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Attenuante Danno Lieve

Definizione

Sconto di pena stabilito dall'articolo 62 n. 4 c.p. quando il danno patrimoniale cagionato è di speciale tenuità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Carta prepagata e truffa: ricorso per cassazione inammissibile
Un uomo condannato nei primi due gradi di giudizio per fatti legati all'uso illecito di una carta prepagata ha proposto ricorso al giudice di legittimità. L'imputato lamentava vizi di motivazione sulla responsabilità, la mancata applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto e il diniego delle attenuanti per danno lievissimo. La Corte ha riscontrato un ricorso per cassazione inammissibile perché generico e privo di confronto critico con le motivazioni d'appello. Inoltre, ha confermato il no alla tenuità del fatto per i precedenti penali dell'uomo e ha negato l'attenuante valutando l'impatto economico sulla vittima. L'imputato perde la causa ed è stato condannato alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Furto in abitazione: rubare in cortile condominiale è reato
Un cittadino ha subito una condanna per il reato di furto in abitazione dopo aver rubato una bicicletta elettrica. Il mezzo si trovava legato con una catena all'interno degli spazi pertinenza di un complesso condominiale. L'autore del furto ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il cortile condominiale non costituisca una privata dimora e richiedendo un'attenuante per il valore modesto del bene. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le aree condominiali recintate o riservate rientrano pienamente nella tutela della privata dimora. Inoltre, il furto di una bicicletta elettrica non garantisce alcuna riduzione di pena senza la prova concreta di un danno economico irrisorio. Il condannato deve quindi pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Attenuante del danno lieve: perché il coltello cancella lo sconto
L'Imputato, condannato per rapina e lesioni personali, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione dell'attenuante del danno lieve. Sosteneva che il valore economico dei beni sottratti fosse minimo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la rapina è un reato plurioffensivo, che colpisce sia il patrimonio sia l'integrità fisica e morale della persona. Pertanto, per concedere l'attenuante del danno lieve, non basta il basso valore della refurtiva, ma occorre valutare la gravità complessiva dell'aggressione. Nel caso specifico, l'uso di un coltello e le minacce di morte escludono qualsiasi particolare tenuità del fatto. L'Imputato perde la causa e viene condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Spaccio: intento di lucro non esclude l’attenuante del danno lieve
Un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti si rivolge alla Cassazione. La Corte conferma la sua colpevolezza, negando la particolare tenuità del fatto a causa della sua dedizione abituale al commercio di droga. Tuttavia, accoglie il suo ricorso su un punto cruciale: l'applicazione dell'attenuante del danno lieve. I giudici supremi stabiliscono che il semplice 'proposito di lucro' non è sufficiente per negare questa riduzione di pena. È necessario, invece, valutare l'effettiva entità del guadagno e la pericolosità concreta della singola azione. La sentenza viene quindi annullata su questo aspetto e rinviata a un nuovo giudice per ricalcolare la pena, che potrebbe essere più bassa.
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Furto di 80€ e documenti: niente sconto di pena per danno lieve
Un uomo, condannato per furto in abitazione, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo una riduzione della pena. Sosteneva di aver diritto all'attenuante del danno lieve, avendo rubato solo 80 euro. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio importante. Per valutare la lievità del danno non basta considerare il valore economico del denaro sottratto, ma bisogna guardare al pregiudizio complessivo. In questo caso, il furto di documenti personali ha causato alla vittima un danno ulteriore e significativo. Di conseguenza, l'attenuante non è stata concessa e la condanna è diventata definitiva.
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Attenuante danno lieve: sì anche per soldi falsi, vince imputato
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante sull'applicazione dell'attenuante del danno lieve. Un imputato, condannato per aver speso banconote false, si era visto negare questa attenuante in appello. La Cassazione ha accolto il suo ricorso, chiarendo che l'attenuante del danno lieve (prevista dall'art. 62, n. 4, c.p.) si applica a qualsiasi reato commesso per un motivo di lucro, indipendentemente dal bene giuridico protetto. Di conseguenza, può essere riconosciuta anche nel reato di spendita di monete false. La sentenza è stata annullata su questo punto e il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione della pena.
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Attenuante danno lieve negata: furto sventato, pena intera
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato, fermato durante un tentativo di furto in abitazione, che chiedeva l'applicazione dell'attenuante danno lieve. I giudici hanno stabilito che questa attenuante non può essere concessa quando, nonostante il reato sia stato interrotto, l'imputato aveva a sua completa disposizione l'intera abitazione. La valutazione non si limita al danno effettivamente causato, ma include il danno potenziale che si sarebbe potuto verificare. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato condannato al pagamento delle spese.
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Attenuante danno lieve: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato, che richiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno lieve. La Corte ha stabilito che, per negare tale attenuante, il giudice di merito ha correttamente valutato non solo il valore del bene sottratto, ma anche gli ulteriori danni collaterali subiti dalla persona offesa, confermando che la valutazione del danno deve essere complessiva.
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Attenuante danno lieve: quando è insindacabile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8877/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la mancata concessione dell'attenuante del danno lieve. La Corte ha ribadito che la valutazione del giudice di merito è discrezionale e non può essere riesaminata in sede di legittimità se priva di vizi logici, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Attenuante danno lieve: quando si applica nel furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La difesa contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante danno lieve per un furto di 230 euro. La Corte ha stabilito che tale cifra non può essere considerata di 'entità irrisoria' e che le doglianze del ricorrente costituivano un inammissibile tentativo di riesaminare i fatti nel merito, compito precluso al giudice di legittimità.
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Attenuante danno lieve nella rapina: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina. La Corte chiarisce che l'attenuante del danno lieve non si valuta solo sul valore economico, ma anche sulla violenza alla persona. Viene inoltre confermata la configurabilità del tentativo di rapina impropria quando, dopo il fallito furto, si usa violenza per garantirsi l'impunità.
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Attenuante danno lieve: quando si applica allo spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per spaccio, chiarendo i criteri per l'applicazione dell'attenuante danno lieve. La valutazione non si limita alla somma di denaro sequestrata, ma deve considerare la pericolosità complessiva della condotta, come il numero di cessioni e il tipo di sostanza. La decisione del giudice di merito, se ben motivata, non è censurabile in sede di legittimità.
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Attenuante danno lieve: No se la droga è tanta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. L'imputato chiedeva l'applicazione dell'attenuante del danno lieve. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, negando l'attenuante data l'ingente quantità di stupefacente (260 dosi), ritenuta incompatibile con un danno di speciale tenuità.
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Attenuante danno lieve: quando si applica nel furto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato, chiarendo i criteri per l'applicazione dell'attenuante danno lieve. La valutazione del danno deve essere oggettiva e rapportata al livello economico medio, mentre le condizioni economiche della vittima hanno un ruolo solo sussidiario e potenzialmente a sfavore dell'imputato.
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Attenuante danno lieve: quando si applica nel furto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata per tentato furto, confermando che l'attenuante del danno lieve non è applicabile per merce del valore di 200 euro. La Corte ha ritenuto tale importo non 'irrisorio' e ha validato la valutazione sulla pericolosità sociale dell'imputata basata sui suoi precedenti penali.
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Attenuante danno lieve: limiti alla massima riduzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la massima riduzione di pena per l'attenuante del danno lieve. La Corte ha stabilito che la valutazione del giudice sulla non 'assoluta insignificanza' del valore dei beni sottratti (un bracciale d'oro e 30 euro) giustifica una riduzione non massima della pena, sottolineando la discrezionalità del magistrato e la necessità di ricorsi specifici.
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Attenuante danno lieve: quando il furto non è lieve?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto aggravato. La Corte chiarisce che per l'applicazione dell'attenuante danno lieve non basta il valore irrisorio del bene rubato, ma si devono considerare anche tutti gli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla vittima, a prescindere dalla sua capacità economica.
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Attenuante danno lieve: quando si applica nel furto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14114/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto in abitazione. La Corte ha ribadito che per la concessione dell'attenuante danno lieve (art. 62 n. 4 c.p.), non è sufficiente considerare solo il valore economico della refurtiva, ma è necessario valutare l'intero pregiudizio, anche non patrimoniale, subito dalla vittima. La capacità economica della persona offesa è irrilevante ai fini di tale valutazione.
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Attenuante danno lieve e spaccio: no se abituale
Un individuo condannato per spaccio di lieve entità si è visto negare l'applicazione dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'**attenuante danno lieve** non può essere riconosciuta quando l'attività illecita, pur modesta, rappresenta una fonte di guadagno costante e abituale per l'imputato, venendo meno il requisito della speciale tenuità del lucro.
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Attenuante danno lieve e stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La richiesta di applicare l'attenuante del danno lieve è stata respinta poiché, nonostante la qualifica del reato, l'attività illecita aveva generato guadagni non irrisori, come dimostrato dalla somma di denaro sequestrata e dalla natura lucrativa della sostanza. La Corte ha confermato che il profitto significativo è incompatibile con la concessione di tale attenuante.
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