La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17516/2024, ha ribadito un principio fondamentale a tutela del contribuente: l'avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni, successivo a un accesso o verifica fiscale, è illegittimo. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, la quale sosteneva che l'accertamento, basandosi su indagini bancarie, non fosse soggetto a tale termine. Secondo i giudici, il rispetto del termine dilatorio accertamento è una garanzia essenziale del diritto al contraddittorio, la cui violazione invalida l'atto impositivo, salvo la prova di specifiche e fondate ragioni di urgenza, non dimostrate nel caso di specie.
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