La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dall'uso di un coltello e dalla recidiva. Il Lavoratore contestava il calcolo della prescrizione del reato, sostenendo che la recidiva fosse stata considerata due volte, violando il principio del ne bis in idem. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che la recidiva può influenzare sia il termine ordinario di prescrizione (Art. 157 c.p.) sia la sua estensione massima in presenza di interruzioni (Art. 161 c.p.). Questo doppio calcolo non costituisce una violazione, poiché le due norme perseguono scopi diversi, e il reato non era quindi prescritto.
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