L'indagato, sorpreso dalle forze dell'ordine all'uscita di un garage, ha accelerato bruscamente a bordo della propria autovettura per sottrarsi al controllo. L'uomo ha puntato il veicolo ad alta velocità contro gli agenti, i quali hanno evitato l'impatto mortale soltanto gettandosi di lato con prontezza di riflessi. Dopo aver sfondato il cancello della struttura, il conducente è fuggito, venendo poi arrestato a distanza di mesi. Il Tribunale del riesame ha convalidato la custodia in carcere per resistenza a pubblico ufficiale e tentato omicidio per investimento. La difesa ha contestato l'intenzione omicida, sostenendo che l'indagato volesse solo fuggire e avesse frenato per evitare i poliziotti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che scagliare un'automobile a forte velocità contro persone a distanza ravvicinata integra gli estremi del delitto tentato, confermando la detenzione carceraria.
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