LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Società contro soci: nessun conflitto di interessi dell’avvocato

Un avvocato è stato sanzionato per un presunto conflitto di interessi dell’avvocato. Aveva difeso una società di persone e, successivamente, i soci superstiti contro un socio receduto. Il Consiglio Nazionale Forense riteneva che, mancando la personalità giuridica alla società, l’avvocato avesse assistito contemporaneamente parti con interessi opposti. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione. I giudici hanno chiarito che le società di persone sono soggetti giuridici autonomi rispetto ai soci. Di conseguenza, assumere la difesa della società o dei soci rimasti contro chi è uscito non configura un illecito deontologico, poiché i centri di interesse rimangono distinti.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 14 luglio 2026 in Diritto Societario, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. Unite Num. 8337 Anno 2022 (Cass. civ. sez. unite n. 8337/2022)

Il conflitto di interessi dell’avvocato nelle società di persone

La corretta individuazione dei confini del conflitto di interessi dell’avvocato rappresenta un pilastro fondamentale per l’esercizio della professione forense. Spesso si creano tensioni quando un professionista assiste una società e, contemporaneamente o successivamente, si trova a difendere i singoli soci. Questo scenario diventa particolarmente delicato nelle società di persone, dove la linea di demarcazione tra l’ente e i suoi partecipanti appare più sfumata rispetto alle società di capitali. Una recente decisione delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione ha fatto chiarezza su questo delicato argomento, stabilendo confini precisi a tutela dei professionisti e dei loro assistiti.

Il caso concreto e l’origine della contestazione

La vicenda trae origine dall’azione disciplinare promossa contro un professionista. L’Avvocato aveva assunto la difesa di una società in nome collettivo. In un secondo momento, egli aveva difeso i soci superstiti in una causa avviata da un socio receduto, il quale chiedeva l’accertamento della giusta causa del proprio recesso. Il Consiglio distrettuale di disciplina aveva sanzionato l’Avvocato con la sospensione dall’esercizio della professione per sei mesi. Successivamente, il Consiglio Nazionale Forense aveva ridotto la sanzione a due mesi. Secondo l’organo disciplinare, l’Avvocato era incorso in un grave illecito deontologico. La tesi dell’accusa si fondava sul presupposto che le società di persone sono prive di personalità giuridica. Di conseguenza, secondo questa interpretazione, l’incarico assunto nell’interesse della società doveva considerarsi automaticamente assunto anche nell’interesse di tutti i singoli soci, compreso quello che poi era uscito dalla compagine sociale.

La distinzione giuridica tra società e soci

La Corte di Cassazione ha ribaltato completamente questa impostazione, accogliendo il ricorso del professionista. I giudici di legittimità hanno ricordato che le società di persone, pur non avendo la personalità giuridica perfetta tipica delle società di capitali, costituiscono soggetti di diritto autonomi. La legge attribuisce a queste società la capacità di acquistare diritti e assumere obbligazioni per mezzo dei propri rappresentanti. Esse stanno in giudizio come entità distinte rispetto alle persone fisiche dei soci. La responsabilità dei soci per i debiti sociali non cancella questa alterità soggettiva. I soci rispondono dei debiti della società in via sussidiaria (cioè solo dopo che il creditore ha aggredito infruttuosamente il patrimonio sociale) e a titolo di garanzia per un debito che resta comunque altrui.

Le motivazioni della Cassazione sul conflitto di interessi dell’avvocato

Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte ha chiarito che l’esistenza di un autonomo centro di interessi impedisce di sovrapporre la figura della società a quella dei singoli soci. Per questa ragione, non è possibile configurare un automatico conflitto di interessi dell’avvocato per il solo fatto di aver difeso prima la società e poi i soci rimasti contro il socio uscente. Il cliente dell’Avvocato era la società, soggetto distinto dal socio receduto. La difesa della società o dei soci superstiti in una posizione contrapposta a quella del socio uscente non viola le norme deontologiche. La decisione sottolinea che la riferibilità economica dell’attività sociale ai soci non cancella la distinzione giuridica tra i soggetti. Pertanto, l’illecito disciplinare non sussiste se manca una reale sovrapposizione delle parti assistite in posizioni contrastanti.

Le conclusioni della sentenza e l’annullamento della sanzione

Nelle conclusioni della pronuncia, le Sezioni Unite hanno definitivamente annullato la sanzione disciplinare inflitta all’Avvocato. La Corte ha dichiarato l’insussistenza dell’illecito contestato e ha condannato l’organo professionale locale al pagamento delle spese di giudizio. Questa sentenza rappresenta un importante punto di riferimento per la professione forense. Essa riconosce la piena autonomia delle società di persone e protegge i professionisti da interpretazioni eccessivamente rigide delle norme deontologiche. La decisione conferma che la difesa di un ente collettivo non può tradursi in un vincolo perpetuo di fedeltà verso ogni singolo componente, specialmente quando quest’ultimo decide di recedere e porsi in contrasto con la società stessa.

Quando si configura il conflitto di interessi per un avvocato che assiste una società?
Il conflitto si verifica quando il professionista assiste contemporaneamente soggetti con interessi contrapposti o quando il nuovo incarico viola il segreto professionale.

Una società di persone è considerata un soggetto distinto dai singoli soci?
Sì, la legge riconosce alle società di persone una propria autonomia e soggettività giuridica, separata da quella delle persone fisiche che la compongono.

Cosa rischia l’avvocato se assiste la società contro un socio che ha deciso di recedere?
L’avvocato non rischia alcuna sanzione disciplinare, poiché la difesa della società non coincide automaticamente con la difesa del singolo socio uscente.

Termini giuridici

Conflitto di interessi
Situazione in cui un professionista assiste clienti con interessi contrastanti, rischiando di non essere imparziale.
Soggettività giuridica
La capacità di un ente (anche senza personalità giuridica perfetta) di essere titolare di diritti e doveri, distinto dalle persone dei soci.
Responsabilità sussidiaria
Obbligo di pagare un debito solo dopo che il creditore ha tentato inutilmente di riscuoterlo dal debitore principale.
Azione di regresso
Il diritto di chi ha pagato un debito altrui di richiedere il rimborso al vero debitore.
Recesso
La dichiarazione unilaterale con cui un socio decide di uscire da una società.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)