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Condono edilizio: la Cassazione annulla l’ordine di demolizione

Una cittadina aveva ricevuto un ordine di demolizione per un manufatto abusivo, ereditato da un precedente proprietario, a seguito di una condanna risalente. La cittadina aveva presentato una richiesta di condono edilizio e un certificato di congruità dell’oblazione, ma il Tribunale aveva rigettato la sua opposizione all’ordine di demolizione. La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale. Ha stabilito che il giudice dell’esecuzione deve accertare la plausibile vicinanza dell’accoglimento della domanda di condono edilizio, e non può rigettare la richiesta senza un’adeguata istruttoria. Il Tribunale non aveva verificato la diligenza della cittadina né le difficoltà amministrative. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per un nuovo giudizio sul condono edilizio e demolizione.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 20744 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 3 n. 20744/2022)

Introduzione: Il Condono Edilizio e la Demolizione di Manufatti Abusivi

Nel panorama giuridico italiano, la gestione dei manufatti abusivi rappresenta una sfida costante. Spesso, i cittadini si trovano a fronteggiare ordini di demolizione per opere realizzate senza i dovuti permessi. Tuttavia, esiste la possibilità di regolarizzare tali costruzioni attraverso il condono edilizio. La recente pronuncia della Corte di Cassazione, che analizziamo, offre importanti chiarimenti sul rapporto tra condono edilizio e demolizione, in particolare sul ruolo del giudice dell’esecuzione quando viene presentata una domanda di sanatoria.

Il Caso: L’Ordine di Demolizione e la Richiesta di Condono Edilizio

La vicenda riguarda una cittadina che si è trovata a dover affrontare un ordine di demolizione. Questo ordine derivava da una condanna penale, risalente a molti anni prima, emessa nei confronti del suo dante causa (cioè il precedente proprietario) per la realizzazione di un manufatto abusivo. La cittadina, nel tentativo di regolarizzare la situazione, aveva presentato una domanda di condono edilizio e aveva depositato un certificato che attestava la congruità dell’oblazione (il pagamento dovuto per il condono).

Nonostante questi passi, il Tribunale, in funzione di Giudice dell’esecuzione, aveva rigettato l’opposizione della cittadina all’ordine di demolizione. La decisione del Tribunale si basava sulla presunta mancanza di elementi sufficienti per sospendere o revocare l’ordine. La cittadina, non rassegnata, ha deciso di ricorrere alla Corte di Cassazione, sostenendo che il Tribunale non aveva adeguatamente valutato la sua diligenza e le difficoltà amministrative che impedivano il rapido rilascio del titolo in sanatoria.

Il Ruolo del Giudice nell’Esecuzione della Demolizione

La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso, concentrandosi sul ruolo del Giudice dell’esecuzione in queste circostanze. Il Giudice dell’esecuzione ha il compito di assicurare che le sentenze penali siano applicate correttamente. Quando una sentenza prevede la demolizione di un manufatto abusivo, il giudice deve valutare tutte le circostanze che possono influenzare l’esecuzione di tale ordine. Questo include anche l’eventuale presentazione di una domanda di condono edilizio.

La legge stabilisce che la revoca o la sospensione dell’ordine di demolizione, in presenza di una domanda di condono o sanatoria presentata dopo la condanna definitiva, richiede un accertamento specifico. Il giudice deve verificare se esistono elementi che rendano plausibile un prossimo accoglimento della domanda da parte dell’autorità amministrativa competente. Non si tratta quindi di una sospensione automatica, ma di una valutazione attenta e circostanziata.

L’Onere della Prova nel Condono Edilizio

Un punto cruciale evidenziato dalla Cassazione riguarda l’onere della prova. In materia di reati edilizi, chi chiede la sospensione o la revoca dell’ordine di demolizione non ha l’onere di dimostrare l’accoglimento del condono. Deve solo indicare al giudice i fatti su cui si basa la sua richiesta. Spetta poi all’autorità giudiziaria il compito di procedere agli accertamenti necessari. Questo significa che il giudice non può limitarsi a rigettare la richiesta basandosi solo sulla mancanza del titolo in sanatoria, ma deve indagare attivamente sullo stato della pratica di condono.

Nel caso specifico, la cittadina aveva allegato di aver presentato la domanda di condono e di aver pagato l’oblazione. Aveva anche sottolineato le difficoltà amministrative del Comune, che avevano rallentato l’iter. Il Tribunale, tuttavia, non aveva svolto un’istruttoria adeguata, non verificando la diligenza della ricorrente né i tempi di definizione della procedura amministrativa. Questa omissione ha costituito un vizio procedurale che ha portato all’annullamento dell’ordinanza.

Le Motivazioni: Condono edilizio e l’onere del Giudice

La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale perché ha ritenuto che non fosse stata condotta un’istruttoria congrua. Il Tribunale non aveva considerato la presentazione dell’istanza di condono edilizio né le difficoltà amministrative che ostacolavano il rilascio dei permessi. La Corte ha ribadito che il giudice dell’esecuzione, di fronte a una richiesta di revoca o sospensione dell’ordine di demolizione basata su una domanda di condono, deve accertare la sussistenza di elementi che facciano ritenere plausibile un prossimo accoglimento del provvedimento amministrativo. Non è sufficiente una valutazione negativa basata solo sul mancato rilascio dei pareri o sulla tempistica, se non supportata da un’indagine approfondita.

Il giudice deve quindi verificare la diligenza della parte e le ragioni dei ritardi amministrativi. La Cassazione ha sottolineato che il Tribunale non aveva dato conto della presentazione dell’istanza di condono e non aveva attivato le dovute attività di accertamento, nonostante le allegazioni della parte. Le considerazioni negative del Tribunale non erano supportate da una congrua istruttoria, che invece era necessaria per una decisione equa e conforme ai principi di diritto.

Le Conclusioni: Cosa significa per la demolizione

L’esito della sentenza è chiaro: la Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio. Questo significa che il Tribunale dovrà riesaminare la questione, tenendo conto dei principi stabiliti dalla Cassazione. In particolare, dovrà svolgere un’istruttoria più approfondita per accertare se la domanda di condono edilizio presentata dalla cittadina abbia concrete possibilità di essere accolta in tempi ragionevoli. La decisione sottolinea l’importanza di una valutazione attenta e completa da parte del giudice dell’esecuzione, che non può ignorare gli sforzi del cittadino per regolarizzare la propria posizione e le eventuali difficoltà burocratiche. Per la cittadina, questo rappresenta una nuova opportunità per ottenere la sospensione o la revoca dell’ordine di demolizione, in attesa della definizione della pratica di condono.

Cosa succede se ho un ordine di demolizione per un manufatto abusivo ma ho presentato una domanda di condono edilizio?
Il giudice dell’esecuzione deve valutare se la tua domanda di condono edilizio ha concrete e plausibili possibilità di essere accolta dall’amministrazione. Non può rigettare la richiesta senza un’adeguata istruttoria.

Il giudice deve fare accertamenti sullo stato della mia pratica di condono edilizio?
Sì, il giudice non può limitarsi a constatare il mancato rilascio del titolo in sanatoria. Deve svolgere un’istruttoria approfondita per verificare la tua diligenza e le eventuali difficoltà amministrative che rallentano la definizione della pratica.

Posso chiedere la sospensione dell’ordine di demolizione di un manufatto abusivo anche se la condanna è definitiva?
Sì, se hai presentato una domanda di condono o sanatoria dopo la condanna definitiva, puoi chiedere la sospensione o la revoca dell’ordine di demolizione. Il giudice valuterà la plausibilità di un prossimo accoglimento della tua richiesta da parte dell’autorità amministrativa.

Termini giuridici

Manufatto abusivo
Una costruzione o un'opera realizzata senza i necessari permessi o in violazione delle norme urbanistiche.
Condono edilizio
Un provvedimento che permette di regolarizzare, a determinate condizioni e dietro pagamento di una sanzione, opere edilizie realizzate in passato senza i permessi o in modo irregolare.
Giudice dell'esecuzione
Il giudice che ha il compito di vigilare sull'applicazione pratica e sull'esecuzione delle decisioni contenute in una sentenza definitiva.
Ordinanza
Un provvedimento del giudice che decide su questioni di procedura o su richieste specifiche delle parti, meno formale di una sentenza.
Rinvio
Quando un giudice di grado superiore annulla una decisione e rimanda la causa a un giudice di grado inferiore (o allo stesso giudice ma in diversa composizione) per un nuovo esame.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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