LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Spaccio lieve ma profitto alto: negata l’attenuante del lucro

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio importante in materia di spaccio di stupefacenti. Anche se il reato è classificato come ‘fatto di lieve entità’, l’attenuante del lucro di speciale tenuità non può essere concessa automaticamente. Nel caso specifico, un uomo è stato condannato per la cessione di 25 dosi di droga pesante. I giudici hanno negato lo sconto di pena perché il valore economico della sostanza, superiore a mille euro, indicava un’offensività e un disvalore sociale non ridotti. La Corte ha quindi confermato che il valore economico è un criterio decisivo per escludere questa attenuante, respingendo il ricorso dell’imputato.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 5609 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 4 n. 5609/2023)

Spaccio lieve: non sempre si ha diritto a uno sconto di pena

Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce i confini tra il reato di spaccio di ‘lieve entità’ e la concessione della cosiddetta attenuante del lucro di speciale tenuità. La decisione sottolinea come, anche in presenza di un reato considerato meno grave, non scatti in automatico un ulteriore sconto di pena se il valore economico della droga è significativo. Questo principio serve a bilanciare la valutazione della gravità del fatto, guardando non solo alla quantità ma anche al potenziale guadagno e alla pericolosità sociale.

I fatti del caso: 25 dosi di droga pesante

La vicenda giudiziaria nasce dalla condanna di un uomo per il reato di cessione di sostanze stupefacenti, inquadrato nella fattispecie di lieve entità prevista dalla legge. L’imputato era stato trovato in possesso di venticinque dosi di droga pesante. Durante il processo, la sua difesa aveva chiesto il riconoscimento di un’ulteriore riduzione della pena, basata sull’articolo 62 del codice penale. Questa norma prevede uno sconto quando il profitto derivante dal reato è di ‘speciale tenuità’, cioè molto piccolo.

La questione: lieve entità e l’attenuante del lucro di speciale tenuità

Il punto centrale della questione era stabilire se un reato già definito ‘lieve’ potesse beneficiare anche dell’attenuante del lucro di speciale tenuità. La difesa sosteneva che, essendo il fatto di per sé minore, anche il profitto dovesse essere considerato tale. Tuttavia, i giudici hanno seguito un ragionamento diverso, concentrandosi su criteri oggettivi per valutare la reale portata del comportamento illecito. La Corte ha dovuto quindi tracciare una linea netta tra la qualificazione del reato e la concessione di ulteriori benefici.

Il valore economico come spartiacque per l’attenuante del lucro di speciale tenuità

La Cassazione ha evidenziato un elemento fondamentale: il valore economico della droga. Nel caso esaminato, le venticinque dosi avevano un valore di mercato superiore ai mille euro. Secondo i giudici, una cifra del genere non può essere considerata ‘specialmente tenue’. Il potenziale guadagno, quindi, diventa un indicatore chiave del ‘disvalore sociale’ dell’azione. Un profitto non irrilevante dimostra un’offensività che non merita l’ulteriore sconto di pena, anche se il reato rientra nella categoria della lieve entità.

Le motivazioni: perché il ricorso è stato respinto

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’imputato con una motivazione chiara. L’attenuante del lucro di speciale tenuità è applicabile solo quando l’intero evento dannoso presenta un grado di offensività e un disvalore sociale minimi. Il valore economico della droga, superando una soglia significativa come quella dei mille euro, contraddice questa condizione. I giudici hanno precisato che la ‘lieve entità’ del fatto e la ‘speciale tenuità’ del lucro sono due concetti distinti e non sovrapponibili. Il primo valuta il fatto nel suo complesso, mentre il secondo si concentra specificamente sull’impatto patrimoniale. Di conseguenza, la Corte ha ritenuto corretta la decisione dei giudici di merito di negare l’attenuante.

Le conclusioni: chi vince e cosa significa

L’imputato ha perso il ricorso. La sua condanna è stata confermata senza lo sconto di pena sperato e dovrà pagare le spese processuali. Questa sentenza stabilisce un principio pratico molto importante: nel valutare la pena per lo spaccio, il valore economico della droga è un fattore decisivo. Anche un fatto qualificato come ‘lieve’ può nascondere una pericolosità e un potenziale guadagno che impediscono l’applicazione di ulteriori benefici. La decisione rafforza un approccio rigoroso che guarda alla sostanza dei fatti, oltre le etichette giuridiche, per garantire che la pena sia sempre proporzionata alla reale gravità del reato commesso.

Quando si applica l’attenuante del lucro di speciale tenuità nello spaccio?
Si applica solo quando sia il danno che il profitto derivanti dal reato sono di valore economico molto basso, quasi irrilevante, e il fatto nel suo complesso presenta un’offensività minima.

Spaccio di ‘lieve entità’ e ‘lucro di speciale tenuità’ sono la stessa cosa?
No. Il ‘fatto di lieve entità’ è un’ipotesi autonoma di reato meno grave. L”attenuante del lucro di speciale tenuità’ è una circostanza che può ridurre la pena, ma non è automaticamente concessa solo perché il fatto è lieve.

Quale valore economico esclude l’attenuante del lucro speciale?
La legge non fissa una cifra esatta. Tuttavia, questa sentenza indica che un valore superiore a mille euro è considerato significativo e sufficiente a escludere l’applicazione dell’attenuante.

Termini giuridici

Attenuante del lucro di speciale tenuità
Una circostanza che permette di ridurre la pena quando il profitto (lucro) o il danno causato dal reato è di valore molto basso e quasi irrilevante.
Fatto di lieve entità (art. 73, co. 5)
Una specifica ipotesi di reato di spaccio, punita in modo meno severo, che si configura quando la quantità, la qualità della droga e le modalità della vendita sono considerate di minima gravità.
Disvalore sociale
Il giudizio negativo che la comunità esprime verso un comportamento, ritenendolo dannoso e contrario alle regole della convivenza civile.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
La sigla che introduce la parte finale della sentenza, dove il giudice riassume e comunica la sua decisione definitiva.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)