LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Punteggio servizio militare ATA: nuove regole

La Corte d’Appello di Trieste ha riformato una sentenza di primo grado riguardante il calcolo del punteggio servizio militare ATA nelle graduatorie scolastiche. La decisione chiarisce che il servizio di leva svolto non in costanza di rapporto di lavoro non dà diritto al punteggio pieno di 6 punti annui, ma deve essere valutato secondo la misura inferiore prevista per il servizio reso alle dipendenze delle amministrazioni statali.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 9 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza della Corte d'Appello di Trieste n. 43/2026 del 11/05/2026 (App. Trieste n. 43/2026)

Punteggio servizio militare ATA: la chiarezza della Corte d’Appello

Il calcolo del punteggio servizio militare ATA è stato al centro di un importante contenzioso legale che ha visto contrapporsi il Ministero dell’Istruzione e un aspirante al personale Amministrativo, Tecnico e Ausiliario. La questione riguarda la corretta valutazione del periodo di leva obbligatorio ai fini delle graduatorie di terza fascia.

I fatti

Un lavoratore aveva impugnato il punteggio assegnatogli nelle graduatorie ATA per il triennio 2024/2027. Il nodo del contendere riguardava 13,5 punti richiesti per il servizio militare svolto tra il 1997 e il 1998. Il ricorrente sosteneva di aver diritto a 6 punti annui (il massimo previsto), indipendentemente dal fatto che all’epoca del servizio militare non avesse ancora un contratto di lavoro con la scuola. Il Tribunale di Pordenone, in primo grado, aveva accolto la tesi del lavoratore, dichiarando illegittima la distinzione operata dai decreti ministeriali.

La decisione

La Corte d’Appello di Trieste ha ribaltato la sentenza di primo grado, accogliendo il ricorso presentato dall’Amministrazione statale. I giudici di secondo grado hanno stabilito che la valutazione differenziata tra servizio militare prestato “in costanza di rapporto” e quello prestato prima di entrare nel mondo della scuola è legittima e non viola i principi costituzionali. Pertanto, il punteggio deve essere ricalcolato nella misura ridotta prevista per i servizi resi alle dipendenze delle amministrazioni statali (0,60 punti per ogni anno), annullando il riconoscimento dei 6 punti annui precedentemente concesso.

Le motivazioni

La Corte ha fondato la propria decisione sulla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione del 2024 e 2025. I giudici hanno chiarito che l’espressione legislativa “valido a tutti gli effetti” riferita al servizio militare non impone un’assoluta equiparazione nel punteggio. L’Articolo 52 della Costituzione tutela la “posizione di lavoro” di chi è già dipendente, non la semplice aspettativa di chi spera di diventarlo in futuro. Differenziare il punteggio tra chi ha interrotto un rapporto di lavoro scolastico per la leva e chi ha svolto il servizio prima di avere alcun legame con la scuola appare dunque ragionevole. Il servizio prestato non in costanza di nomina deve essere equiparato a un generico servizio presso la pubblica amministrazione.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza conferma che per il personale ATA il servizio militare svolto prima dell’instaurazione di un rapporto d’impiego scolastico non può essere equiparato, in termini di punteggio, al servizio effettivo prestato nella qualifica. La riforma integrale della sentenza di primo grado comporta il rigetto delle domande del lavoratore e la conferma della validità dei criteri di calcolo previsti dal Ministero. Questa pronuncia offre un orientamento chiaro per migliaia di aspiranti che si trovano a valutare i propri titoli per l’inserimento nelle graduatorie scolastiche.

Quanti punti spettano per il servizio militare non svolto in costanza di lavoro?
Per il servizio militare svolto prima dell’instaurazione di un rapporto di lavoro con la scuola, spettano 0,60 punti per ogni anno, in quanto equiparato al servizio prestato alle dipendenze delle amministrazioni statali.

È illegittimo attribuire meno punti al servizio militare fatto prima di essere assunti?
No, secondo la Corte d’Appello e la Cassazione è legittimo differenziare il punteggio, poiché la tutela costituzionale garantisce la conservazione del posto di lavoro esistente e non un vantaggio automatico per chi non era ancora impiegato.

Chi ha diritto ai 6 punti annui per il servizio di leva nelle graduatorie ATA?
Hanno diritto al punteggio pieno di 6 punti annui solo coloro che hanno svolto il servizio militare mentre avevano già un contratto di lavoro attivo nella medesima qualifica del personale ATA.

Termini giuridici

In costanza di rapporto
Situazione in cui una determinata attività viene svolta mentre è già attivo un contratto di lavoro con il datore di lavoro interessato.
Legittimazione passiva
La qualità di un soggetto di essere la giusta controparte contro cui l'azione legale deve essere esercitata.
Inter partes
Espressione latina che indica come l'efficacia di una decisione o di un contratto sia limitata esclusivamente alle parti che hanno partecipato al giudizio o all'atto.
Distrazione delle spese
Il provvedimento con cui il giudice ordina che le spese processuali siano pagate direttamente al difensore della parte vincitrice.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)