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Abbandono Del Posto Di Lavoro

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abbandono del posto di lavoro: condanna confermata in Cassazione
Un Agente della Polizia Penitenziaria è stato condannato per aver introdotto e ceduto droga e telefoni cellulari in carcere dietro compenso, oltre che per abbandono del posto di lavoro. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che i suoi spostamenti tra le sezioni non integrassero un vero abbandono del servizio di vigilanza. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'abbandono del posto di lavoro si verifica sia con l'allontanamento fisico dall'area assegnata, sia con la mancata prestazione effettiva della vigilanza dovuta. Il ricorso presentava motivi generici e non criticava adeguatamente la sentenza d'appello. L'Agente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Abbandono del posto di lavoro: i limiti della sanzione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di due dipendenti pubblici sanzionati con la sospensione dal servizio per un presunto abbandono del posto di lavoro. I lavoratori si erano allontanati dall'ufficio per circa trenta minuti, senza timbrare l'uscita, per acquistare bibite in un edificio vicino a causa del malfunzionamento del sistema di climatizzazione. Mentre i giudici di merito avevano confermato la sanzione, pur riducendola, la Suprema Corte ha cassato la decisione. La Cassazione ha stabilito che l'allontanamento momentaneo non può essere automaticamente equiparato all'abbandono del posto di lavoro, il quale richiede una totale negazione dei doveri d'ufficio e una gravità tale da causare un reale disservizio.
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Abbandono del posto di lavoro: legittimo licenziamento
Un lavoratore con mansioni di supervisione è stato licenziato per essersi addormentato durante il turno di notte, assentandosi dal suo posto per circa un'ora e mezza. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, qualificando la condotta come un grave e inescusabile abbandono del posto di lavoro che ha irrimediabilmente leso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. L'appello del lavoratore è stato dichiarato inammissibile.
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