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Accertamento Tributario E Sequestro Antimafia

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accertamento tributario e sequestro antimafia: il Comune vince
Un Comune ha notificato un avviso di accertamento IMU a una società sottoposta a sequestro antimafia. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, ritenendo che la procedura di prevenzione bloccasse il potere di accertamento del Comune, riservando ogni decisione al giudice delegato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'accertamento tributario e sequestro antimafia sono compatibili. Il sequestro vieta le azioni esecutive individuali, ma non impedisce all'Amministrazione finanziaria di verificare il debito fiscale pregresso e notificare l'atto impositivo per evitare la decadenza. Il Comune vince il ricorso e la causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Accertamento tributario e sequestro antimafia: i veri limiti
Il Comune ha emesso due avvisi di accertamento TARI del 2014 nei confronti di una Società, successivamente sottoposta a sequestro antimafia. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato gli atti, ritenendo che solo il giudice della prevenzione potesse accertare i crediti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'accertamento tributario e sequestro antimafia possono coesistere. La misura di prevenzione non blocca il potere dell'ente impositore di emettere atti impositivi per crediti sorti prima del sequestro. La contestazione sulla legittimità della tassa spetta sempre al giudice tributario, mentre il giudice della prevenzione verifica solo l'ammissione al passivo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Accertamento tributario e sequestro antimafia: vince il Comune
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento IMU nei confronti di una società i cui beni immobili erano stati sottoposti a sequestro antimafia. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che la competenza esclusiva spettasse al giudice delegato della procedura di prevenzione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Comune, stabilendo che l'accertamento tributario e sequestro antimafia sono compatibili. Il sequestro non impedisce all'amministrazione di verificare il debito d'imposta sorto in precedenza e di notificare l'atto. Questo serve a quantificare il credito e a evitarne la prescrizione, prima della successiva richiesta di ammissione al passivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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