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Rissa e Inammissibilità Ricorso: La Cassazione non annulla per motivazione apparente

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati, precedentemente condannati per il delitto di rissa aggravata e uno di loro anche per resistenza a pubblico ufficiale. I ricorrenti lamentavano una motivazione apparente della sentenza di primo grado e un errato apprezzamento delle prove. La Suprema Corte ha ribadito che la mancanza di motivazione non comporta necessariamente la nullità della sentenza d’appello, potendo il giudice integrare le ragioni mancanti. Ha inoltre chiarito che il travisamento della prova deve essere decisivo e specificamente indicato. La Cassazione ha confermato l’inammissibilità dei ricorsi, condannando gli imputati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende, rafforzando il principio sulla Rissa e inammissibilità ricorso.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 29329 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 29329/2022)

La Rissa e l’Inammissibilità del Ricorso: Quando la Cassazione non entra nel merito

Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione offre importanti chiarimenti sul tema della rissa e inammissibilità ricorso, in particolare riguardo ai vizi di motivazione nelle sentenze penali. La vicenda giudiziaria ha visto coinvolti due soggetti, condannati in primo e secondo grado per il reato di rissa aggravata. Uno dei due imputati ha ricevuto una condanna anche per resistenza a pubblico ufficiale. I due hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la validità delle sentenze precedenti. La Suprema Corte ha però dichiarato i loro ricorsi inammissibili, fornendo un’occasione per ribadire principi fondamentali del diritto processuale penale.

Il Fatto: Una Rissa e la Resistenza alle Forze dell’Ordine

Il caso ha origine da uno scontro violento tra più persone, qualificabile come rissa aggravata. Durante l’intervento delle forze dell’ordine, uno degli imputati ha anche opposto resistenza. Il Tribunale di Ragusa ha riconosciuto la responsabilità di entrambi i soggetti per la rissa e di uno di essi anche per la resistenza. La Corte d’Appello di Catania ha confermato queste condanne. Gli imputati hanno quindi deciso di rivolgersi alla Corte di Cassazione, sperando di ottenere un annullamento delle sentenze precedenti.

Le Contestazioni degli Imputati sulla Rissa e la Sentenza

I difensori dei due imputati hanno sollevato diverse questioni. Uno degli imputati ha sostenuto che la sentenza di primo grado presentava una “motivazione apparente”. Questo significa che la spiegazione delle ragioni della condanna era insufficiente o poco chiara. Secondo la difesa, la Corte d’Appello avrebbe dovuto annullare quella sentenza e non entrare nel merito della questione. Questo aspetto è cruciale per comprendere la disciplina della rissa e inammissibilità ricorso.

L’altro imputato ha invece lamentato un’errata valutazione delle prove. Ha sostenuto che la sua condotta non rientrava nella definizione di rissa. Secondo lui, si trattava piuttosto di lesioni subite da un aggressore, o di un’azione di legittima difesa da parte sua e di altri intervenuti. Ha evidenziato che la Corte d’Appello non avrebbe considerato alcune testimonianze cruciali, portando a un “travisamento della prova”. Questo avrebbe dovuto escludere la sua partecipazione alla rissa.

L’Inammissibilità del Ricorso e i Principi della Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Per quanto riguarda la “motivazione apparente”, la Suprema Corte ha ribadito un principio consolidato. La mancanza assoluta di motivazione non rientra tra i casi che impongono al giudice d’appello di annullare la sentenza e rinviare gli atti al primo grado. Il giudice d’appello ha il potere di integrare la motivazione mancante, valutando nuovamente i fatti. Questo significa che una motivazione debole non è sempre un motivo valido per annullare una sentenza, se il giudice d’appello può correggerla.

Per quanto concerne il presunto “travisamento della prova”, la Cassazione ha chiarito che questo vizio può essere rilevato solo se è “di spessore tale da risultare percepibile ictu oculi”. In altre parole, l’errore nella valutazione delle prove deve essere evidente e decisivo. Non bastano minime incongruenze. Inoltre, la Corte di Cassazione non può riesaminare le prove come farebbe un giudice di merito. Il suo compito è verificare la logicità e l’adeguatezza della motivazione della sentenza impugnata.

Le Motivazioni: Perché i Ricorsi per Rissa sono Stati Dichiarati Inammissibili

La Cassazione ha ritenuto che le contestazioni degli imputati non fossero fondate. Nel caso della motivazione apparente, ha spiegato che la Corte d’Appello aveva il diritto e il dovere di valutare il merito della questione, anche in presenza di una motivazione debole in primo grado. Non era obbligata ad annullare la sentenza. Questo principio mira a evitare inutili ritardi processuali.

Per quanto riguarda il travisamento della prova, la Corte ha osservato che i ricorsi riportavano solo parti delle testimonianze. Queste parti, da sole, non erano sufficienti a dimostrare un travisamento decisivo. Le testimonianze complete, invece, indicavano chiaramente una colluttazione con la partecipazione di più “contendenti”. La Cassazione ha anche ribadito che nel reato di rissa, la legittima difesa è raramente applicabile. Questo perché i partecipanti alla rissa accettano volontariamente il rischio dello scontro, animati da un intento reciproco di offendere. Solo in casi eccezionali, di offesa imprevedibile e sproporzionata, la legittima difesa potrebbe essere riconosciuta. Questo rafforza la comprensione della rissa e inammissibilità ricorso.

Le Conclusioni: Condanne Confermate e Spese Processuali

In conclusione, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai due imputati. Questa decisione ha comportato la conferma delle condanne per rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. Inoltre, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende. Questo accade quando i motivi di impugnazione sono ritenuti palesemente infondati o non rispettano i requisiti di legge, evidenziando ancora una volta l’importanza di una corretta formulazione del ricorso per evitare l’inammissibilità ricorso.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge e, di conseguenza, non viene esaminato nel merito dal giudice.

La mancanza di motivazione in una sentenza d’appello la rende sempre nulla?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che il giudice d’appello può integrare la motivazione mancante, senza dover annullare la sentenza e rinviare il caso al primo grado.

La legittima difesa può essere invocata in caso di rissa?
Generalmente no, perché i partecipanti alla rissa accettano volontariamente il rischio dello scontro. La legittima difesa è riconosciuta solo in casi eccezionali di offesa imprevedibile e sproporzionata.

Termini giuridici

Rissa
Uno scontro violento tra più persone che si affrontano con l'intento reciproco di farsi del male.
Motivazione apparente
Una spiegazione della sentenza che sembra esistere ma in realtà non chiarisce le ragioni della decisione, rendendola insufficiente.
Regiudicanda
La questione legale che il giudice deve decidere.
Travisamento della prova
Un errore del giudice nel valutare le prove, ignorandone alcune decisive o basandosi su informazioni inesistenti.
Inammissibilità
Quando un ricorso non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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