LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Reati tributari: assolto per IRES, la confisca va ricalcolata

La Cassazione affronta il tema della rideterminazione della confisca per reati tributari. Un amministratore, condannato per omessa dichiarazione IVA ma assolto per quella IRES, si era visto confermare una confisca calcolata sull’importo totale di entrambe le imposte. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: in caso di assoluzione parziale, la confisca deve essere obbligatoriamente ricalcolata. Essa può colpire solo il profitto del reato per cui è intervenuta una condanna definitiva. Di conseguenza, l’importo relativo all’imposta IRES, per la quale c’è stata assoluzione, deve essere escluso dal totale confiscato. La sentenza è stata annullata su questo punto e rinviata alla Corte d’Appello per il corretto calcolo.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 aprile 2026 in Giurisprudenza Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 10371 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 3 n. 10371/2023)

Reati tributari: la confisca si adegua all’esito del processo

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un aspetto cruciale in materia di sanzioni patrimoniali, affermando un principio di stretta correlazione tra condanna e confisca. Il caso riguarda la rideterminazione della confisca per reati tributari a seguito di un’assoluzione parziale. La vicenda dimostra come le misure ablatorie debbano rispecchiare fedelmente la responsabilità penale accertata, senza estendersi a illeciti per i quali l’imputato è stato dichiarato non colpevole. Questo principio garantisce che la sanzione sia proporzionata e giusta.

L’accusa iniziale: omessa dichiarazione IVA e IRES

I fatti traggono origine da una contestazione mossa all’amministratore di una società a responsabilità limitata. L’accusa era quella di omessa dichiarazione, un reato previsto dall’articolo 5 del Decreto Legislativo 74/2000. Nello specifico, all’imputato veniva contestato di non aver presentato la dichiarazione annuale sia ai fini IVA che ai fini IRES (l’imposta sul reddito delle società) per l’anno d’imposta 2011. Inizialmente, le indagini avevano portato al sequestro di una somma complessiva, calcolata come profitto derivante dall’evasione di entrambe le imposte.

L’assoluzione parziale grazie alla ‘tassazione per trasparenza’

Durante il processo, la difesa ha dimostrato un elemento decisivo. La società amministrata aveva optato per il regime speciale della ‘tassazione per trasparenza’. Questo regime fiscale prevede che il reddito prodotto dalla società non sia tassato direttamente in capo all’ente, ma venga ‘imputato’ direttamente ai singoli soci, ciascuno in base alla propria quota di partecipazione. Di conseguenza, l’obbligo di dichiarare quel reddito non era della società, ma dei suoi soci. La Corte d’Appello ha quindi correttamente assolto l’amministratore dall’accusa di omessa dichiarazione IRES, perché il fatto non costituiva reato per lui in quella veste. La condanna è rimasta solo per l’omessa dichiarazione IVA.

L’errore sulla confisca e la necessità di una rideterminazione

Nonostante l’assoluzione per il reato relativo all’IRES, la Corte d’Appello ha commesso un errore. Nel confermare la condanna per l’IVA, non ha modificato l’importo della confisca. La misura patrimoniale è rimasta calcolata sulla somma totale delle imposte originariamente contestate (IVA + IRES). L’imputato si è quindi trovato a subire una confisca per un valore superiore al profitto del reato per cui era stato effettivamente condannato. Questo ha portato al ricorso in Cassazione, basato proprio sulla mancata rideterminazione della confisca per reati tributari.

Le motivazioni: la confisca deve corrispondere solo al profitto del reato accertato

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’imputato su questo punto specifico. I giudici hanno spiegato che la confisca, anche nella forma ‘per equivalente’, ha la funzione di sottrarre al colpevole il vantaggio economico ottenuto dal reato. È quindi legata da un nesso indissolubile con l’illecito per cui è stata pronunciata una condanna. Se un imputato viene assolto per uno dei reati contestati, il presunto profitto di quel reato non può più essere oggetto di confisca. Il giudice che emette la sentenza di assoluzione parziale ha il dovere di ricalcolare la misura, decurtando la parte non più giustificata.

Le conclusioni: la Cassazione annulla e rinvia per il nuovo calcolo

In conclusione, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza della Corte d’Appello limitatamente alla quantificazione della confisca. Ha rinviato il caso a un’altra sezione della stessa Corte d’Appello, che avrà il compito di effettuare la corretta rideterminazione della confisca per reati tributari. L’affermazione di responsabilità per l’omessa dichiarazione IVA è diventata definitiva, ma l’importo che verrà sottratto al patrimonio dell’imputato dovrà corrispondere esclusivamente all’IVA evasa, escludendo la somma relativa all’IRES. La decisione riafferma un principio di garanzia e proporzionalità fondamentale nel diritto penale tributario.

Cosa succede alla confisca se vengo assolto da uno dei reati tributari che mi vengono contestati?
Se vieni assolto per uno dei reati, la confisca deve essere obbligatoriamente ricalcolata. L’importo confiscato deve corrispondere solo al profitto del reato per cui sei stato condannato, escludendo quello relativo al reato da cui sei stato assolto.

Lo Stato può confiscare un valore superiore all’imposta che ho effettivamente evaso secondo la sentenza?
No. Il principio stabilito dalla Cassazione è che la confisca non può superare il valore del profitto del reato accertato con una sentenza di condanna definitiva. Ogni importo eccedente è illegittimo.

In questo caso, perché l’amministratore è stato assolto per l’omessa dichiarazione IRES?
È stato assolto perché la sua società aveva aderito al regime di ‘tassazione per trasparenza’. Con questo regime, l’obbligo di dichiarare il reddito non è della società ma dei singoli soci, quindi l’amministratore non poteva essere ritenuto responsabile per quella specifica omissione.

Termini giuridici

Confisca per equivalente
Una misura di sicurezza patrimoniale con cui lo Stato sequestra beni di valore corrispondente al profitto o al prezzo di un reato, quando non è possibile sequestrare i beni che costituiscono direttamente quel profitto.
Omessa dichiarazione
Reato tributario che si configura quando un contribuente non presenta una delle dichiarazioni obbligatorie (es. IVA o redditi) e l'imposta evasa supera una specifica soglia di legge.
Tassazione per trasparenza
Un regime fiscale opzionale per alcune società di capitali, in cui il reddito della società non viene tassato in capo alla società stessa, ma viene attribuito direttamente ai soci in proporzione alle loro quote.
Misura ablatoria
Qualsiasi provvedimento che comporta la sottrazione di beni o diritti dal patrimonio di un soggetto, come il sequestro o la confisca.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)