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Appropriazione Indebita: Ricorso Inammissibile, Condanna Definitiva

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due persone condannate per appropriazione indebita di un gommone e un motore. I ricorrenti lamentavano vizi procedurali e di motivazione, inclusa la contestazione del valore dei beni e la sussistenza stessa del reato di appropriazione indebita. La Corte ha ritenuto infondate le doglianze procedurali e ha giudicato le altre motivazioni una mera riproduzione di quelle già respinte in appello, rendendo i ricorsi inammissibili. Di conseguenza, la condanna originaria è diventata definitiva, con l’obbligo di pagare le spese processuali e una sanzione.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 35150 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 2 n. 35150/2022)

Introduzione all’Appropriazione Indebita: Quando un Bene Altrui Diventa un Problema Legale

L’appropriazione indebita è un reato che si verifica quando una persona, che già detiene legalmente un bene mobile altrui per un certo scopo, decide di trattarlo come se fosse proprio, senza averne il diritto. Questo comportamento può portare a gravi conseguenze legali, come dimostra una recente sentenza della Corte di Cassazione. Il caso esaminato offre spunti importanti per comprendere i limiti della detenzione di beni altrui e le rigorose procedure del sistema giudiziario.

Il Caso: Un Gommone e un Motore Contesi

La vicenda riguarda due persone che avevano ricevuto una condanna per il reato di appropriazione indebita. L’accusa si riferiva all’indebita appropriazione di un gommone e di un motore. Il Tribunale aveva emesso una sentenza di condanna, confermata poi dalla Corte d’Appello. Le due persone condannate hanno quindi deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, cercando di ribaltare la decisione.

Le Contestazioni dei Ricorrenti sull’Appropriazione Indebita

I ricorrenti hanno sollevato diverse obiezioni contro la sentenza di condanna. In primo luogo, hanno lamentato un vizio procedurale. Hanno sostenuto di non aver ricevuto, durante il processo d’appello (svoltosi in forma scritta a causa di norme emergenziali), le conclusioni e la nota spese della parte civile. Questo, a loro dire, avrebbe leso il loro diritto di difesa.

In secondo luogo, le persone condannate hanno contestato la motivazione della sentenza riguardo al valore del gommone e del motore. Hanno ritenuto che il valore attribuito fosse eccessivo e che la provvisionale (un anticipo sul risarcimento) di 15.000 euro fosse contraddittoria. Hanno anche messo in discussione la sussistenza stessa del reato di appropriazione indebita, affermando che esisteva un rapporto contrattuale in corso che giustificava la detenzione dei beni. Hanno inoltre eccepito l’assenza del dolo (l’intenzione di commettere il reato) e la mancata concessione di un’attenuante.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione sull’Appropriazione Indebita

La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente tutti i motivi di ricorso. Per quanto riguarda la doglianza procedurale, la Corte ha chiarito che la legge speciale (Art. 23-bis della Legge n. 176 del 2020) prevedeva la trasmissione ai difensori solo delle conclusioni del Pubblico Ministero, non anche quelle della parte civile o la sua nota spese. Pertanto, questa lamentela è stata ritenuta infondata.

Riguardo alle altre contestazioni, la Corte ha osservato che esse erano una riproduzione esatta degli argomenti già presentati e respinti dalla Corte d’Appello. La giurisprudenza consolidata stabilisce che un ricorso per Cassazione non può limitarsi a reiterare motivi già discussi e disattesi nei gradi precedenti, senza offrire una critica specifica e argomentata alla sentenza impugnata. Tali motivi sono considerati “non specifici ma soltanto apparenti” e, di conseguenza, rendono il ricorso inammissibile.

Infine, la richiesta dei ricorrenti di verificare l’eventuale prescrizione del reato è stata respinta. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: se un ricorso è inammissibile fin dall’inizio, non si instaura un valido rapporto processuale e la sentenza impugnata diventa definitiva. Questo preclude qualsiasi accertamento successivo di cause di non punibilità, come la prescrizione.

Le Conclusioni: La Condanna per Appropriazione Indebita Diventa Definitiva

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalle due persone condannate. Questa decisione ha avuto diverse conseguenze pratiche. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Inoltre, a ciascuno di loro è stata inflitta una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, a causa della colpa nella presentazione di ricorsi inammissibili. Infine, sono stati condannati, in solido (cioè con responsabilità congiunta), a rimborsare alla parte civile le spese legali sostenute nel grado di giudizio, quantificate in 1.500 euro, oltre agli accessori di legge. La sentenza di condanna per appropriazione indebita è così diventata definitiva, confermando la responsabilità delle persone coinvolte.

Cosa significa appropriazione indebita?
L’appropriazione indebita si verifica quando una persona, che ha già in custodia un bene mobile altrui, decide di usarlo come se fosse suo, senza averne il diritto, e con l’intenzione di non restituirlo.

Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in Cassazione?
Un ricorso inammissibile non viene esaminato nel merito, e la sentenza impugnata diventa definitiva. Questo comporta il pagamento delle spese processuali e, in alcuni casi, sanzioni aggiuntive.

La prescrizione può essere invocata se il ricorso è inammissibile?
No, se un ricorso è dichiarato inammissibile, la sentenza diventa definitiva e non è più possibile invocare la prescrizione del reato, poiché non si è instaurato un valido rapporto processuale per esaminare tale questione.

Termini giuridici

Appropriazione indebita
Un reato che si verifica quando qualcuno si impossessa di un bene mobile altrui, che già deteneva per un altro motivo, e lo usa come se fosse proprio, senza averne il diritto.
Ricorso inammissibile
Un ricorso che non può essere esaminato dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge, ad esempio per mancanza di specificità o per la riproposizione di argomenti già decisi.
Parte civile
La persona che ha subito un danno dal reato e che si costituisce nel processo penale per chiedere il risarcimento dei danni.
Prescrizione del reato
L'estinzione di un reato dovuta al trascorrere di un certo periodo di tempo dalla sua commissione, oltre il quale non è più possibile perseguire il colpevole.
Provvisionale
Una somma di denaro che il giudice può ordinare di pagare immediatamente alla parte lesa come anticipo sul risarcimento finale, quando la responsabilità è già accertata ma l'ammontare esatto del danno deve ancora essere calcolato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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