Pensione di invalidità civile: perché l’autocertificazione non basta
Ottenere la pensione di invalidità civile richiede il rispetto di precisi requisiti, non solo sanitari ma anche economici. Una recente sentenza del Tribunale di Bari mette in luce un errore comune commesso da molti ricorrenti: affidarsi alla semplice autocertificazione per dimostrare il proprio stato reddituale davanti a un giudice.
Il caso in esame
Il ricorrente si è rivolto al Tribunale per richiedere il pagamento dei ratei arretrati relativi a due diverse prestazioni: l’indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità civile. Mentre per la prima prestazione è emerso che l’ente previdenziale aveva già provveduto al pagamento, la questione si è complicata per la pensione di invalidità.
La richiesta è stata rigettata dal Giudice del Lavoro non per motivi medici, ma per una carenza documentale fondamentale riguardante la situazione economica del richiedente.
Il valore del modulo AP70 nel processo civile
Il punto centrale della controversia riguarda il modulo AP70, ovvero la dichiarazione che il cittadino compila per attestare i propri dati socio-economici. Il Tribunale ha chiarito che questo documento, pur essendo fondamentale nei rapporti amministrativi con l’ente previdenziale, non ha alcun valore di prova legale all’interno di un processo civile.
Secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza, le dichiarazioni sostitutive di certificazione sono strumenti nati per snellire i rapporti con la Pubblica Amministrazione. Tuttavia, quando si entra in un’aula di tribunale, vige il principio dell’onere della prova sancito dall’art. 2697 del Codice Civile. Una parte non può creare una prova a proprio favore semplicemente dichiarando di possedere un requisito.
Le motivazioni
Le motivazioni della decisione risiedono nel fatto che la parte ricorrente non ha documentato in modo oggettivo il possesso del requisito reddituale normativamente previsto. Il Giudice ha sottolineato che la domanda AP70 proviene dalla medesima parte che intende trarne vantaggio e, come tale, non può essere considerata attendibile o sufficiente per fondare una condanna al pagamento.
Inoltre, è stato ribadito che le dichiarazioni sostitutive di notorietà esulano dall’ambito della prova civile, poiché riguardano esclusivamente i rapporti tra utenza e uffici pubblici o gestori di pubblici servizi. Nel processo, il reddito va provato tramite certificazioni ufficiali o documentazione fiscale idonea, e non tramite semplici manifestazioni di volontà del richiedente.
Le conclusioni
Le conclusioni tratte dal Tribunale portano al rigetto integrale della domanda. Poiché non è stata fornita la prova certa del reddito percepito nei periodi di riferimento, il diritto alla prestazione non può essere accertato. Questa sentenza serve da monito per tutti coloro che intendono agire in giudizio per il riconoscimento di prestazioni legate alla pensione di invalidità civile: è indispensabile produrre documentazione fiscale certificata, poiché l’autocertificazione, per quanto utile in fase amministrativa, perde ogni valore davanti al giudice ordinario.
È possibile usare il modulo AP70 come prova del reddito in una causa civile?
No, il modulo AP70 è una dichiarazione sostitutiva valida nei rapporti con la Pubblica Amministrazione ma non costituisce prova legale nel processo civile.
Cosa succede se il requisito reddituale non è documentato correttamente?
La domanda per ottenere la pensione di invalidità civile viene rigettata in quanto l onere della prova spetta al ricorrente.
Il giudice può condannare l INPS se ha già pagato gli arretrati?
No, se la documentazione depositata dimostra che i ratei sono stati effettivamente liquidati, la domanda viene respinta nel merito.