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Nullità Atto Processuale: Date Errate non Salvano da Condanna per Ebbrezza

Un Lavoratore, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la nullità atto processuale della citazione in appello a causa di date contrastanti e l’eccessività della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l’incertezza sulla data non ha causato una nullità, specialmente nel contesto del rito camerale pandemico che privilegia gli atti scritti. Il Lavoratore non ha dimostrato di voler chiedere la discussione orale o di non aver potuto replicare. La pena, di poco superiore al minimo, non è stata ritenuta eccessiva.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 27591 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 4 n. 27591/2022)

La Nullità Atto Processuale: Quando un Errore non è un Vizio

La giustizia, pur cercando la perfezione, può incappare in errori formali. Un caso recente della Corte di Cassazione ha chiarito quando un’irregolarità, come la presenza di date contrastanti in un atto di citazione, non comporta necessariamente la nullità atto processuale. Questo principio è fondamentale per comprendere i limiti delle contestazioni procedurali, specialmente in contesti particolari come quelli dettati dall’emergenza sanitaria. La sentenza offre spunti importanti per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento penale, evidenziando come la forma non sempre prevalga sulla sostanza, soprattutto se il diritto di difesa è comunque garantito.

Il Fatto: Guida in Stato di Ebbrezza e Ricorso

Un Lavoratore è stato condannato in primo grado e poi in appello per il reato di guida in stato di ebbrezza. Il suo tasso alcolemico era ben oltre il limite consentito dalla legge, come accertato dalle misurazioni. Non accettando la condanna, il Lavoratore ha deciso di ricorrere in Cassazione, cercando di ribaltare le decisioni dei giudici precedenti.

Le Contestazioni del Lavoratore sulla Nullità Atto Processuale

Il Lavoratore ha basato il suo ricorso su due punti principali. Primo, ha sostenuto la nullità atto processuale della citazione per il giudizio di appello. Nel decreto di citazione, infatti, c’erano due date diverse per l’udienza: una nel frontespizio del documento e un’altra nel corpo dello stesso. Questa discrepanza, secondo il Lavoratore, avrebbe creato una grave incertezza sulla data effettiva dell’udienza, impedendo la sua partecipazione e quella del suo difensore. Questo, a suo dire, avrebbe violato il suo diritto di difesa in modo insanabile. Secondo, ha lamentato l’eccessività della pena inflitta, ritenendola sproporzionata e non adeguatamente motivata dai giudici precedenti, i quali si sarebbero limitati a confermare la decisione di primo grado senza un’autonoma valutazione.

Il Contesto del Rito Camerale Pandemico e la Nullità Atto Processuale

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente il primo motivo di ricorso, quello relativo alla presunta nullità atto processuale. Ha riconosciuto che la presenza di date diverse nel decreto di citazione poteva effettivamente generare incertezza. Tuttavia, ha sottolineato un aspetto cruciale: il processo di appello si è svolto secondo il rito camerale non partecipato, previsto dalle norme emergenziali per il periodo della pandemia da Covid-19. Questo rito speciale prevede che il giudizio si svolga basandosi principalmente su atti scritti, senza la presenza fisica delle parti e dei loro difensori, a meno che non venga richiesta espressamente la discussione orale entro termini specifici.

L’Importanza della Richiesta di Trattazione Orale

La Suprema Corte ha evidenziato che il Lavoratore, pur lamentando l’incertezza sulla data, non ha mai allegato di aver voluto chiedere la trattazione orale del processo e di non aver potuto farlo a causa di tale incertezza. Non ha nemmeno sostenuto di non aver ricevuto le conclusioni scritte del Procuratore generale o di non aver avuto la possibilità di replicare per iscritto. In un rito basato sugli atti scritti, la comunicazione della data di udienza diventa meno critica se le parti non intendono partecipare oralmente e hanno comunque la possibilità di presentare le proprie difese per iscritto. La possibilità di replicare alla requisitoria (richiesta finale) del Procuratore generale è il momento processuale in cui si possono far valere eventuali vizi, inclusa l’incertezza sulla data, ma questa opportunità non è stata sfruttata o contestata come mancante.

La Valutazione sull’Eccessività della Pena

Riguardo al secondo e terzo motivo, l’eccessività della pena, la Cassazione ha ritenuto le doglianze infondate. La giurisprudenza consolidata stabilisce che, se la pena inflitta non supera la “medietà” (cioè non è molto più alta del minimo edittale previsto dalla legge), non è richiesto un approfondimento motivazionale particolarmente dettagliato da parte del giudice. Nel caso specifico, la pena (un mese e quindici giorni di arresto e novecento euro di ammenda) era solo di poco superiore al minimo previsto dalla legge. Pertanto, la motivazione dei giudici di appello, che hanno sostanzialmente confermato le ragioni del primo giudice, è stata considerata sufficiente e coerente con gli obblighi di legge, non necessitando di ulteriori specificazioni.

Le Motivazioni: Perché la Nullità Atto Processuale non è stata Riconosciuta

La Corte ha motivato la sua decisione sulla nullità atto processuale spiegando che, nel contesto del rito camerale pandemico, l’incertezza sulla data di udienza, sebbene presente, non ha avuto un impatto concreto e dimostrabile sul diritto di difesa del Lavoratore. Il processo si svolgeva in forma scritta, e la difesa aveva la facoltà di richiedere la discussione orale o di presentare memorie scritte entro termini precisi. Non avendo il Lavoratore dimostrato di essere stato impedito nell’esercizio di queste facoltà a causa delle date contrastanti, il vizio formale non ha raggiunto la soglia della nullità assoluta. La possibilità di replicare per iscritto alle conclusioni del Pubblico Ministero avrebbe permesso di sollevare la questione della data, ma questa opportunità non è stata sfruttata o contestata come mancante. La Corte ha ribadito che solo l’esercizio della facoltà di convertire il rito scritto in quello dibattimentale (con presenza delle parti) avrebbe reso rilevante l’incertezza sulla data.

Le Conclusioni: Ricorso Inammissibile e Condanna alle Spese

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Lavoratore inammissibile. Questo significa che il ricorso non è stato nemmeno esaminato nel merito, in quanto non rispettava i requisiti formali o sostanziali per essere accolto. L’inammissibilità del ricorso ha avuto come conseguenza diretta la condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali sostenute e al versamento di una somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. La sentenza di condanna per guida in stato di ebbrezza è quindi diventata definitiva, e la pena inflitta è stata confermata, senza alcuna modifica.

Cosa si intende per nullità atto processuale?
La nullità atto processuale è un vizio grave che rende invalido un atto del processo, spesso perché non rispetta le forme previste dalla legge e pregiudica i diritti delle parti.

Un errore nella data di un atto di citazione causa sempre la nullità?
Non sempre. Se l’errore non impedisce concretamente l’esercizio del diritto di difesa e le parti hanno comunque avuto modo di partecipare o presentare le proprie ragioni, specialmente in riti che privilegiano gli atti scritti, la nullità potrebbe non essere riconosciuta.

Quando una pena è considerata eccessiva?
Una pena è considerata eccessiva se è sproporzionata rispetto alla gravità del reato. Tuttavia, se la pena è solo leggermente superiore al minimo previsto dalla legge, i giudici non devono fornire una motivazione particolarmente approfondita per giustificarla.

Termini giuridici

Inammissibile
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge e non può essere esaminato nel merito dal giudice.
Motivazione per relationem
Una decisione giudiziaria che, per spiegare le proprie ragioni, si limita a richiamare e fare proprie le motivazioni di una precedente sentenza.
Minimo edittale
La pena più bassa prevista dalla legge per un determinato reato.
Nullità assoluta
Un difetto molto grave in un atto processuale che lo rende invalido e non sanabile, pregiudicando il diritto di difesa.
Rito camerale non partecipato
Una procedura giudiziaria che si svolge senza la presenza fisica delle parti e dei loro difensori, basandosi su atti scritti, spesso adottata in periodi di emergenza.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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