LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Permessi ex festività: diritto automatico, l’azienda deve provare

Un lavoratore del settore radiofonico ha citato in giudizio la sua azienda per ottenere, tra le altre cose, il pagamento dei permessi per ex festività non goduti. La Corte d’Appello aveva respinto la domanda, ritenendo che il lavoratore dovesse provare di averli richiesti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: il diritto ai permessi per ex festività è automatico e non richiede una previa richiesta del dipendente. Spetta al datore di lavoro dimostrare di aver messo il lavoratore in condizione di goderne o di non aver potuto per esigenze di servizio. In assenza di tale prova, l’azienda è tenuta a pagare l’indennità sostitutiva. La vittoria è andata quindi al lavoratore su questo specifico punto.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 21 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 9678 Anno 2026 (Cass. civ. sez. lavoro n. 9678/2026)

Permessi per ex festività: un diritto automatico

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale riguardo i permessi per ex festività, stabilendo che si tratta di un diritto automatico per il lavoratore, che non necessita di una richiesta formale. Questa decisione sposta l’onere della prova sul datore di lavoro, il quale deve dimostrare di aver attivamente consentito la fruizione di tali permessi. La vicenda analizzata riguarda un dipendente di un’emittente radiofonica che aveva richiesto il pagamento di varie indennità, tra cui quella per i permessi legati alle festività soppresse.

La vicenda: un DJ contro l’emittente radiofonica

Il caso nasce dalla richiesta di un lavoratore, un DJ radiofonico, che sosteneva di non aver mai usufruito dei giorni di permesso spettantigli in sostituzione delle vecchie festività abolite. Per anni, questi permessi non erano stati né goduti né pagati. L’azienda si era difesa sostenendo che il lavoratore non aveva mai presentato una formale richiesta per poterne beneficiare. Questa linea difensiva era stata inizialmente accolta dai giudici di secondo grado, che avevano dato torto al lavoratore.

La posizione dell’azienda e la decisione iniziale

Secondo l’azienda, la fruizione dei permessi era subordinata a una esplicita richiesta del dipendente. In assenza di tale richiesta, l’azienda riteneva di non avere alcun obbligo. La Corte d’Appello aveva condiviso questa interpretazione, affermando che il lavoratore, per ottenere il pagamento dell’indennità sostitutiva, avrebbe dovuto dimostrare di aver chiesto i permessi e che l’azienda glieli avesse negati. Questa visione, però, è stata completamente ribaltata dalla Corte di Cassazione.

La svolta della Cassazione sui permessi per ex festività

La Suprema Corte ha stabilito un principio di diritto opposto e molto chiaro. Il diritto ai permessi per ex festività matura automaticamente in capo al lavoratore. Non è un diritto che si attiva solo su richiesta. Al contrario, è un obbligo del datore di lavoro garantire che il dipendente possa goderne. Il CCNL di settore, infatti, prevede che tali permessi vengano ‘concessi’, un termine che implica un’azione attiva da parte dell’azienda e non una semplice reazione a un’istanza del lavoratore.

L’onere della prova nei permessi per ex festività

La conseguenza più importante di questa sentenza riguarda l’onere della prova. Non è più il lavoratore a dover dimostrare di aver chiesto i permessi. È il datore di lavoro che deve provare una di queste due circostanze: o di aver effettivamente concesso i permessi, invitando il lavoratore a goderne; oppure di non aver potuto concederli per reali e comprovate esigenze di servizio, che rappresentano un ‘fatto impeditivo’. Se l’azienda non fornisce questa prova, è obbligata a versare al lavoratore l’indennità sostitutiva.

Le motivazioni: il diritto al riposo è incondizionato

La Cassazione ha motivato la sua decisione assimilando i permessi per ex festività al diritto alle ferie. Entrambi gli istituti sono finalizzati a garantire al lavoratore il recupero delle energie psico-fisiche. Questo diritto al riposo è considerato irrinunciabile. Pertanto, il datore di lavoro ha un ruolo proattivo: deve invitare il lavoratore a godere del suo diritto e avvisarlo che, in caso contrario, lo perderà. Un comportamento passivo da parte dell’azienda non è sufficiente per liberarla dal suo obbligo. La clausola contrattuale che prevede il ‘riconoscimento’ dei permessi è stata interpretata come un obbligo incondizionato per l’azienda.

Le conclusioni: chi vince e cosa cambia

L’esito finale della vicenda è una vittoria per il lavoratore. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza d’appello sul punto relativo ai permessi, rinviando il caso a un nuovo giudice per ricalcolare le somme dovute al dipendente. Questo principio rafforza notevolmente la tutela dei lavoratori, chiarendo che i permessi per ex festività sono un diritto acquisito e non una concessione subordinata a una richiesta. Le aziende dovranno ora gestire più attentamente la pianificazione di questi permessi, dimostrando di aver adempiuto al loro obbligo di concederli o di pagarli.

Devo fare una richiesta scritta per i permessi per ex festività?
No, la Cassazione ha chiarito che il diritto è automatico. È l’azienda che deve provare di aver invitato il lavoratore a goderne o di non aver potuto per esigenze di servizio.

Cosa succede se non godo dei permessi per ex festività entro l’anno?
Se il datore di lavoro non dimostra di averti messo in condizione di goderne, hai diritto a un’indennità sostitutiva, cioè al pagamento dei permessi non fruiti.

A chi spetta dimostrare che i permessi non sono stati goduti per esigenze di servizio?
L’onere della prova è sempre a carico del datore di lavoro. Deve dimostrare che specifiche e reali esigenze di servizio hanno impedito la fruizione dei permessi.

Termini giuridici

Onere della prova
Il principio secondo cui chi afferma un fatto in un processo deve fornire le prove per dimostrarlo. In questo caso, spetta all'azienda dimostrare di aver concesso i permessi.
Indennità sostitutiva
Una somma di denaro che il datore di lavoro deve pagare al lavoratore come compenso per ferie o permessi maturati ma non goduti, quando non è stato possibile fruirne.
Fatto impeditivo
Un evento o una circostanza che, secondo la legge, impedisce la nascita o l'esercizio di un diritto. Ad esempio, le esigenze di servizio possono essere un fatto impeditivo alla fruizione dei permessi.
Giudicato interno
Si verifica quando una parte di una sentenza non viene contestata in appello e diventa quindi definitiva e non più modificabile, anche se il resto della sentenza viene riesaminato.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)