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Giurisprudenza Penale

Lieve entità stupefacenti: quando è esclusa?
Un soggetto condannato per aver introdotto 83 grammi di stupefacenti e tre telefoni cellulari in carcere ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo che il reato fosse qualificato come di 'lieve entità stupefacenti'. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che le modalità fraudolente, la quantità non modesta della sostanza e la presenza di mezzi di comunicazione escludono la possibilità di una minima offensività penale, requisito fondamentale per la fattispecie di lieve entità.
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Lieve entità spaccio: quando è esclusa dalla Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di cocaina, confermando l'esclusione della fattispecie di lieve entità spaccio. La decisione si fonda su elementi oggettivi quali l'ingente quantitativo (52 grammi), l'elevato principio attivo (48%) e il considerevole numero di dosi ricavabili (169), ritenuti indicatori di una offensività non minima e incompatibili con la qualificazione del reato come di lieve entità.
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Tenuità del fatto: quando non si applica allo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La Corte ha stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile, data la non occasionalità e la spregiudicatezza della condotta, consistita nell'avvicinare agenti in borghese in una nota piazza di spaccio per offrire loro sostanze già suddivise in dosi. Anche la dosimetria della pena, fissata al minimo edittale con il massimo delle attenuanti, è stata ritenuta correttamente motivata.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, a cui erano state negate le attenuanti generiche. Nonostante la confessione, i giudici hanno ritenuto prevalenti la personalità negativa dell'imputato, i suoi precedenti penali e il fatto di aver commesso il reato mentre era agli arresti domiciliari. La sentenza ribadisce che la valutazione del giudice di merito su tali circostanze è insindacabile se logicamente motivata, potendosi basare anche su un solo elemento negativo ritenuto preponderante.
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Rinuncia al ricorso: quando è inammissibile?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Il ricorrente, dopo aver impugnato una sentenza di patteggiamento per un reato di lieve entità, ha formalmente rinunciato all'appello. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il soggetto al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, confermando l'automatismo di tale esito processuale.
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Ricorso patteggiamento: motivi ammessi dalla Cassazione
Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, lamentando la mancata motivazione su possibili cause di proscioglimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, dopo la riforma del 2017, l'impugnazione di tali sentenze è possibile solo per un numero limitato e specifico di motivi, tra i quali non rientra quello sollevato dal ricorrente.
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Erronea qualificazione giuridica: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per spaccio di lieve entità. L'imputato sosteneva che la detenzione di droga fosse per uso personale, chiedendo una diversa qualificazione giuridica. La Corte ha chiarito che l'impugnazione per erronea qualificazione giuridica è ammessa solo in caso di 'errore manifesto', non riscontrato nel caso di specie, data la presenza di 21 dosi e denaro contante.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto aggravato. La decisione si basa sulla genericità dei motivi, che non si confrontavano con le argomentazioni della sentenza d'appello, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile per genericità: Cassazione
Un individuo condannato per tentato furto con strappo ha presentato ricorso in Cassazione contestando la determinazione della pena. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici e non si confrontavano specificamente con la sentenza d'appello, la quale aveva già confermato l'applicazione della pena minima con la massima riduzione per il tentativo. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Genericità dei motivi di ricorso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, in quanto l'atto di impugnazione non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza di appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto in parcheggio ospedale: quando è aggravato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25732/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. Il caso verteva su un furto in parcheggio ospedale, e la Corte ha confermato che tale area rientra nella nozione di 'stabilimento pubblico' ai sensi dell'art. 625 n. 7 c.p. La decisione ribadisce che anche le pertinenze esterne di un edificio pubblico, come un parcheggio, godono di una tutela rafforzata, rendendo il furto ivi commesso un reato aggravato.
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Ricorso inammissibile furto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per furto aggravato. L'inammissibilità, dovuta alla genericità dei motivi, ha impedito alla Corte di valutare la questione della procedibilità del reato a seguito della Riforma Cartabia, che ha introdotto la necessità della querela. La decisione conferma che l'ammissibilità del ricorso è un presupposto per esaminare questioni sopravvenute.
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Ricorso generico: Cassazione e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile l'appello di un imputato condannato per furto aggravato. La decisione si fonda sulla natura di ricorso generico dell'atto di impugnazione, che non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità ricorso generico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso generico presentato da un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ha stabilito che l'appello era vago e non si confrontava specificamente con le motivazioni della sentenza di secondo grado, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso generico: inammissibilità e conseguenze
Un imputato, condannato per furto aggravato, presenta ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte dichiara il ricorso inammissibile in quanto si tratta di un ricorso generico che non si confronta con la motivazione della sentenza impugnata, la quale, peraltro, aveva già concesso le attenuanti. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e aspecifico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza. La motivazione risiede nella genericità e aspecificità dei motivi di appello, che non si confrontavano con la sentenza impugnata. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Abuso relazione domestica: la Cassazione conferma
Una collaboratrice domestica è stata condannata per furto aggravato per aver sottratto una carta bancomat e il relativo PIN. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'aggravante per abuso relazione domestica si configura quando l'agente ha libero accesso all'abitazione della vittima. Inoltre, ha ribadito che la sola incensuratezza non è sufficiente per la concessione delle attenuanti generiche in assenza di altri elementi positivi.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione non decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, compito riservato ai giudici di merito. Anche la censura sulla dosimetria della pena viene respinta, poiché la sentenza impugnata ha fornito una motivazione congrua, basata sulla gravità del reato e sui precedenti penali dell'imputato, rendendo il ricorso inammissibile.
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Attenuanti generiche negate per precedenti penali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza e altri reati. La Corte ha negato sia la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, a causa dei tre precedenti penali specifici che configurano un'abitualità nel reato, sia le attenuanti generiche. La decisione di negare le attenuanti generiche è stata motivata dall'assenza di elementi positivi e dalla gravità della condotta, caratterizzata da imprudenza e disprezzo per la sicurezza altrui.
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Danno speciale tenuità: no se rubi un portafogli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto di un portafogli. La Corte ha ribadito che l'attenuante del danno speciale tenuità non si applica in questi casi, a causa del valore non trascurabile dei documenti e del disagio causato alla vittima per la loro duplicazione.
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