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Addizionale Ires: tassata anche la cessione del diritto di transito

Una società energetica, proprietaria di un elettrodotto tra Italia e Svizzera, ha chiesto il rimborso dell’Addizionale Ires (o Robin tax) sostenendo di non svolgere direttamente attività di trasmissione, ma solo di cedere a terzi il diritto di transito. L’Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione ha dato ragione all’Agenzia, stabilendo un principio importante: rientra nel ‘settore della trasmissione’ non solo chi trasporta fisicamente l’energia, ma anche chi, possedendo l’infrastruttura, svolge un’attività funzionale a tale scopo. Di conseguenza, l’applicazione dell’Addizionale Ires settore trasmissione è legittima e il rimborso non è dovuto.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 8854 Anno 2023
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Pubblicato il 1 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 8854 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 5 n. 8854/2023)

Addizionale Ires e settore energetico: il caso dell’elettrodotto

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato un tema cruciale per le aziende del settore energetico, chiarendo l’ambito di applicazione della cosiddetta ‘Robin tax’. La decisione riguarda l’obbligo di versare l’Addizionale Ires settore trasmissione anche per quelle società che, pur non trasportando direttamente energia, possiedono e gestiscono le infrastrutture essenziali per farlo. Il caso specifico ha visto protagonista un’azienda che aveva costruito e possedeva un elettrodotto di interconnessione tra l’Italia e la Svizzera. La sua attività non consisteva nel dispacciare o vendere energia, ma nel cedere a terzi, tramite contratti o aste, il diritto di utilizzare la linea per il transito dell’elettricità. Convinta di non rientrare tra i soggetti obbligati, l’azienda aveva chiesto il rimborso dell’imposta versata.

La questione: cosa significa operare nel ‘settore della trasmissione’?

Il cuore della controversia legale era l’interpretazione della norma. La legge impone l’addizionale Ires ai soggetti che ‘operano nei settori’ della produzione, trasmissione e distribuzione di energia. L’azienda sosteneva che la sua attività fosse diversa. Non essendo titolare di una concessione statale per la trasmissione e non gestendo fisicamente il flusso di energia, riteneva di essere esclusa dall’obbligo fiscale. La sua difesa si basava su una distinzione netta: un conto è essere il gestore della rete nazionale che trasporta l’energia, un altro è possedere una linea e affittarne la capacità. Secondo questa visione, l’azienda forniva un servizio atipico, non riconducibile alle categorie previste dalla legge istitutiva della ‘Robin tax’.

L’interpretazione estensiva dell’Addizionale Ires settore trasmissione

La tesi della società non ha convinto i giudici. La Corte di Cassazione ha adottato un’interpretazione non letterale ma funzionale della norma. Il punto non è l’atto materiale del trasporto di energia, ma l’appartenenza economica e operativa al settore che lo rende possibile. L’azienda, realizzando e gestendo un’infrastruttura strategica come un elettrodotto internazionale, svolge un’attività che è intrinsecamente e direttamente inserita nel ‘settore della trasmissione’. Anche se il suo modello di business si basa sulla cessione dei diritti di accesso, di fatto rende possibile la trasmissione stessa. Senza la sua linea, quel flusso di energia tra i due Paesi non esisterebbe. Pertanto, la sua attività è a tutti gli effetti parte integrante di quel settore economico.

Le motivazioni della Cassazione: perché l’addizionale Ires è dovuta

La Corte ha specificato che il termine ‘settore’ usato dal legislatore indica una platea di soggetti più ampia rispetto a quelli che svolgono l’attività di trasmissione in senso stretto, come il gestore della rete nazionale. L’intento della norma è colpire tutte le imprese la cui attività si svolge in quell’ambito economico. La società, beneficiando di un’esenzione speciale che le permetteva di cedere a terzi l’accesso alla linea, operava a pieno titolo nel mercato della capacità di trasmissione. Questa attività, seppur con modalità peculiari, è direttamente funzionale alla trasmissione di energia elettrica. Di conseguenza, escluderla dall’applicazione dell’Addizionale Ires settore trasmissione sarebbe contrario alla logica della legge, che mira a tassare i profitti generati all’interno di quel comparto strategico.

Conclusioni: un’interpretazione estensiva del settore trasmissione

La sentenza si conclude con la vittoria dell’Agenzia delle Entrate. La Corte ha cassato la decisione precedente e, decidendo direttamente nel merito, ha rigettato la richiesta di rimborso dell’azienda. Il principio di diritto sancito è chiaro: per essere soggetti all’addizionale Ires non è necessario essere il gestore concessionario del servizio di trasmissione, ma è sufficiente svolgere un’attività economica che si colloca oggettivamente all’interno di tale settore. Questa pronuncia crea un precedente importante, ampliando la definizione di operatore del settore trasmissione a fini fiscali e confermando che la sostanza dell’attività economica prevale sulla sua qualificazione formale.

Chi deve pagare l’Addizionale Ires nel settore energetico?
Devono pagarla le società che operano nei settori della produzione, trasmissione, distribuzione e commercializzazione di energia, a condizione che superino determinate soglie di ricavi e reddito imponibile.

Possedere un elettrodotto è considerato ‘attività di trasmissione’ ai fini fiscali?
Secondo questa sentenza, sì. Svolgere un’attività funzionale alla trasmissione, come cedere a terzi il diritto di usare un elettrodotto, fa rientrare la società nel ‘settore della trasmissione’ e la rende soggetta all’imposta.

Cosa significa che la Cassazione ‘decide nel merito’?
Significa che, dopo aver annullato la sentenza del giudice precedente, la Corte di Cassazione non rinvia il processo ma emette la decisione finale, risolvendo la controversia in modo definitivo.

Termini giuridici

Silenzio-rifiuto
Un meccanismo legale per cui la mancata risposta della Pubblica Amministrazione a un'istanza del cittadino o di un'azienda, entro un termine prestabilito, equivale a un provvedimento di rigetto.
Cassare la sentenza
L'atto con cui la Corte di Cassazione annulla la decisione di un giudice di grado inferiore perché la ritiene viziata da errori di diritto o di procedura.
Decidere nel merito
Si verifica quando la Corte di Cassazione, dopo aver annullato una sentenza, non rinvia il caso a un altro giudice ma emette la decisione finale sulla controversia, chiudendo definitivamente la questione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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