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Giurisprudenza Tributaria

Diretta impugnabilità del fermo amministrativo

Il preavviso di fermo amministrativo D. P. R. 29 settembre 1973, n. 602, ex art. 19, in quanto tale elencazione va interpretata in senso estensivo, sia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente e di buon andamento della pubblica amministrazione, che in conseguenza dell’allargamento della giurisdizione tributaria operato con la legge 28 dicembre 2001, n. 448.

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Interesse ad impugnare un preavviso di fermo amministrativo

Cassazione Civile, Sezioni Unite Civili, Sentenza n. 20931 del 12 ottobre 2011

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Tariffa igiene ambientale, non assoggettabile a iva

Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 3756 del 9 marzo 2012

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Tariffa di igiene ambientale

La tariffa di igiene ambientale (t.i.a.) disciplinata dall’art. 49 d.lgs. 22 del 1997, costituisce non già una entrata patrimoniale di diritto privato, ma una mera variante della t.a.r.s.u. (disciplinata dal d.P.R. n. 507 del 1993) e conserva la qualifica di tributo, proprio di quest’ultima, con la conseguenza che le controversie aventi a oggetto la debenza […]

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Tariffa integrata ambientale

n. 152/2006, è stata istituita previa soppressione della tariffa d’igiene ambientale.

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Tia, tributo, mera variante della tarsu

La tassa è dovuta per la occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito o attivato o comunque reso in maniera continuativa nei modi previsti dagli artt. Tale principio rileva anche in materie di tia, non solo perché codesta rappresenta una mera variante della tarsu, conservando anche la relativa qualifica di tributo, ma soprattutto perché in tal senso depone lo specifico regime delineato dall’art.

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Tarsu, esistenza e delimitazione delle superfici

15 novembre 1993 n. 507, nel disporre che la tassa è dovuta per la occupazione o la detenzione di locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie di civili abitazioni diverse dalle aree a verde, esistenti nelle zone del territorio comunale in cui il servizio è istituito o attivato o comunque reso in maniera continuativa nei modi previsti dagli artt.

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Quietanza di pagamento, confessione stragiudiziale

Se appare generalmente condiviso il riconoscimento della quietanza di pagamento ex art. 2733 comma 2 e 2735 c. c. , tra le parti, della specifica corresponsione di una determinata somma di denaro per un determinato titolo, potendo conseguentemente essere contestata tale dichiarazione esclusivamente nei limiti consentiti (errore di fatto o violenza) dall’art.

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Processo tributario, dichiarazioni rese da terzi

La restrizione dei mezzi di prova deducibili nel giudizio tributario, alla luce della interpretazione fornita dalla Corte costituzionale, opera nei confronti di entrambe le parti del processo e, pertanto, anche al contribuente, oltre che all’amministrazione finanziaria, deve essere riconosciuta, in attuazione dei principi del giusto processo e della parità delle parti di cui al nuovo testo dell’art.

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Diritto di difesa del contribuente, dichiarazioni rese da terzi

Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Sentenza n. 10586 del 13 maggio 2011

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Processo tributario, dichiarazioni rese nella fase amministrativa

Il divieto di ammissione della prova testimoniale nel giudizio innanzi alle Commissioni Tributarie (peraltro già previsto nella analoga disposizione contenuta nell’art.

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Processo tributario, prova testimoniale e giuramento

1992 n. 546 non ammette la prova orale (prova testimoniale e giuramento).

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Avviamento commerciale, mancanza di una perizia di stima

Il valore dell’avviamento commerciale, in presenza di metodi tecnici diversi di valutazione, costituisce l’oggetto di un giudizio di fatto rimesso al prudente apprezzamento del giudice di merito ed immune da sindacato di legittimità se adeguatamente motivato, per cui, ai sensi dell’art.

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Ipotesi di fusione societaria, presenza di un disavanzo di fusione

Con riferimento alla ipotesi di fusione societaria, in presenza di un disavanzo di fusione, due sono i casi, o la società acquirente incorporante ha fatto un cattivo affare o la differenza tra patrimonio netto e prezzo pagato va ascritto al prezzo pagato per l’avviamento o per altri beni immateriali. Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Sentenza n. 10586 del 13 maggio 2011

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Azienda in perdita, patrimonio, avviamento commerciale

Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Sentenza n. 10586 del 13 maggio 2011

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Valore di avviamento, perdite esercizi anni precedenti

L’esistenza di un valore di avviamento dell’azienda non può essere esclusa sulla base della sola circostanza che l’impresa abbia subito delle perdite negli esercizi degli anni precedenti. Del valore complessivo dell’azienda fa parte, infatti, quello dell’avviamento – costituente una qualità dell’azienda stessa – che si somma al valore degli altri beni che la compongono in […]

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Azienda, complesso di beni organizzato

Cassazione Civile, Sezione Tributaria, Sentenza n. 10586 del 13 maggio 2011

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Studi di settore, sistema di presunzioni semplici

La procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui gravità, precisione e concordanza non è ex lege determinata dallo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli standards in se considerati – meri strumenti di ricostruzione per elaborazione statistica della normale redditività – […]

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Benefici fiscali, acquisto di quota esigua di un immobile

L’acquisto di una quota particolarmente esigua di un immobile non può comportare da solo il potere di disporre del bene come abitazione propria. 1 della tariffa citata (sull’idoneità della titolarità di una quota di immobile ai fini dell’integrazione dello speculare requisito dell’impossidenza, vedi Cass.

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Benefici fiscali della prima casa, decadenza

Al fine di evitare la decadenza dai benefici fiscali, tradizionalmente denominati della “prima casa”, e l’applicazione della soprattassa, nell’ipotesi di trasferimento dell’immobile prima del decorso del termine di cinque anni dalla data dell’acquisto, la nota II bis dell’art. 3, comma 131, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, prescrive al comma 4, ultimo periodo che il contribuente, entro un anno dal trasferimento “dell’immobile acquistato con i benefici. . . ,

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