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AEC (Accordo Economico Collettivo)

Definizione

È un contratto nazionale che stabilisce le regole generali per i rapporti di agenzia e rappresentanza commerciale in un determinato settore (es. industria, commercio).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prevalenza contratto individuale: agente paga il prezzo di listino
Un agente non restituisce il campionario all'azienda. Il contratto tra le parti prevede un risarcimento basato sul 'prezzo di listino' dei prodotti. L'agente si oppone, invocando l'Accordo Economico Collettivo che fa riferimento al 'valore' del campionario, a suo dire più favorevole. La Corte di Cassazione ha stabilito la prevalenza del contratto individuale, ritenendo la clausola del 'prezzo di listino' non necessariamente peggiorativa. Anzi, offre un criterio di calcolo certo e prevedibile, a differenza del 'valore', che è variabile. Di conseguenza, l'agente è stato condannato a risarcire l'azienda secondo quanto pattuito nel loro accordo specifico.
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Modifica unilaterale provvigioni: Agente perde contro l’Azienda
Un'azienda editoriale ha comunicato a un suo agente una modifica unilaterale provvigioni, riducendole dal 20% all'8% per i contratti di conversione da supporto cartaceo a digitale. L'agente ha fatto causa per ottenere le differenze, sostenendo che la modifica fosse illegittima. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'agente, dichiarandolo inammissibile. La decisione si fonda su un vizio processuale: l'agente non ha contestato tutte le autonome ragioni giuridiche della sentenza precedente. Tra queste, il fatto che l'Accordo Economico Collettivo permetteva all'azienda di variare le condizioni e che le nuove provvigioni riguardavano tipologie di affari prima non esistenti, non una semplice riduzione delle vecchie.
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Recesso agente per giusta causa: quando è legittimo?
Un'agente di commercio ha effettuato il recesso dal contratto per giusta causa a causa dei continui ritardi nel pagamento delle provvigioni da parte della società preponente. Quest'ultima ha contestato la decisione, sostenendo l'esistenza di una prassi consolidata di pagamenti dilazionati. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso dell'agente per giusta causa, stabilendo che la valutazione sulla gravità dell'inadempimento spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. La Corte ha inoltre chiarito che ai crediti dell'agente individuale si applica il regime di tutela del lavoro parasubordinato, con cumulo di interessi e rivalutazione, e non quello previsto per le transazioni commerciali.
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