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Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni

La materia trova disciplina nel decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 le cui disposizioni si applicano oltre che agli enti privi di responsabilità giuridica anche, agli enti forniti, ad esclusione dello Stato, enti pubblici territoriali, ed altri enti pubblici non economici nonchè agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. L’ente non può essere […]

Pubblicato il 20 September 2007 in Diritto Penale

La materia trova disciplina nel decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 le cui disposizioni si applicano oltre che agli enti privi di responsabilità giuridica anche, agli enti forniti, ad esclusione dello Stato, enti pubblici territoriali, ed altri enti pubblici non economici nonchè agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale. L’ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto costituente reato se la sua responsabilità amministrativa, in relazione a quel reato e, le relative sanzioni non sono espressamente previste da una legge entrata in vigore prima della commissione del fatto. È questa l’applicazione del “principio di legalità” L’ente non può essere ritenuto responsabile per un fatto che secondo una legge posteriore non costituisce più reato o in relazione al quale non è più prevista la responsabilità amministrativa dell’ente, e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti giuridici. È questa l’applicazione del “principio delle successioni della legge”. Se la legge del tempo in cui è stato commesso l’illecito e le successive sono diverse, si applica quella le cui disposizioni sono più favorevoli, salvo che sia intervenuta pronuncia irrevocabile. Nei casi e alle condizioni previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 10 del codice penale, (cui si rinvia la lettura), gli enti aventi nel territorio dello Stato la sede principale rispondono anche in relazione ai reati commessi all’estero, purchè nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto.Nei casi in cui la legge prevede che il colpevole sia punito a richiesta del Ministro della giustizia, si procede contro l’ente solo se la richiesta è formulata anche nei confronti di quest’ultimo. Analizzando più da vicino la responsabilità amministrativa dell’ente, ne deriva esso è responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio: a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonchè da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a). L’ente non risponde se le persone suindicate hanno agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi. Qualora il reato sia stato commesso da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonchè da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso; l’ente non risponde se prova che: a) l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi; b) il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; c) le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione; d) non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’organismo di cui alla lettera b).

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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