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Giurisprudenza Tributaria

Liquidazione spese legali: il giudice deve motivare

Un avvocato si è rivolto alla Cassazione dopo che un giudice tributario ha ridotto drasticamente i suoi compensi legali senza alcuna spiegazione e al di sotto dei minimi tariffari. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali deve essere sempre motivata e non può violare i parametri minimi inderogabili, cassando la decisione e rinviando per una nuova valutazione.

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Responsabilità soci società cancellata: la Cassazione

L’Agenzia delle Entrate ha agito contro l’ex amministratore di una società cancellata per debiti fiscali. Dopo decisioni favorevoli al contribuente nei primi due gradi, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d’appello. La Corte ha stabilito che la motivazione dei giudici era meramente apparente e ha ribadito i principi sulla responsabilità soci società cancellata, precisando che spetta all’Amministrazione finanziaria provare la distribuzione di utili ai soci quale presupposto per l’azione.

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Classamento catastale: depuratore è D, non E/9

La Corte di Cassazione ha stabilito che il classamento catastale corretto per un impianto del servizio idrico integrato è nella categoria D (immobili a uso industriale/commerciale) e non E (immobili di interesse pubblico). La decisione si basa sulla natura economica e imprenditoriale dell’attività di gestione, anche se persegue un fine pubblico. La Corte ha inoltre chiarito che, in una procedura DOCFA, la motivazione dell’avviso di riclassamento può essere sintetica se basata sui dati forniti dallo stesso contribuente.

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Accordo transattivo: copre anche le sanzioni fiscali?

Una società fornitrice e una acquirente hanno siglato un accordo transattivo per saldare pagamenti e regolarizzare l’IVA. La fornitrice ha poi pagato sanzioni tramite ravvedimento operoso, chiedendone il rimborso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’Appello, stabilendo che un accordo transattivo onnicomprensivo, se non diversamente specificato, copre tutti gli aspetti economici della controversia, incluse le sanzioni prevedibili, negando così il diritto al rimborso.

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Estinzione processo tributario: il decreto della Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione del processo tributario tra l’Agenzia Fiscale e un gruppo di contribuenti. La decisione si basa sull’inserimento della controversia in un elenco per la definizione agevolata, previsto da una legge speciale. Poiché i contribuenti non si sono opposti, il processo si è estinto ai sensi della normativa sulla tregua fiscale.

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Incasso giuridico: tassabile la rinuncia al credito

La Corte di Cassazione ha stabilito che l’utilizzo di un credito vantato da un socio verso la propria società per sottoscrivere un aumento di capitale costituisce un ‘incasso giuridico’. Tale operazione, avvenuta prima delle riforme del 2016, genera un reddito diverso tassabile, pari alla differenza tra il valore del credito utilizzato e il costo di acquisto. La Corte ha chiarito che l’atto che determina la tassazione è l’effettivo utilizzo del credito, non una sua precedente e generica rinuncia.

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Perizia di parte: non è fatto decisivo in Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento di valore su un terreno edificabile. La decisione si fonda su due pilastri: il principio della “doppia conforme”, che preclude il riesame nel merito quando due sentenze precedenti hanno la stessa motivazione, e la natura della perizia di parte, la quale non costituisce un fatto storico decisivo, ma una semplice allegazione difensiva a contenuto tecnico.

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Impresa commerciale: quando la locazione lo diventa?

Un contribuente si vede negare la detraibilità delle spese di ristrutturazione perché l’Agenzia delle Entrate qualifica la sua attività di locazione di 12 appartamenti come un’impresa commerciale. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, respinge la tesi del Fisco. La sentenza chiarisce che la semplice locazione di immobili, anche numerosi, non integra di per sé un’impresa commerciale se mancano elementi che dimostrino la professionalità e l’abitualità dell’attività, distinguendola dalla mera gestione del proprio patrimonio personale.

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Classificazione catastale impianti idrici: la Cassazione

Una società di gestione del servizio idrico si è opposta alla ri-classificazione di un suo impianto da parte dell’Agenzia Fiscale, da categoria E/9 a D/1. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione dei giudici di merito, ha stabilito che la corretta classificazione catastale per tali impianti è nel gruppo D. La Corte ha chiarito che, ai fini catastali, è determinante la natura economica e imprenditoriale dell’attività (copertura dei costi tramite tariffe), definita come ‘lucro oggettivo’, e non la finalità di pubblico servizio o l’assenza di un profitto soggettivo per la società.

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Estinzione giudizi tributari: il decreto della Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’estinzione di un processo a seguito della definizione agevolata della controversia da parte del contribuente, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. L’inserimento del caso nell’elenco dell’Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura, portando all’applicazione della normativa sull’estinzione giudizi tributari. Le spese processuali restano a carico di chi le ha anticipate.

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Ricorso inammissibile e estinzione parziale del rito

La Corte di Cassazione affronta un caso di ricorso inammissibile in materia tributaria. Una società aveva aderito a una definizione agevolata solo per una parte della controversia (relativa all’IRES), ma non per l’altra (IRAP). La Corte chiarisce che l’estinzione del processo è solo parziale e, esaminando i motivi di ricorso residui, li dichiara inammissibili per gravi vizi procedurali, confermando la decisione della Commissione Tributaria Regionale.

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Imposta pubblicità frecce: si paga per ogni insegna

La Corte di Cassazione ha stabilito che, in materia di imposta sulla pubblicità, quando un unico impianto contiene più frecce direzionali che pubblicizzano aziende diverse, il tributo va calcolato su ogni singola freccia e non sulla superficie totale dell’impianto. Ogni freccia, infatti, costituisce un autonomo mezzo pubblicitario, essendo collegata a un distinto messaggio promozionale. La Corte ha rigettato il ricorso di una società che sosteneva l’unicità del mezzo pubblicitario, confermando un principio consolidato in giurisprudenza.

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Estinzione del giudizio per adesione a sanatoria

Un contribuente, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale, ha aderito a una definizione agevolata (rottamazione dei carichi). Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l’estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia e compensando le spese legali tra le parti.

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Accertamento analitico induttivo: basta un solo indizio?

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19622/2025, ha stabilito che la presenza di un singolo lavoratore non regolarmente assunto è un indizio sufficiente per legittimare un accertamento analitico induttivo da parte dell’Agenzia delle Entrate. Anche un solo elemento, se grave e preciso, può fondare la presunzione di maggiori ricavi non dichiarati, invertendo l’onere della prova a carico del contribuente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che riteneva insufficiente un unico indizio, rinviando la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.

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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale

Un Comune ricorre in Cassazione contro una sentenza che esentava un contribuente dal pagamento dell’IMU su un immobile occupato abusivamente. La Corte Suprema dichiara l’improcedibilità del ricorso in Cassazione perché il Comune non ha depositato la copia notificata della sentenza impugnata, un vizio procedurale insanabile.

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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza

Una società vinceva in primo e secondo grado una causa contro l’Agenzia delle Dogane per accise non dovute. La Corte di Cassazione ha però annullato la sentenza d’appello, ritenendola viziata da motivazione apparente. Il giudice di secondo grado, infatti, non aveva spiegato adeguatamente le ragioni del rigetto dell’appello dell’Agenzia su punti specifici della controversia, rendendo la sua decisione incomprensibile e quindi nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.

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Contributo consortile: legittima la riscossione

Una società agricola ha impugnato una cartella di pagamento relativa a un contributo consortile, sostenendone l’illegittimità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la riscossione di tale contributo tramite ruolo è ancora una procedura valida. La Corte ha inoltre stabilito che la cartella era sufficientemente motivata, in quanto ha permesso alla società di esercitare pienamente il proprio diritto di difesa, e che la valutazione del beneficio effettivo per il fondo è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità.

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Motivazione parvente: Cassazione e accertamento fiscale

Una società edile impugnava un accertamento fiscale basato su presunte sottovalutazioni immobiliari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, giudicandolo inammissibile perché mirava a un riesame del merito. Ha invece accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza d’appello per motivazione parvente, poiché non aveva adeguatamente spiegato perché alcuni immobili non fossero comparabili ai fini della valutazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.

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Collegamento societario: i legami familiari bastano?

La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso a una pubblica udienza la decisione su un caso fiscale di rilievo. La questione centrale è se il mero rapporto di parentela tra i soci di diverse società sia sufficiente a configurare un collegamento societario e a rendere non tassabili i trasferimenti di denaro tra di esse. L’Agenzia delle Entrate aveva qualificato tali movimentazioni come sopravvenienze attive imponibili. Data l’assenza di precedenti specifici, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento per definire principi chiari in materia.

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Ricorso improcedibile: onere della prova in Cassazione

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso improcedibile a causa della mancata produzione, da parte di un Ente Locale, della relata di notifica della sentenza impugnata. L’ordinanza sottolinea come tale adempimento sia un onere imprescindibile per consentire al giudice di verificare la tempestività dell’impugnazione, e la sua omissione non è sanabile. Il caso riguardava un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARI).

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