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Dalla crisi del clan alla nuova associazione di tipo mafioso

Numerosi imputati hanno proposto ricorso per cassazione contro la condanna per associazione di tipo mafioso, estorsioni e usura nell’area avellinese. I giudici di merito avevano accertato la nascita di un sodalizio criminale autonomo sulle ceneri di una precedente organizzazione, accertando il controllo del territorio, l’uso di armi e la gestione capillare del credito a tassi usurari. I difensori lamentavano vizi probatori, la tardività delle indagini e l’assenza del vincolo mafioso. La Suprema Corte ha rigettato quasi tutte le impugnazioni. I giudici hanno chiarito che anche le nuove formazioni criminali integrano il reato associativo quando manifestano concreta forza intimidatrice e assoggettamento. La Corte ha accolto soltanto il ricorso di un partecipe per il ricalcolo della pena relativa al tentativo di estorsione, dichiarando inammissibile un ricorso concordato e confermando la piena responsabilità degli altri affiliati e capi.

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Pubblicato il 12 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 33008 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 5 n. 33008/2026)

Il caso e la nascita della associazione di tipo mafioso

I giudici di merito hanno accertato l’esistenza di una nuova associazione di tipo mafioso sorta dopo il tramonto di una storica compagine criminale locale. Il nuovo gruppo ha imposto il controllo del territorio tra le province campane attraverso la commissione sistematica di reati contro il patrimonio. Le forze dell’ordine hanno ricostruito la struttura dell’ente criminale grazie a complesse attività di intercettazione telefonica e ambientale. Le indagini hanno rivelato una suddivisione precisa dei ruoli interni tra vertici decisionali, organizzatori territoriali e gregari operativi.

Il vertice del gruppo criminale gestiva la strategia complessiva e manteneva i contatti con gli affiliati. Altri sodali curavano invece il settore delle estorsioni ai danni di imprese esecutrici di appalti pubblici. Parallelamente, una frangia dell’organizzazione gestiva un’attività di usura particolarmente invasiva con sede operativa in una specifica autorimessa. In questo luogo i componenti registravano contabilità occulte ed elenchi di debitori. I collaboratori recuperavano poi le somme minacciando pesanti ritorsioni in caso di mancato pagamento delle rate.

I reati fine e la gestione delle attività illecite

L’azione della consorteria criminale si esprimeva mediante violenze fisiche, colpi d’arma da fuoco contro veicoli e danneggiamenti dolosi di cantieri edili. La condotta estorsiva mirava a costringere gli imprenditori al versamento di percentuali fisse sul valore delle opere aggiudicate. Chi non pagava subiva minacce esplicite di aggressione fisica e danni ai macchinari da lavoro.

Nel contempo, l’attività usuraria garantiva entrate costanti e reinvestimenti illeciti per l’intera organizzazione. I giudici hanno evidenziato che chi riscuote le rate di un debito usurario già concordato risponde a pieno titolo di usura in concorso. L’usura costituisce infatti un reato a consumazione prolungata. Il pagamento delle singole rate integra il delitto e consolida il profitto ingiusto. L’esattore che ritira il denaro e restituisce i titoli di credito fornisce quindi un contributo causale essenziale alla riuscita del reato.

Le motivazioni sulla configurabilità della associazione di tipo mafioso

La Corte di Cassazione ha affrontato preliminarmente le numerose eccezioni procedurali avanzate dalle difese degli imputati. I giudici di legittimità hanno ribadito che l’inoltro della lista dei testimoni a mezzo posta elettronica certificata risulta pienamente valido e tempestivo. La trasmissione telematica rispetta l’obbligo di deposito quando giunge in cancelleria prima del termine di legge. L’eventuale ritardo materiale della cancelleria nell’inserimento dell’atto nel fascicolo cartaceo non produce alcuna inutilizzabilità della prova.

La Suprema Corte ha inoltre esaminato l’eccezione di inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti oltre i termini massimi. Tale sanzione processuale ha natura relativa e non officiosa. La parte ha l’onere di proporre l’eccezione tempestivamente, a pena di decadenza, all’udienza preliminare o davanti al tribunale del riesame. L’omessa eccezione nella prima sede utile preclude la deduzione del vizio nei gradi successivi.

Sul piano sostanziale, il Collegio ha chiarito i presupposti costitutivi della associazione di tipo mafioso locale o atipica. La norma incriminatrice non tutela esclusivamente l’ordine pubblico contro le mafie storiche. Anche i sodalizi emergenti integrano la fattispecie quando possiedono una concreta capacità intimidatrice idonea a creare assoggettamento omertoso tra la popolazione. La disponibilità di armi da fuoco è imputabile al singolo associato qualora egli sia a conoscenza della loro presenza o ne ignori l’esistenza per colpa palese.

Le conclusioni sui ricorsi e sulle singole condanne

La Corte di Cassazione ha rigettato quasi integralmente le impugnazioni proposte dagli imputati confermando la legittimità della decisione d’appello. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della concorrente che aveva definito il procedimento mediante concordato in appello, mancando vizi specifici sull’accordo. I capi, i promotori e gli organizzatori del sodalizio restano condannati per associazione mafiosa, estorsioni pluriaggravate e usura.

La Corte ha accolto il ricorso di un solo imputato limitatamente al calcolo della pena per la tentata estorsione. I giudici di merito avevano infatti omesso la decurtazione obbligatoria per il delitto tentato. Per questo profilo la sentenza è stata annullata con rinvio a diversa sezione della corte territoriale, mentre la responsabilità penale è passata in giudicato. Tutti i ricorrenti soccombenti sono stati condannati al pagamento delle spese legali in favore delle costituite parti civili comunali.

Chi si limita a riscuotere le rate di un prestito risponde del reato di usura?
Il soggetto che riceve il compito di recuperare le somme e ottiene il pagamento risponde di concorso in usura. Il reato di usura ha natura a consumazione prolungata e ogni versamento costituisce parte integrante della lesione penale.

Entro quale termine processuale si deve eccepire la scadenza dei termini di indagine?
L’inutilizzabilità degli atti di indagine compiuti a termini scaduti deve essere eccepita a pena di decadenza nella prima occasione utile, ossia all’udienza del riesame cautelare o al più tardi entro la fine dell’udienza preliminare.

Un gruppo criminale nuovo e locale può essere qualificato come associazione mafiosa?
La fattispecie di associazione mafiosa si applica anche ai nuovi gruppi emergenti su base locale. Risulta sufficiente dimostrare la concreta forza intimidatrice del sodalizio e il conseguente stato di assoggettamento e omertà imposto sul territorio.

Termini giuridici

Doppia conforme
Situazione in cui sia il giudice di primo grado sia quello di appello giungono alla medesima decisione basandosi sulla stessa valutazione dei fatti.
Prova di resistenza
Verifica diretta ad accertare se la decisione rimanga valida ed efficace anche eliminando la prova contestata o ritenuta inutilizzabile.
Concorso morale
Partecipazione al reato senza compiere azioni materiali, ma rafforzando l'intento criminoso altrui o istigando la condotta del colpevole.
Reato permanente
Illecito penale in cui la condotta offensiva e la lesione del bene giuridico protetto si protraggono stabilmente nel tempo per volontà del reo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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