motivi proposti. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibile l'impugnazione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Uso personale di stupefacenti o spaccio: guida al caso
Un uomo è stato fermato in strada e trovato in possesso di ventotto dosi singolarmente confezionate di sostanza stupefacente. Il ricorrente ha sostenuto l'esclusivo uso personale di stupefacenti per contestare la condanna penale, evidenziando l'assenza di scambi accertati e l'esito negativo della perquisizione a casa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il frazionamento della sostanza, la custodia all'aperto, la sproporzione reddituale e le spiegazioni generiche dimostrano la destinazione allo spaccio.
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Detenzione di sostanze stupefacenti: uso personale e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta a un imputato per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti di lieve entità. L'uomo era stato trovato in possesso di oltre trentacinque grammi di hashish e marijuana. La difesa sosteneva la destinazione all'uso personale e richiedeva l'attenuante speciale del danno di speciale tenuità. I giudici di merito hanno respinto tali tesi valorizzando la quantità e la diversa tipologia di sostanze. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché privo di argomentazioni nuove e fondato sulla semplice riproposizione di censure di fatto già risolte. L'imputato è stato condannato alla pena di cinque mesi di reclusione, diecimila euro di multa, oltre al pagamento delle spese legali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità negata
L'Imputato ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. L'uomo contestava il mancato riconoscimento della attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, sostenendo che il pregiudizio economico causato fosse minimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la doglianza riproduceva soltanto le medesime argomentazioni già valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. In sede di merito era già stato accertato che i danni provocati dal reato non erano affatto di lieve entità. A causa dell'inammissibilità del ricorso, L'Imputato deve pagare le spese del processo e una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Danno di speciale tenuità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta, chiarendo un principio fondamentale: l'attenuante per danno di speciale tenuità non va calcolata sull'ammontare totale dei debiti dell'azienda fallita, ma sul danno specifico causato dalla condotta illecita dell'amministratore. La Corte d'Appello aveva negato l'attenuante basandosi genericamente sull'ingente passivo fallimentare, un ragionamento ritenuto errato e carente di motivazione dalla Suprema Corte, che ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Attenuanti danno speciale tenuità: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione conferma una condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione ma annulla la sentenza limitatamente alla mancata concessione delle circostanze attenuanti. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione con cui i giudici di merito avevano negato sia le attenuanti generiche sia l'attenuante del danno di speciale tenuità. Il caso è stato rinviato a un'altra sezione della Corte d'Appello per una nuova e più approfondita valutazione su questo specifico punto.
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