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Actio redhibitoria

Definizione

Azione legale con cui l'acquirente chiede la risoluzione del contratto di vendita a causa di vizi del bene, con conseguente restituzione del bene al venditore e del prezzo all'acquirente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Mutamento della Domanda: Quando l’Aliud pro Alio Ribalta la Sentenza
Due acquirenti hanno comprato un immobile con gravi difetti e ritardi nella consegna. Inizialmente hanno chiesto una riduzione del prezzo. Successivamente, hanno modificato la loro richiesta in giudizio, domandando la risoluzione del contratto per aliud pro alio (un bene completamente diverso da quello pattuito). La Corte d'Appello ha ritenuto inammissibile questo mutamento della domanda. La Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che tale modifica è ammissibile se la vicenda sostanziale rimane la stessa e non compromette la difesa avversaria, specialmente in caso di vizi più gravi.
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Risarcimento danni carburante: l’onere della prova
La Corte d'Appello di Venezia ha annullato una sentenza di primo grado relativa a una richiesta di risarcimento danni carburante per vizio di motivazione. Nel merito, la Corte ha stabilito che spetta all'acquirente provare non solo il difetto del carburante, ma anche il nesso causale tra il rifornimento e il guasto. Poiché il veicolo ha circolato per diversi giorni dopo il rifornimento prima di fermarsi, la domanda risarcitoria è stata respinta.
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Onere della prova: chi prova i vizi dell’auto usata?
Un acquirente ha comprato un'auto usata che presentava diversi difetti. Dopo una prima sentenza favorevole per la riduzione del prezzo, la corte d'appello ha parzialmente modificato la decisione, ritenendo che l'acquirente non avesse provato la preesistenza di alcuni vizi al momento della consegna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'acquirente, stabilendo che nelle azioni di garanzia per vizi (actio quanti minoris), l'onere della prova sull'esistenza del difetto grava sul compratore.
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Garanzia vendita animali: i vizi occulti e i diritti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31288/2024, ha confermato la condanna di un venditore professionista per la vendita di un cucciolo affetto da gravi malformazioni genetiche non evidenti al momento dell'acquisto. La sentenza ribadisce che la garanzia vendita animali copre i vizi occulti e che l'acquirente, qualificato come consumatore, ha il diritto di scegliere tra la riduzione del prezzo e la risoluzione del contratto. La Corte ha distinto tra vizi palesi (come l'assenza di coda), per i quali la garanzia non opera, e vizi occulti (patologie vertebrali), che obbligano il venditore al risarcimento e alla riduzione del prezzo, sottolineando la maggiore diligenza richiesta al venditore professionale.
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