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Omissione Atti d’Ufficio: Funzionario prosciolto, il fatto non sussiste

La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Funzionario Pubblico accusato di omissione atti d’ufficio per non aver vigilato sull’attività edilizia abusiva. La Corte d’Appello aveva riqualificato il reato da rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 c.p.) ad abuso d’ufficio (art. 323 c.p.). Il Funzionario ha contestato questa riqualificazione. La Cassazione ha chiarito che l’obbligo di agire “senza ritardo per ragioni di giustizia” si applica solo agli atti che facilitano l’attività di giudici, PM o polizia giudiziaria. Le ordinanze di sospensione lavori per abusi edilizi sono provvedimenti amministrativi cautelari, non rientrano in questa categoria. Pertanto, il fatto contestato al Funzionario non costituisce reato di omissione atti d’ufficio ai sensi dell’art. 328 c.p. La sentenza d’appello è stata annullata senza rinvio, perché il fatto non sussiste.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 29667 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 6 n. 29667/2022)

L’Omissione Atti d’Ufficio: Quando un Funzionario non agisce?

La omissione atti d’ufficio è un tema delicato nel diritto penale italiano. Riguarda i funzionari pubblici che non compiono un atto che dovrebbero fare. La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito i confini di questo reato. Ha stabilito con precisione quando l’inerzia di un pubblico ufficiale può diventare un illecito penale. Questa sentenza è di fondamentale importanza per comprendere le responsabilità di chi opera all’interno della pubblica amministrazione.

Il Caso del Funzionario e l’Omissione Atti d’Ufficio

Un Funzionario Pubblico si trovava sotto accusa per presunta omissione atti d’ufficio. La contestazione riguardava la mancata vigilanza su attività edilizie irregolari e l’omessa redazione di relazioni tecniche. Il Tribunale lo aveva condannato per rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 c.p.). La Corte d’Appello aveva poi riqualificato il reato in abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), rideterminando la pena. Questa riqualificazione aveva implicazioni significative sulla pena e sulla prescrizione. Il Funzionario ha ricorso in Cassazione, sostenendo che la sua condotta non rientrava nei casi previsti dalla legge.

La Contestazione sulla Riqualificazione del Reato

Il Funzionario ha presentato diversi motivi di ricorso. Ha contestato la riqualificazione del reato. Ha sostenuto che gli atti amministrativi in materia edilizia non sono quelli che richiedono un’azione “senza ritardo” per ragioni di giustizia. Questi atti riguardano la regolarità urbanistica, non esigenze immediate di sicurezza pubblica o igiene. Il Funzionario ha anche evidenziato che la riqualificazione aveva portato a una modifica peggiorativa della sua posizione, influendo sul calcolo della prescrizione.

L’Interpretazione della Legge sull’Omissione Atti d’Ufficio

La Cassazione ha analizzato attentamente la questione, concentrandosi sull’interpretazione dell’articolo 328, comma 1, del Codice Penale. Questo articolo punisce il pubblico ufficiale che rifiuta o omette di compiere un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo. La Corte ha ribadito un principio consolidato: per “ragioni di giustizia” si intendono esclusivamente gli atti che rendono possibile o più agevole l’attività del giudice, del pubblico ministero o degli ufficiali di polizia giudiziaria.

Le Ordinanze Edilizie e l’Omissione Atti d’Ufficio

Nel caso specifico, la condotta contestata riguardava l’omessa adozione di ordinanze di sospensione dei lavori per abusi edilizi. La Cassazione ha stabilito che queste ordinanze non rientrano nella categoria degli atti da compiere “senza ritardo per ragioni di giustizia”. Esse sono provvedimenti amministrativi di natura cautelare. La loro finalità principale è tutelare l’assetto urbanistico e il corretto sviluppo del territorio. Non sono direttamente finalizzate a supportare l’attività giudiziaria o di indagine in senso stretto. Pertanto, la loro omissione non integra il reato di omissione atti d’ufficio come inteso dalla specifica norma penale.

Le Motivazioni: La Differenza tra Atto Amministrativo e Omissione Atti d’Ufficio

La Corte ha motivato la sua decisione evidenziando una distinzione fondamentale. Un conto è un atto dovuto nell’ambito delle funzioni amministrative ordinarie. Un altro è un atto la cui omissione ha un impatto diretto e immediato sull’amministrazione della giustizia. L’omissione di un atto amministrativo, anche se dovuto, non sempre configura un reato penale. Deve esserci un collegamento causale e funzionale diretto con le funzioni giudiziarie o investigative, che nel caso di specie mancava. La Corte d’Appello aveva erroneamente interpretato la norma.

Le Conclusioni: Il Fatto Non Sussiste per Omissione Atti d’Ufficio

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Funzionario. Ha annullato la sentenza d’appello senza rinvio. Ha stabilito che il fatto non sussiste. Questo significa che la condotta del Funzionario, pur potendo avere rilievo in altri ambiti, non costituisce un reato penale secondo l’interpretazione corretta dell’articolo 328 del Codice Penale. Il Funzionario è stato quindi prosciolto da ogni accusa penale. Questa decisione rafforza il principio che la responsabilità penale dei pubblici ufficiali per omissione atti d’ufficio ha limiti precisi.

Qual è la differenza tra omissione di atti d’ufficio e abuso d’ufficio?
L’omissione di atti d’ufficio si verifica quando un pubblico funzionario non compie un atto dovuto. L’abuso d’ufficio avviene quando il funzionario compie un atto violando leggi o regolamenti per ottenere un vantaggio ingiusto per sé o per altri.

Quando l’omissione di un atto da parte di un pubblico ufficiale diventa un reato penale?
Diventa reato penale solo se l’atto omesso doveva essere compiuto “senza ritardo” per ragioni di giustizia, sicurezza pubblica, ordine pubblico, igiene o sanità, e se l’omissione ostacola direttamente l’attività giudiziaria o di indagine.

Le mancate ordinanze edilizie rientrano nell’omissione di atti d’ufficio per ragioni di giustizia?
No, secondo la Cassazione, le ordinanze di sospensione lavori per abusi edilizi sono provvedimenti amministrativi cautelari. Non rientrano negli atti da compiere “senza ritardo per ragioni di giustizia” che configurano il reato di omissione di atti d’ufficio.

Termini giuridici

Prescrizione
L'estinzione di un reato o di un diritto per il trascorrere del tempo.
Riqualificazione del reato
Quando un giudice cambia la definizione giuridica di un fatto.
Annullamento senza rinvio
Decisione della Corte di Cassazione che annulla una sentenza senza rimandare il caso a un altro giudice, perché il fatto non è un reato o non sussiste.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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