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Diffamazione online: residenza dell’autore batte il web

Un utente ha pubblicato su una piattaforma web un filmato contenente pesanti offese verso un’altra persona. Il Tribunale inizialmente adito si è dichiarato privo di competenza e ha trasmesso gli atti a un secondo Tribunale, il quale ha sollevato formale contrasto. Nessuna indagine tecnica consentiva di accertare il luogo fisico del caricamento del video sulla rete telematica. In tema di diffamazione online, quando non è possibile individuare né il luogo in cui almeno due persone hanno preso visione del contenuto offensivo né il luogo esatto dell’upload del file multimediale, operano le regole suppletive di procedura penale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il processo deve celebrarsi dinanzi al giudice del luogo in cui l’autore del filmato risiedeva all’epoca dei fatti.

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Pubblicato il 20 ottobre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 35692 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 1 n. 35692/2026)

Principio di diritto In materia di diffamazione commessa tramite rete telematica, qualora sia impossibile individuare il luogo di effettiva percezione dell'offesa da parte di terzi o quello di caricamento dei dati informatici, la competenza per territorio spetta al giudice del luogo di residenza dell'imputato al momento del fatto.

Il conflitto tra tribunali per un video ingiurioso diffuso sul web

La diffusione virale di filmati sul web pone complessi nodi procedurali quando scatta l’accusa per un reato contro l’onore. Il reato di diffamazione online si concretizza infatti nello spazio immateriale della rete, rendendo arduo stabilire quale palazzo di giustizia debba celebrare il dibattimento. La Suprema Corte ha affrontato proprio il caso scaturito dalla pubblicazione di un video denigratorio su un noto canale multimediale.

L’autore del filmato aveva pronunciato espressioni pesantemente lesive della reputazione della persona offesa per circa quaranta minuti. La vittima ha sporto querela e si è costituita parte civile. Il primo tribunale ha respinto il fascicolo sostenendo che la competenza spettasse all’autorità giudiziaria della capitale, sul presupposto di una maggiore diffusione dell’offesa in quella sede. Di contro, il giudice capitolino ha sollevato formale contrasto di attribuzione, evidenziando la totale assenza di elementi tecnici sul luogo effettivo del caricamento telematico dei dati.

La decisione dei giudici di legittimità sul giudice competente

La Suprema Corte ha risolto lo scontro dichiarando la piena competenza del tribunale del luogo in cui l’imputato risiedeva al momento dei fatti contestati. I giudici hanno superato l’impasse processuale generata dal reciproco rifiuto dei due uffici giudiziari di trattare il procedimento penale. Tale rimbalzo di atti rischiava di bloccare la celebrazione del giudizio e la decisione sulle pretese risarcitorie.

La Corte ha quindi disposto la trasmissione immediata degli atti al giudice territorialmente competente individuato secondo i rigorosi criteri del codice di rito. L’imputato affronterà pertanto il processo penale per le offese diffuse via web dinanzi al magistrato del proprio circondario di residenza anagrafica.

I principi giuridici sull’individuazione del foro telematico

La lesione dell’onore configura un illecito penale di evento che si consuma non al momento della condotta, bensì quando almeno due terzi percepiscono concretamente la dichiarazione ingiuriosa. A differenza della stampa cartacea, in cui vale il luogo di uscita del giornale dalla tipografia, sul web il semplice invio dei dati al server non basta a completare il danno. Tuttavia, accertare dove i primi utenti abbiano guardato un video su scala globale risulta materialmente impossibile.

Per superare tale incertezza, la giurisprudenza individua la competenza primaria nel luogo in cui è avvenuto il caricamento (upload) del file, poiché tale atto rappresenta l’ultimo frammento conoscibile dell’azione dell’autore. Qualora anche questo dato tecnico manchi, la legge impone il ricorso obbligatorio ai parametri subordinati. Esclusa la conoscenza del punto di invio telematico, rileva dunque automaticamente il domicilio, la dimora o la residenza dell’imputato all’epoca della condotta lesiva.

I riflessi operativi per chi affronta querele per dichiarazioni sul web

Chi subisce un’aggressione verbale su internet deve valutare con estrema attenzione le strategie processuali. Senza un tempestivo accertamento forense dell’indirizzo IP di chi carica il materiale, l’azione penale non si incardina nel luogo in cui risiede la vittima, né dove la notizia ha avuto risonanza. Il processo si sposta inevitabilmente nella sede di residenza dell’autore del post.

Per l’indagato, questa interpretazione garantisce il rispetto del giudice naturale precostituito per legge, evitando trasferimenti arbitrari del processo in fori distanti o decisi su basi presuntive. Sia per la persona offesa che per la difesa, comprendere queste regole consente di calcolare i costi e le tempistiche delle trasferte legali dinanzi al tribunale competente sin dalle prime battute delle indagini preliminari.

In quale momento si consuma il delitto di diffamazione commesso via web?
Il delitto si perfeziona nel momento e nel luogo esatto in cui almeno due persone distinte dalla vittima prendono effettiva cognizione del contenuto offensivo pubblicato.

Come si individua il giudice se non si conosce dove gli utenti hanno visto il video?
In assenza di tale dato, la legge guarda prioritariamente al luogo in cui è stato eseguito il caricamento del file sulla rete; se anche questo dato resta sconosciuto, si applica il luogo di residenza dell’imputato.

La persona offesa può scegliere di celebrare il processo penale nel proprio comune?
No, nel processo penale la competenza territoriale segue rigidi criteri di legge legati al reato o alla residenza dell’accusato e non al domicilio della persona offesa.

Termini giuridici

Conflitto di competenza
La situazione in cui due o più giudici rifiutano contemporaneamente di occuparsi dello stesso processo oppure affermano entrambi la propria autorità sullo stesso caso.
Regole suppletive
Criteri sussidiari previsti dalla legge processuale per individuare il giudice competente quando i criteri ordinari principali risultano inapplicabili o ignoti.
Locus commissi delicti
Espressione latina che indica il luogo geografico esatto in cui un reato è stato consumato e portato a compimento.
Parte civile
Il soggetto danneggiato dal reato che interviene nel procedimento penale per chiedere il risarcimento dei danni subiti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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