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Giurisprudenza Tributaria

Deducibilità costi auto: no alla prova contraria

Un professionista ha contestato la limitazione forfettaria per la deducibilità dei costi auto, chiedendo un rimborso basato sull’effettivo e maggiore uso professionale del veicolo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la norma (art. 164 TUIR) impone un limite fisso e invalicabile. Questa regola, definita ‘di sistema’ e ‘antievasiva’, è stata creata per superare la difficoltà di quantificare l’uso promiscuo del bene e non ammette la prova contraria da parte del contribuente.

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Termine dilatorio: nullo l'avviso senza 60 giorni

La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un avviso di accertamento notificato senza rispettare il termine dilatorio di 60 giorni dalla consegna del verbale di constatazione. La Corte ha ribadito che questa violazione procedurale comporta una nullità insanabile dell’atto impositivo e che la imminente scadenza dei termini di accertamento non costituisce una valida ragione d’urgenza per derogare a tale garanzia del contribuente.

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Contributi consortili: piano obsoleto e onere prova

Una società ha impugnato una richiesta di pagamento per contributi consortili, sostenendo l’obsolescenza del piano di classifica e la mancanza di benefici diretti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che i piani di classifica preesistenti rimangono efficaci nonostante le modifiche normative, fino all’approvazione di nuovi piani. La Corte ha inoltre chiarito che l’inclusione di un immobile nel perimetro consortile crea una presunzione di beneficio, invertendo l’onere della prova a carico del contribuente, salvo una specifica e fondata contestazione del piano stesso.

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Contributo consortile: chi prova il beneficio?

Un consorzio di bonifica ha impugnato una sentenza che annullava una cartella di pagamento per un contributo consortile. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che, in presenza di un Piano di Classifica, esiste una presunzione di beneficio per gli immobili. Spetta quindi al proprietario dimostrare l’assenza di tale vantaggio. La corte inferiore aveva errato nell’invertire l’onere della prova e nell’ignorare la documentazione tecnica prodotta dal consorzio.

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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide

Una società impugnava una cartella di pagamento per contributi consortili. Durante il ricorso in Cassazione, aderiva alla rottamazione-quater, saldando il debito. La Suprema Corte ha dichiarato la cessazione materia del contendere, estinguendo il giudizio. Crucialmente, ha escluso l’obbligo per il ricorrente di versare il doppio del contributo unificato, poiché l’estinzione non equivale a un rigetto o a un’inammissibilità.

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Imposta sulla pubblicità: le cabine foto non sono sede

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’imposta sulla pubblicità è dovuta per le scritte presenti sulle cabine fotografiche automatiche. Con l’ordinanza n. 20875/2025, la Corte ha chiarito che tali cabine non possono essere considerate ‘sede di esercizio’ dell’impresa e, pertanto, non beneficiano dell’esenzione fiscale prevista per le insegne. I giudici hanno specificato che le cabine sono beni aziendali dislocati sul territorio, mentre l’esenzione si applica solo alle insegne che identificano la sede fisica e amministrativa dell’attività. Di conseguenza, i messaggi su di esse hanno una funzione pubblicitaria e sono soggetti a tassazione.

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Responsabilità del rappresentante legale: la Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del rappresentante legale di un’associazione non riconosciuta per i debiti fiscali dell’ente. L’Amministrazione Finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento all’associazione e, successivamente, un atto di intimazione direttamente al suo presidente. Quest’ultimo ha impugnato l’atto, sostenendo di non aver mai ricevuto un avviso di accertamento personale e che i termini per la riscossione fossero scaduti. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che non è necessario un autonomo atto impositivo notificato personalmente al presidente in qualità di coobbligato solidale. La notifica effettuata all’ente nella persona del suo rappresentante è sufficiente a renderlo edotto della pretesa fiscale. La sua responsabilità deriva direttamente dalla legge (art. 38 c.c.) per il solo fatto di aver rivestito la carica, a meno che non dimostri di aver adempiuto a tutti gli obblighi fiscali.

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Inammissibilità appello tributario: quando è generico

Un contribuente ha impugnato un avviso di intimazione per oltre un milione di euro. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando il ricorso inammissibile a causa della genericità dei motivi. La sentenza sottolinea che l’inammissibilità dell’appello tributario scatta quando le censure non sono specifiche e non rispettano il principio di autosufficienza, impedendo alla Corte di valutare il merito della questione.

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Notifica irreperibilità società: cosa dice la Cassazione

La Corte di Cassazione chiarisce la validità della notifica per irreperibilità società. Se un’azienda non viene trovata presso la sede legale iscritta nel registro delle imprese, la notifica degli atti tributari è legittima se eseguita con il rito degli irreperibili assoluti (deposito in casa comunale), senza necessità di ulteriori ricerche del legale rappresentante. La Corte ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, affermando il principio di autoresponsabilità della società nel mantenere aggiornati i propri dati.

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Compensazione spese legali: quando è inammissibile

Un contribuente ha impugnato in Cassazione la decisione di compensazione delle spese legali disposta da una corte d’appello tributaria. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non contestava specificamente la ragione giuridica della compensazione, ovvero la soccombenza reciproca delle parti, ma si limitava a criticare genericamente le motivazioni. La Corte Suprema ha ribadito che per contestare la compensazione delle spese, il motivo di ricorso deve essere specifico e pertinente.

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Appello tributario: come riproporre le eccezioni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20927/2025, chiarisce le modalità con cui il contribuente, vittorioso in primo grado, deve riproporre le proprie eccezioni nell’appello tributario promosso dall’Amministrazione Finanziaria. La Corte distingue tra questioni che hanno fondato la vittoria (che non vanno riproposte) e questioni “assorbite” (da riproporre specificamente, pena la rinuncia). Un generico richiamo agli atti precedenti non è sufficiente.

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Disconoscimento copia: quando è valido in giudizio?

Un contribuente ha impugnato un pignoramento, contestando la notifica di un atto presupposto attraverso il disconoscimento della copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un generico disconoscimento copia non è sufficiente. È necessario specificare gli elementi di difformità rispetto all’originale. La Corte ha inoltre chiarito che l’ente riscossore non è obbligato a produrre in giudizio l’originale dell’atto notificato.

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Estinzione processo tributario: la definizione agevolata

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del processo tributario tra un’agenzia fiscale e una società editoriale. La decisione si basa sull’adesione della società a una procedura di definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla legge per ridurre i tempi della giustizia. L’inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell’agenzia è stato ritenuto prova sufficiente per l’estinzione, con spese a carico di ciascuna parte.

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Responsabilità solidale cessione azienda: la Cassazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19144/2025, ha stabilito che la responsabilità solidale del cessionario di un ramo d’azienda è illimitata quando la cessione è finalizzata a frodare i creditori, in particolare l’erario. Il caso riguardava una società che aveva acquistato un ramo d’azienda da un’altra entità, entrambe riconducibili alla stessa famiglia e coinvolte in un sistema fraudolento. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la consapevolezza del cessionario riguardo al disegno fraudolento fosse sufficientemente provata attraverso presunzioni gravi, precise e concordanti, legittimando così la contestazione della responsabilità solidale illimitata ai sensi dell’art. 14, comma 4, del D.Lgs. 472/1997.

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Aliquota diritto di superficie: Cassazione fissa il 9%

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha stabilito che l’aliquota dell’imposta di registro per la costituzione di un diritto di superficie è del 9% e non del 15%. Il caso riguardava un avviso di liquidazione emesso dall’Agenzia delle Entrate per la registrazione di un’ordinanza giudiziale che costituiva un diritto di superficie su un terreno agricolo per un parco eolico. Le commissioni tributarie di primo e secondo grado avevano confermato l’aliquota del 15%, ma la Suprema Corte ha accolto il ricorso del contribuente. È stato chiarito che la costituzione di un diritto reale di godimento, come il diritto di superficie, non equivale a un trasferimento di proprietà e deve quindi essere tassata con l’aliquota più bassa, prevista per gli atti costitutivi di diritti reali immobiliari di godimento.

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Estinzione processo tributario: la Cassazione decide

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del processo tributario tra l’Agenzia delle Entrate e una società. La decisione si basa sull’adesione della contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. L’inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell’Agenzia ha certificato la regolarità della procedura, portando all’automatica estinzione del giudizio. Le spese restano a carico di chi le ha anticipate.

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Valore avviamento: limiti all'accertamento fiscale

Una società si è vista contestare dall’Agenzia delle Entrate il valore di avviamento dichiarato nell’acquisto di un ramo d’azienda, con conseguente riduzione della quota di ammortamento deducibile. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19115/2025, ha accolto il ricorso della società. Ha stabilito che l’Amministrazione finanziaria non può ridurre il valore dell’avviamento basandosi su criteri presuntivi previsti per l’accertamento con adesione, ma deve fornire prove specifiche, gravi, precise e concordanti per dimostrare che il valore dichiarato sia eccessivo.

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Estinzione processo tributario: guida alla definizione

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione di un processo tributario tra l’Agenzia delle Entrate e una società. La decisione si basa sull’adesione della società a una procedura di definizione agevolata delle liti, come previsto dalla Legge n. 197/2022. L’inserimento della controversia in un apposito elenco da parte dell’Agenzia ha confermato la regolarità della procedura, portando alla conclusione anticipata del giudizio e stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate.

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Stabile organizzazione: la Cassazione chiarisce i requisiti

La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per motivazione insufficiente, chiarendo i criteri per definire una società italiana come stabile organizzazione di un’entità estera. La Corte ha stabilito che, ai fini IVA, non basta un generico controllo, ma è necessaria la prova concreta di una struttura permanente, dotata di mezzi umani e tecnici adeguati, attraverso cui la società estera opera in Italia. L’assenza di tale dimostrazione rende illegittimo l’accertamento fiscale che imputa il debito IVA dell’azienda italiana a quella estera.

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TARI Attività Stagionale: La Chiusura non Esenta

Una società alberghiera ha contestato un avviso di accertamento TARI, sostenendo che la sua chiusura stagionale giustificasse una riduzione della tassa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il presupposto della TARI è la detenzione di locali potenzialmente idonei a produrre rifiuti. La mera chiusura stagionale, in presenza di una licenza annuale, non è sufficiente a escludere il pagamento. Per l’esenzione, l’impresa deve provare una concreta e oggettiva impossibilità di utilizzare i locali, condizione non soddisfatta dalla semplice inattività volontaria.

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