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Dolo nel reato di ricettazione: condannati per ortaggi rubati

Quattro soggetti venivano fermati a bordo di un’auto con cinquanta cavolfiori e cento cipollotti rubati. Gli imputati sostenevano di averli raccolti in un campo non di loro proprietà, senza saper indicare il luogo esatto. Condannati per ricettazione in concorso, proponevano ricorso per Cassazione contestando la sussistenza del dolo e chiedendo la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che il dolo nel reato di ricettazione si desume anche dalla mancata o inattendibile indicazione della provenienza dei beni. Inoltre, i precedenti penali dei soggetti escludono la particolare tenuità del fatto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 5339 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 5339/2022)

Il dolo nel reato di ricettazione e il caso degli ortaggi rubati

Possedere beni di provenienza illecita senza saper giustificare la loro origine costituisce un reato grave. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del dolo nel reato di ricettazione in una recente ordinanza riguardante il trasporto di ortaggi sottratti a terzi. Quattro soggetti viaggiavano a bordo di un’autovettura con cinquanta cavolfiori e cento cipollotti. I carabinieri hanno fermato il veicolo e sequestrato la merce. Gli occupanti non hanno saputo spiegare la provenienza esatta dei prodotti. Questo comportamento ha fatto scattare la condanna per ricettazione in concorso.

Quando la provenienza dei beni è un mistero

Gli imputati hanno cercato di difendersi sostenendo di aver raccolto gli ortaggi in un campo generico. Nessuno di loro ha però indicato la collocazione geografica di questo terreno. I proprietari dei terreni avevano denunciato il furto dei cavolfiori e dei cipollotti. La coincidenza temporale e quantitativa ha reso evidente il collegamento tra il furto e il trasporto della merce. La legge punisce severamente chi agevola la considerazione di beni rubati. La giurisprudenza stabilisce che la prova della consapevolezza della provenienza illecita può derivare da qualunque elemento. La mancata o non attendibile indicazione della provenienza della cosa ricevuta rivela la volontà di occultamento. Questo silenzio o questa menzogna dimostrano l’acquisto in mala fede. Il dolo eventuale si configura quando il soggetto accetta il rischio della provenienza delittuosa della cosa. Non basta una semplice mancanza di diligenza nelle verifiche. Occorre la rappresentazione della concreta possibilità che il bene sia frutto di un reato.

La particolare tenuità del fatto e i precedenti penali

I ricorrenti hanno richiesto l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Questa norma permette di evitare la condanna quando l’offesa è minima e il comportamento non è abituale. Il giudice deve valutare la condotta complessiva del reo. La presenza di condanne passate dimostra una tendenza a delinquere che contrasta con il concetto di particolare tenuità. La tutela del patrimonio agricolo richiede rigore, specialmente di fronte a soggetti già noti alle forze dell’ordine. I giudici hanno respinto la richiesta a causa della personalità negativa dei soggetti. Gli imputati avevano infatti diversi precedenti penali a loro carico. La valutazione della gravità del fatto richiede l’analisi cumulativa di tutti i requisiti di legge. Al contrario, per negare il beneficio è sufficiente la valutazione negativa anche di un solo elemento. La presenza di precedenti penali esclude l’applicazione di questa causa di esclusione della punibilità.

Le motivazioni della sentenza sul dolo nel reato di ricettazione

I giudici della Suprema Corte hanno confermato la decisione dei gradi precedenti basandosi su prove precise. Gli imputati si trovavano tutti a bordo dello stesso veicolo contenente la refurtiva. La quantità di ortaggi escludeva un uso esclusivamente personale e occasionale. La totale assenza di una spiegazione credibile circa il luogo di raccolta ha confermato la consapevolezza dell’illecito. I giudici hanno ritenuto pienamente integrato il dolo nel reato di ricettazione nella forma del dolo eventuale. Gli imputati hanno accettato consapevolmente il rischio di trasportare beni rubati. La Corte ha ritenuto legittimo anche il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La mancanza di elementi positivi nella condotta degli imputati giustifica la decisione dei giudici di merito.

Le conclusioni sul dolo nel reato di ricettazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dai quattro imputati. Questa decisione comporta la conferma definitiva della condanna penale per il reato di ricettazione in concorso. I ricorrenti devono pagare le spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la Corte ha ravvisato una colpa nella presentazione di ricorsi manifestamente infondati. Per questo motivo, ciascun ricorrente deve versare la somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. La sentenza ribadisce che la giustificazione vaga sulla provenienza dei beni non evita la condanna. Chi accetta il rischio di detenere merce di dubbia origine risponde penalmente delle proprie azioni.

Cosa rischia chi viene trovato in possesso di beni rubati senza saperne spiegare la provenienza?
Rischia una condanna per il reato di ricettazione, poiché la mancata o inattendibile giustificazione della provenienza della merce dimostra la consapevolezza della sua origine illecita.

Si può applicare la particolare tenuità del fatto in caso di ricettazione di scarso valore?
No, se il soggetto ha precedenti penali. La presenza di precedenti esclude il riconoscimento della particolare tenuità del fatto, anche se il valore dei beni è modesto.

Che cos’è il dolo eventuale nella ricettazione?
Si configura quando una persona si rappresenta la concreta possibilità che la cosa provenga da un delitto e ne accetta il rischio, senza compiere le dovute verifiche.

Termini giuridici

Ricettazione
Il reato commesso da chi acquista, riceve o occulta denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto.
Dolo eventuale
Atteggiamento psicologico di chi accetta il rischio che si verifichi un evento illecito come conseguenza della propria condotta.
Particolare tenuità del fatto
Causa di esclusione della punibilità applicabile quando l'offesa è di lieve entità e il comportamento del soggetto non risulta abituale.
Attenuanti generiche
Circostanze non espresse dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena in base alla gravità del fatto o alla personalità del reo.
Inammissibilità
Pronuncia con cui il giudice rifiuta di esaminare il ricorso nel merito a causa di difetti formali o manifesta infondatezza dei motivi.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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