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Art. 112 c.p.c.

Definizione

Norma del codice di procedura civile che stabilisce il 'principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato', secondo cui il giudice deve decidere solo sulle domande e le eccezioni presentate dalle parti, senza poterne introdurre di nuove.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Irragionevole durata del processo: vince il creditore per errore del giudice
Tre aziende creditrici in una procedura fallimentare durata 24 anni si sono viste negare il risarcimento per l'irragionevole durata del processo. La Corte di Appello aveva giustificato la lunghezza del procedimento citandone la complessità. Le aziende hanno fatto ricorso in Cassazione, che ha annullato la decisione. Il motivo non riguarda il merito della durata, ma un grave errore procedurale: il giudice d'appello ha basato la sua sentenza su un argomento legale che il Ministero della Giustizia non aveva mai sollevato. La causa torna quindi in Appello per una nuova valutazione.
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Diritto di parcheggio: quando è personale e non reale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1835/2024, ha chiarito la natura del diritto di parcheggio. Nel caso esaminato, una società lamentava l'impedimento a parcheggiare su un terreno, come previsto da un vecchio atto di compravendita. La Corte ha stabilito che, anche se il diritto non costituisce una servitù (diritto reale), esso può essere tutelato come un valido diritto personale derivante da un contratto. Pertanto, la richiesta di cessare l'impedimento è stata accolta, pur rigettando la qualificazione del diritto come reale, senza che ciò costituisca una violazione dei limiti della domanda giudiziale.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Il caso riguarda una richiesta di nullità parziale fideiussione relativa a una clausola derogatoria dell'art. 1957 c.c., erroneamente interpretata dai giudici di merito come una richiesta di nullità totale. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può decidere su una questione diversa da quella sollevata, riaffermando l'importanza di distinguere tra nullità di una singola clausola e nullità dell'intero contratto.
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