Un gruppo criminale organizzava tre spedizioni per recuperare una partita di droga sottratta da due uomini. Durante la trattativa finale, uno dei componenti estraeva un'arma e sparava, uccidendo un uomo e ferendone un altro. I complici e il mandante sostenevano di non aver voluto né previsto l'omicidio. La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per tutti i partecipanti, applicando il principio del concorso anomalo nel reato. Secondo i giudici, l'uso delle armi e la violenza finale erano uno sviluppo del tutto prevedibile, considerata la natura del sodalizio criminale, il contesto di forte tensione e il numero di soggetti coinvolti nella spedizione punitiva.
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