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Art. 640 cod. pen.

Definizione

È l'articolo del Codice Penale che definisce e punisce il reato di truffa, ovvero l'atto di ingannare qualcuno per ottenere un profitto ingiusto a danno di altri.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Truffa da 120€: condanna confermata, no particolare tenuità
Una persona, condannata per truffa per un danno di 120 euro, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha respinto la richiesta e confermato la condanna. La decisione si basa su due elementi chiave: la condotta non era occasionale ma abituale, poiché l'imputata aveva commesso altre truffe simili in un breve arco di tempo. Inoltre, il danno di 120 euro è stato considerato 'non irrisorio'. Questi fattori impediscono di qualificare il reato come di particolare tenuità del fatto, rendendo la condanna definitiva.
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Concorso in truffa: ricorso respinto se si ridiscutono i fatti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per concorso in truffa, dichiarando inammissibile il suo ricorso. I giudici hanno stabilito che l'imputato non contestava errori di diritto, ma tentava semplicemente di proporre una diversa ricostruzione dei fatti. Questo tentativo è estraneo al giudizio di legittimità, che non può riesaminare il merito della vicenda. La sentenza di condanna è quindi diventata definitiva, con l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Vende bene che non possiede: truffa valida se la querela è tempestiva
Un venditore è stato condannato per truffa per aver venduto un bene di cui non aveva la disponibilità. L'imputato ha contestato la validità del procedimento, sostenendo che la denuncia fosse stata presentata in ritardo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il termine per la querela non inizia dal momento del pagamento, ma dal giorno in cui la vittima acquisisce la piena e certa consapevolezza di essere stata truffata. In questo caso, il termine è scattato quando l'acquirente ha capito che il bene non sarebbe mai stato consegnato. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Paga all’inizio e poi sparisce: il dolo iniziale nella truffa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa di una persona che, dopo aver onorato i primi pagamenti per guadagnare la fiducia dei fornitori, aveva acquistato beni e servizi senza saldare il conto, mentendo sui pagamenti e rendendosi irreperibile. Secondo i giudici, questo comportamento dimostra in modo inequivocabile la sussistenza del dolo iniziale nella truffa. L'intenzione di ingannare era presente fin dall'inizio, mascherata da un'apparente affidabilità iniziale. Il ricorso dell'imputata è stato quindi dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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