Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha offerto un chiarimento cruciale sul concetto di presenza ex lege nel processo penale, soprattutto alla luce delle novità introdotte dalla Riforma Cartabia. La decisione sottolinea come il rilascio di una procura speciale al proprio difensore possa avere conseguenze dirette e significative sui termini per presentare appello, annullando di fatto lo status di ‘assente’ dell’imputato.
I Fatti del Caso
Il caso ha origine dal ricorso di un imputato contro un’ordinanza del Tribunale che ne aveva rigettato la richiesta di sospensione dell’esecuzione di una condanna. L’imputato sosteneva che la sentenza non fosse ancora definitiva, in quanto il termine per impugnarla non era scaduto. A suo dire, essendo stato dichiarato ‘assente’ durante tutto il processo, avrebbe avuto diritto a un’estensione di 15 giorni per proporre appello, come previsto dalla normativa post-riforma.
La Questione Giuridica: Calcolo dei Termini e la Presenza ex lege
Il cuore della controversia risiedeva nell’interpretazione dello status dell’imputato. La difesa insisteva sulla formale dichiarazione di ‘assenza’ verbalizzata in tutte le udienze. Tuttavia, il Tribunale prima e la Cassazione poi hanno focalizzato l’attenzione su un altro elemento: l’imputato aveva rilasciato al proprio difensore una procura speciale finalizzata alla richiesta di un rito speciale. Secondo i giudici, questo atto è determinante. La Riforma Cartabia (D. Lgs. n. 150/2022) ha introdotto l’art. 420, comma 2-ter, del codice di procedura penale, che qualifica come ‘presente’ l’imputato che abbia rilasciato una procura speciale per la richiesta di un procedimento speciale. Si configura, così, un’ipotesi di presenza ex lege.
La Decisione della Corte: la Procura Speciale Supera l’Assenza Formale
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la correttezza della decisione del Tribunale. I giudici hanno stabilito che il rilascio di una procura speciale costituisce una garanzia assoluta della conoscenza del procedimento da parte dell’imputato. Questo atto dimostra la sua volontà di partecipare attivamente, sebbene per il tramite di un rappresentante, rendendo irrilevante la sua assenza fisica e la dicitura formale di ‘assente’ riportata nei verbali e in sentenza. Di conseguenza, l’imputato doveva essere considerato legalmente presente.
Le Motivazioni
La Corte ha spiegato che la ratio della nuova normativa è quella di assicurare la piena consapevolezza dell’imputato riguardo all’azione penale esercitata nei suoi confronti. Il conferimento di una procura speciale per un atto così significativo come la richiesta di un rito alternativo è la prova inconfutabile di tale consapevolezza. Pertanto, l’imputato non poteva beneficiare dell’estensione di 15 giorni sui termini per l’impugnazione, prevista dall’art. 585, comma 1-bis c.p.p. esclusivamente per chi è dichiarato ‘assente’. Il calcolo del termine per appellare, eseguito senza tale incremento, risultava corretto e, di conseguenza, l’impugnazione non proposta entro i termini rendeva la sentenza definitiva ed esecutiva.
Le Conclusioni
Questa sentenza consolida un principio fondamentale introdotto dalla Riforma Cartabia: la partecipazione al processo non è solo fisica, ma può essere anche giuridica. Gli imputati e i loro difensori devono prestare la massima attenzione, poiché la scelta di rilasciare una procura speciale per determinate attività processuali comporta l’attribuzione dello status di ‘presente’, con tutte le conseguenze che ne derivano, in primis la decorrenza ordinaria dei termini per le impugnazioni. Viene così meno la possibilità di avvalersi di termini più lunghi previsti a tutela dell’imputato effettivamente non a conoscenza del processo.
Conferire una procura speciale al proprio avvocato rende l’imputato ‘presente’ anche se fisicamente assente?
Sì, secondo la sentenza, il rilascio di una procura speciale per la richiesta di un rito speciale configura un’ipotesi di ‘presenza ex lege’, rendendo l’imputato legalmente presente ai fini del processo, indipendentemente dalla sua presenza fisica in aula.
Un imputato considerato in stato di ‘presenza ex lege’ ha diritto all’estensione di 15 giorni per impugnare la sentenza?
No, l’aumento di quindici giorni del termine per impugnare, previsto dall’art. 585, comma 1-bis, c.p.p., è riservato esclusivamente all’imputato dichiarato ‘assente’. L’imputato considerato legalmente presente non può beneficiare di tale estensione.
Qual è il momento rilevante per stabilire quale normativa applicare in caso di procura speciale rilasciata prima della Riforma Cartabia?
La Corte ha chiarito che il momento decisivo non è la data di rilascio della procura speciale, bensì la data dell’udienza in cui avviene la verifica della costituzione delle parti. Se tale udienza si è tenuta dopo l’entrata in vigore della riforma, si applicano le nuove disposizioni, inclusa quella sulla ‘presenza ex lege’.