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Art. 129, comma 2, c.p.p.

Definizione

Norma del codice di procedura penale che obbliga il giudice a pronunciare una sentenza di assoluzione piena anche se esiste una causa di estinzione del reato (come la prescrizione), ma solo se l'innocenza dell'imputato risulta evidente dagli atti.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assoluzione nel merito e prescrizione: negata se l’innocenza non è palese
Un amministratore di società, accusato di illeciti tributari, ha visto il suo reato estinguersi per prescrizione. Non soddisfatto, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo un'assoluzione piena, sostenendo la sua totale innocenza. La Corte ha respinto la richiesta, stabilendo un principio fondamentale sul rapporto tra assoluzione nel merito e prescrizione. L'assoluzione prevale solo se l'innocenza è palese e indiscutibile 'a colpo d'occhio' dagli atti processuali. Poiché nel caso specifico esistevano numerosi indizi a carico dell'amministratore, la cui valutazione avrebbe richiesto un'analisi approfondita, la Corte ha confermato che la declaratoria di prescrizione era la decisione corretta, non potendo procedere a un giudizio di merito.
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Condannata per furto, ma salvata dal tempo: il caso della prescrizione del reato
Un'imputata, condannata in appello per furto, ricorre in Cassazione. I Giudici Supremi, tuttavia, non entrano nel merito delle sue richieste. Rilevano d'ufficio l'avvenuta prescrizione del reato. Il fatto, commesso nel luglio 2014, si è legalmente estinto nel gennaio 2022, essendo trascorso il tempo massimo di sette anni e sei mesi previsto dalla legge per quel tipo di accusa. La Corte chiarisce che non sussistevano le condizioni per un'assoluzione piena, poiché non era evidente l'estraneità dell'imputata ai fatti. Di conseguenza, la sentenza di condanna viene annullata definitivamente, non perché l'imputata sia stata dichiarata innocente, ma perché lo Stato ha perso il diritto di punirla a causa del tempo trascorso.
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Prescrizione e proscioglimento: innocenza non basta se non è evidente
Una persona, il cui reato per violazione del foglio di via era stato dichiarato estinto per prescrizione, ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo un'assoluzione piena. Sosteneva di essere innocente perché non le era mai stato comunicato il termine per presentarsi alle autorità. La Corte Suprema ha respinto la sua richiesta, chiarendo un punto fondamentale sul rapporto tra **prescrizione e proscioglimento nel merito**: l'assoluzione prevale sulla prescrizione solo se la prova dell'innocenza è evidente e indiscutibile dagli atti. Poiché in questo caso l'innocenza non era palese ma andava dimostrata, la decisione di dichiarare il reato semplicemente prescritto è stata confermata.
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Prescrizione e assoluzione: quando prevale la prima?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul rapporto tra prescrizione e assoluzione nel merito. Con la sentenza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, a seguito della declaratoria di prescrizione per reati fiscali, chiedeva una piena assoluzione. I giudici hanno ribadito che la prescrizione prevale, a meno che l'innocenza dell'imputato non emerga in modo palese e inconfutabile dagli atti, senza la necessità di un'analisi approfondita delle prove.
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