La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19144/2025, ha stabilito che la responsabilità solidale del cessionario di un ramo d’azienda è illimitata quando la cessione è finalizzata a frodare i creditori, in particolare l’erario. Il caso riguardava una società che aveva acquistato un ramo d’azienda da un’altra entità, entrambe riconducibili alla stessa famiglia e coinvolte in un sistema fraudolento. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la consapevolezza del cessionario riguardo al disegno fraudolento fosse sufficientemente provata attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, legittimando così la contestazione della responsabilità solidale illimitata ai sensi dell’art. 14, comma 4, del D.Lgs. 472/1997.
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