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Antisindacalità

Definizione

Qualsiasi comportamento del datore di lavoro volto a impedire o limitare l'esercizio della libertà e dell'attività sindacale, nonché del diritto di sciopero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'ordinanza di estinzione del giudizio in merito a una controversia tra alcune sigle sindacali e un'amministrazione centrale dello Stato. La lite, originata da un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, era giunta in sede di legittimità dopo una riforma in appello. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti hanno depositato una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti e all'azione. Tale accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese.
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Riorganizzazione sanitaria unilaterale: è legittima?
Un sindacato medico ha contestato la riorganizzazione unilaterale del servizio di continuità assistenziale da parte di un'azienda sanitaria, ritenendola una condotta antisindacale. L'azienda aveva agito a causa di una grave carenza di personale. La Corte di Cassazione ha ritenuto legittima la decisione, stabilendo che in situazioni di criticità e dopo aver consultato i sindacati, l'azienda può procedere con una riorganizzazione sanitaria per garantire la continuità del servizio, prevalendo il suo potere organizzativo.
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Cessazione materia del contendere: accordo tra parti
Una controversia legale iniziata per presunta condotta antisindacale da parte di un'azienda si conclude davanti alla Corte di Cassazione. Le parti raggiungono un accordo privato e presentano un'istanza congiunta. La Corte, prendendo atto della transazione, dichiara la cessazione della materia del contendere e compensa le spese legali, chiudendo definitivamente il caso senza una decisione di merito.
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Trasferimento dirigente sindacale: no nulla osta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca di un distacco e il conseguente rientro di un dirigente sindacale nella sua sede originaria non costituisce un "trasferimento" in senso tecnico. Pertanto, tale provvedimento non necessita del preventivo nulla osta dell'organizzazione sindacale. Tuttavia, resta possibile per il sindacato agire in giudizio per condotta antisindacale, ma a condizione di dimostrare l'intento discriminatorio o il concreto pregiudizio all'attività sindacale. Nel caso di specie, la Corte ha rigettato il ricorso del sindacato, non ritenendo provata l'antisindacalità del provvedimento datoriale.
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