LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Affidamento terapeutico-riabilitativo

Definizione

È una misura alternativa alla detenzione che permette a una persona condannata e tossicodipendente di scontare la pena seguendo un programma di recupero presso una struttura specializzata, invece che in carcere.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Recupero negato: la pericolosità sociale ostativa vince sul percorso
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare l'affidamento terapeutico a un detenuto, nonostante la disponibilità di una struttura di accoglienza. La richiesta è stata respinta a causa della sua elevata pericolosità sociale, dimostrata da gravi precedenti, uno stile di vita criminale radicato, frequentazioni malavitose e un concreto rischio di fuga. La sentenza stabilisce che la semplice tossicodipendenza non è sufficiente per accedere alle misure alternative quando emerge una personalità incline al crimine per scelta. La valutazione della pericolosità sociale ostativa prevale sulla possibilità di intraprendere un percorso di recupero, rendendo il ricorso inammissibile.
Continua »
Associazione di lieve entità: non osta ai benefici
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25542/2024, ha stabilito che una condanna per associazione di lieve entità finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74, comma 6, D.P.R. 309/1990) non impedisce l'accesso ai benefici penitenziari. Tale reato è una fattispecie autonoma e non rientra nel novero dei cosiddetti "reati ostativi" di cui all'art. 4-bis dell'ordinamento penitenziario. Di conseguenza, la Corte ha annullato la decisione di un Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di affidamento terapeutico presentata da un condannato.
Continua »
Liberazione anticipata: condotta e rieducazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una detenuta contro il diniego della liberazione anticipata. La decisione si fonda sull'introduzione di sostanze stupefacenti in una comunità terapeutica, condotta ritenuta incompatibile con il requisito della partecipazione all'opera di rieducazione e che ha portato alla revoca retroattiva della misura alternativa.
Continua »