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Legittima difesa: l’aggressione iniziale esclude la scriminante

Un uomo ha causato lesioni gravissime, inclusa la perdita della milza, a un altro dopo una discussione per un parcheggio. L’aggressore ha sostenuto di aver agito per legittima difesa o eccesso colposo in risposta a un’aggressione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando il ricorso. Ha stabilito che l’aggressore aveva iniziato il contatto fisico e che non esisteva un pericolo attuale e ingiusto che giustificasse la legittima difesa. Di conseguenza, anche l’eccesso colposo è stato escluso, poiché manca il presupposto della difesa iniziale. La pena è stata ritenuta congrua.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 25964 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 25964/2022)

La Legittima difesa: un principio fondamentale

La legittima difesa rappresenta un principio cardine del nostro ordinamento giuridico, permettendo a un individuo di reagire a un’aggressione ingiusta e attuale per tutelare sé stesso o altri. Tuttavia, i confini di questa scriminante (causa di non punibilità) sono spesso oggetto di dibattito e di analisi giurisprudenziale. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha offerto importanti chiarimenti, ribadendo che chi innesca volontariamente un’aggressione non può invocare la legittima difesa.

Il caso: lesioni gravissime e la Legittima difesa contestata

La vicenda ha avuto origine da una lite per un parcheggio. L’Aggressore e La Vittima si sono confrontati verbalmente. Secondo quanto accertato dai giudici, L’Aggressore ha iniziato il contatto fisico spingendo La Vittima. Da questa spinta è nata una colluttazione. Durante lo scontro, L’Aggressore ha colpito La Vittima, causandogli lesioni gravissime, tra cui la perdita della milza. L’Aggressore ha cercato di giustificare il suo comportamento invocando la legittima difesa, sostenendo di aver reagito a un’aggressione, o in subordine, l’eccesso colposo (una reazione eccessiva ma involontaria) in legittima difesa.

L’analisi della Corte d’Appello sulla Legittima difesa

I giudici di merito, sia in primo grado che in appello, hanno esaminato attentamente le prove e le testimonianze. Hanno riconosciuto che il comportamento iniziale di La Vittima era stato ingiurioso, ma hanno anche stabilito che L’Aggressore aveva dato il via all’aggressione fisica. La Corte d’Appello ha confermato la condanna, escludendo la legittima difesa. Ha ritenuto che non vi fosse un pericolo attuale e ingiusto che giustificasse una reazione difensiva da parte di L’Aggressore, poiché era stato lui a iniziare l’atto aggressivo.

La posizione della Cassazione sulla Legittima difesa

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da L’Aggressore, che lamentava l’errata applicazione della legge e l’illogicità della motivazione. La Suprema Corte ha ribadito i principi consolidati in materia di legittima difesa e eccesso colposo. Ha sottolineato che la valutazione della legittima difesa deve avvenire con un giudizio

Quando si può invocare la legittima difesa?
Si può invocare la legittima difesa quando si deve reagire a un pericolo attuale e ingiusto, con una reazione proporzionata all’offesa.

L’eccesso colposo nella legittima difesa è sempre riconosciuto?
No, l’eccesso colposo può essere riconosciuto solo se esistono i presupposti della legittima difesa, anche se si superano involontariamente i limiti della reazione. Se manca il pericolo iniziale, non si può parlare di eccesso.

Chi inizia una lite può difendersi invocando la legittima difesa?
No, chi provoca o innesca volontariamente un’aggressione non può invocare la legittima difesa, poiché manca il requisito della necessità di difendersi da un’offesa ingiusta e non provocata.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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