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Giurisprudenza Tributaria

Definizione agevolata: notifiche e pagamenti

La Cassazione accoglie il ricorso di una società, stabilendo che per la definizione agevolata l’Agenzia delle Entrate deve notificare gli atti al difensore e non alla parte. Inoltre, ai fini del calcolo, si devono scomputare tutti gli importi già versati, anche a titolo di sanzioni e interessi. La procedura si perfeziona con la sola domanda se il dovuto è già stato pagato.

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Notifica atti tributari: quando vale la consegna?

La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la notifica atti tributari, si applica il principio della scissione soggettiva. Per rispettare i termini di decadenza, conta la data in cui l’ente impositore consegna l’atto all’ufficio postale, non la data di ricezione da parte del contribuente. Il caso riguardava un avviso IMU notificato entro il termine prorogato dalla normativa emergenziale Covid-19.

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Collegamento societario: la Cassazione fa il punto

L’Agenzia delle Entrate contesta la qualifica di finanziamento infragruppo a versamenti tra società, negando l’esistenza di un collegamento societario. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il merito ma, data la rilevanza della questione sulla definizione di collegamento societario basato su legami familiari tra soci e la mancanza di precedenti specifici, rinvia la causa a pubblica udienza per una discussione approfondita.

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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni

Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l’impugnazione dell’estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e “qualificato”, condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d’appello senza rinvio, poiché l’azione non poteva essere proposta.

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Giudicato penale nel tributario: limiti e condizioni

Una società, accusata di utilizzare fatture per operazioni inesistenti, ottiene l’annullamento degli accertamenti fiscali in appello, poiché il giudice tributario ritiene vincolante una sentenza penale di non luogo a procedere. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che il nuovo principio sull’efficacia del giudicato penale nel processo tributario si applica solo alle sentenze di assoluzione emesse dopo un dibattimento completo e non a quelle pronunciate in fase di indagini preliminari. Inoltre, la Corte sottolinea che una legge delega non può essere applicata prima dell’emanazione dei relativi decreti attuativi.

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Collegamento societario: i legami familiari bastano?

La Corte di Cassazione, con un’ordinanza interlocutoria, ha rinviato a pubblica udienza un caso fiscale per definire se il mero rapporto di parentela tra i soci di diverse società sia sufficiente a configurare un collegamento societario ai sensi dell’art. 2359 c.c. La questione, sollevata dall’Agenzia Fiscale contro la decisione di una Commissione Tributaria Regionale che aveva valorizzato i legami familiari per escludere una doppia imposizione, è stata ritenuta di particolare rilevanza e meritevole di un approfondimento.

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Imposta di registro sentenza: quando è dovuta?

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’imposta di registro su una sentenza che dispone il trasferimento di un immobile è dovuta in misura proporzionale anche se l’acquirente non paga il prezzo. Secondo i giudici, la condizione del pagamento del prezzo è, ai fini fiscali, una condizione ‘meramente potestativa’, che non sospende l’obbligazione tributaria. Inoltre, la Corte ha chiarito che tutte le ‘parti in causa’ nel giudizio, inclusi i rappresentanti legali, sono solidalmente responsabili per il pagamento dell’imposta.

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Studi di settore e onere della prova: la Cassazione

Una società ha contestato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore, sostenendo che l’Agenzia delle Entrate non avesse adempiuto al proprio onere della prova. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un significativo scostamento dai parametri, discusso in un regolare contraddittorio, è sufficiente a fondare l’accertamento. Inoltre, le eccezioni sollevate per la prima volta in sede di legittimità, come la contestazione dello specifico cluster applicato, sono state dichiarate inammissibili.

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Sanzioni non collegate al tributo: il Quadro RW autonomo

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha stabilito che le sanzioni per l’omessa compilazione del Quadro RW sono ‘sanzioni non collegate al tributo’. Questo perché l’obbligo di dichiarare gli investimenti esteri ha una finalità di monitoraggio fiscale, autonoma rispetto all’imposizione sui redditi. Di conseguenza, un contribuente non può beneficiare di una definizione agevolata che annulli tali sanzioni senza alcun pagamento, ma deve versare un importo ridotto come previsto dalla normativa specifica. La Corte ha quindi annullato la decisione della commissione tributaria regionale che aveva dato ragione al contribuente.

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Estinzione processo tributario: la guida completa

Una società operante nel settore aeronautico aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Durante il giudizio in Cassazione, la società ha aderito alla procedura di definizione agevolata della controversia prevista dalla legge. L’Agenzia delle Entrate ha confermato l’avvenuta definizione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del processo tributario, stabilendo che le spese legali restassero a carico della parte che le aveva anticipate.

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Notifica a residente AIRE: quando l'ipoteca è nulla

Un cittadino italiano residente all’estero e iscritto all’AIRE ha impugnato un’iscrizione ipotecaria per vizi di notifica. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la notifica a residente AIRE della comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria deve essere effettuata all’indirizzo estero. Una notifica eseguita presso il precedente indirizzo italiano è invalida e comporta la nullità dell’ipoteca per violazione del diritto al contraddittorio. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione per i crediti tributari erariali è decennale.

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Prescrizione imposta di registro: da quando decorre?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21513/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione dell’imposta di registro. Il caso riguardava una cartella di pagamento per imposta di registro, che il contribuente riteneva notificata oltre il termine di prescrizione decennale. La Corte ha chiarito che il ‘dies a quo’, ovvero il giorno da cui inizia a decorrere la prescrizione, non è la data di notifica dell’avviso di liquidazione, ma il momento in cui tale avviso diventa definitivo. Questo avviene allo scadere dei 60 giorni utili per l’impugnazione. Di conseguenza, l’azione di riscossione dell’Agenzia delle Entrate è stata considerata tempestiva, riformando la precedente decisione di merito.

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Giudicato interno: quando una decisione diventa finale?

La Corte di Cassazione ha stabilito che se un giudice di primo grado si pronuncia esplicitamente sulla tempestività di un ricorso, e tale pronuncia non viene impugnata nei termini, si forma un giudicato interno. Di conseguenza, la questione non può più essere riesaminata in appello, anche se la controparte solleva la questione con un appello incidentale tardivo. Il caso è stato rinviato al giudice d’appello per l’esame del merito.

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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione di un processo tributario a seguito dell’adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata. Il decreto chiarisce che l’inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell’Agenzia delle Entrate, attestante la regolarità della definizione, è condizione sufficiente per l’estinzione, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.

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Decadenza notifica cartella: la Cassazione chiarisce

Uno studio professionale ha impugnato una cartella di pagamento per tardiva notifica, emessa a seguito del mancato pagamento di una rata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla decadenza notifica cartella. Ha chiarito che, nel regime normativo precedente alla riforma del 2015, il termine per la notifica non era il biennale ‘esortativo’ previsto dalla norma specifica sulle rateazioni, ma il termine generale ‘perentorio’ di tre anni. Tale termine decorre dall’anno di scadenza della rata non versata, rendendo tempestiva la notifica nel caso di specie.

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Comunicazione irregolarità: quando non è necessaria?

Una società in fallimento ha impugnato una cartella di pagamento per IRAP, lamentando la mancata ricezione della comunicazione di irregolarità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tale comunicazione non è necessaria quando la cartella deriva da un controllo automatico per omesso versamento di imposte dichiarate, in assenza di incertezze rilevanti sulla dichiarazione.

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Litisconsorzio necessario processuale: sentenza nulla

Una società ha impugnato un avviso di accertamento ICI, convenendo in giudizio sia il Comune che l’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia ha appellato la sentenza di primo grado favorevole alla società, senza però coinvolgere il Comune nel giudizio di appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità della sentenza di secondo grado per violazione del litisconsorzio necessario processuale, poiché il Comune, essendo parte necessaria, non era stato incluso nel processo, invalidando l’intero procedimento.

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Impugnazione atto in autotutela: quando è possibile?

Un’azienda ha tentato l’impugnazione di un atto in autotutela che riduceva un precedente accertamento TARSU. La Cassazione ha stabilito che un atto di rettifica meramente riduttivo non è autonomamente impugnabile, poiché non introduce una nuova pretesa lesiva. Il contribuente avrebbe dovuto impugnare l’atto originario.

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Estinzione processo tributario: il caso Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del processo tributario tra due società del settore energetico e l’Agenzia delle Entrate. La decisione si fonda sull’avvenuta definizione agevolata della controversia, come previsto dalla Legge n. 197/2022, documentata dall’inserimento della pratica in un apposito elenco trasmesso dall’Agenzia, senza che sia stato opposto alcun diniego.

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Estinzione processo tributario: la guida completa

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione di un processo tributario a seguito dell’adesione del contribuente a una procedura di definizione agevolata delle controversie. La Corte ha chiarito che l’inserimento della lite in un apposito elenco da parte dell’Agenzia delle Entrate, in assenza di diniego, è sufficiente a documentare la regolare definizione e a determinare l’estinzione del processo tributario, con spese a carico di chi le ha anticipate.

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