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Giurisprudenza Civile

Compensazione spese processuali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale che aveva disposto la compensazione spese processuali in un giudizio di opposizione agli atti esecutivi, nonostante la cessazione della materia del contendere. La Corte ha ritenuto che l'ambiguità di un'ordinanza del giudice dell'esecuzione, che non specificava chiaramente le ragioni di una vendita parziale dei beni pignorati, costituisse una 'grave ed eccezionale ragione' per giustificare sia l'opposizione del creditore sia la successiva compensazione delle spese tra le parti, respingendo così il ricorso della società debitrice.
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Responsabilità del Comune: ricorso inammissibile
Alcuni proprietari hanno citato in giudizio i vicini e il Comune per i danni ai loro immobili. Condannato in solido, il Comune ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando che i motivi proposti richiedevano un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione conferma la responsabilità del Comune per l'intervento spontaneo nella vicenda.
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Impugnazione decisioni elettorali ordini: la Cassazione
Due professionisti, dichiarati ineleggibili dal loro Consiglio Nazionale dopo una consultazione elettorale, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte, di fronte a un'eccezione sull'ammissibilità del ricorso diretto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Riconoscendo una significativa questione legale sulla corretta via di impugnazione delle decisioni elettorali, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva sulla procedura da seguire.
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Impugnazione elezioni associazione: rinvio al ruolo
La Corte di Cassazione esamina il ricorso di un'associazione di categoria contro la sentenza che annullava le sue elezioni interne su richiesta di un associato. L'associazione ha sollevato otto motivi di ricorso, contestando la decisione di merito. La Corte, rilevando la pendenza di altri due ricorsi simili tra le stesse parti e sulla stessa questione statutaria, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Invece di decidere nel merito, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere una trattazione congiunta di tutti i ricorsi, al fine di garantire una decisione coerente. L'impugnazione delle elezioni dell'associazione resta quindi in attesa di una pronuncia definitiva.
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Divisione del testatore: quando è vincolante?
Un testamento che intendeva prevenire liti tra fratelli ha dato origine a una causa sulla corretta interpretazione della volontà del defunto. La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della divisione del testatore, stabilendo che l'uso di espressioni come 'intendo che i miei beni vengano divisi' configura la dettatura di regole per una futura divisione (art. 733 c.c.) e non una divisione diretta e immediata (art. 734 c.c.), che impedirebbe il sorgere della comunione ereditaria. La Corte ha quindi rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Indennità ferie non godute: onere della prova del datore
Un dirigente medico ha richiesto il pagamento dell'indennità per ferie non godute accumulate a causa di una grave carenza di personale. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che l'onere della prova spetta al datore di lavoro. Quest'ultimo deve dimostrare di aver formalmente invitato il lavoratore a godere delle ferie, avvisandolo della possibile perdita. La posizione dirigenziale del lavoratore non esonera l'azienda da tale obbligo.
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Domanda di merito: la sua importanza nel processo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore che, dopo aver ottenuto la reintegra in via cautelare per un trasferimento illegittimo, aveva chiesto nel giudizio di merito solo le retribuzioni non pagate senza riproporre formalmente la domanda di accertamento dell'illegittimità del trasferimento. La Corte ha stabilito che tale accertamento è un presupposto essenziale per la condanna al pagamento, e la sua mancanza rende la domanda di merito infondata.
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Carta docente per educatori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9895/2024, ha stabilito che anche il personale educativo dei convitti ha diritto a percepire la Carta docente. La Corte ha annullato la precedente decisione della Corte d'Appello, la quale aveva negato il beneficio basandosi sulla diversità delle funzioni tra docenti ed educatori. Secondo la Cassazione, gli educatori sono a tutti gli effetti parte del personale docente, come previsto dal CCNL Comparto Scuola, e sono soggetti a specifici obblighi formativi. Escluderli dal bonus costituirebbe una discriminazione ingiustificata, dato che la Carta docente è finalizzata a sostenere l'aggiornamento professionale di tutto il personale impegnato nel processo formativo.
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Indennità ferie non godute: Cassazione favorevole
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9859/2024, ha accolto il ricorso di alcuni docenti supplenti, riconoscendo il loro diritto all'indennità ferie non godute per l'anno scolastico 2012-2013. La Suprema Corte ha stabilito che la normativa contrattuale preesistente, che permetteva la monetizzazione delle ferie, è rimasta in vigore fino al 31 agosto 2013, nonostante l'introduzione di un divieto generale nel pubblico impiego. La decisione ribadisce la natura di diritto fondamentale e irrinunciabile delle ferie, in linea con il diritto dell'Unione Europea, e cassa la precedente sentenza della Corte d'appello che aveva negato tale diritto.
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Sentenza Giudice di Pace: quando l’appello è negato?
Un erede impugna in Cassazione una sentenza giudice di pace sfavorevole, emessa in una controversia su una bolletta energetica. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che per tali sentenze l'unico rimedio è l'appello a motivi limitati, non il ricorso diretto in Cassazione.
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Errore materiale: Cassazione corregge il rinvio
La Corte di Cassazione ha corretto un proprio errore materiale in un'ordinanza. A seguito dell'accoglimento di un ricorso, aveva erroneamente indicato la Corte di Appello di Milano come sede per il nuovo giudizio. Su istanza della parte, ha rettificato l'atto, disponendo che il rinvio avvenga presso la corretta Corte di Appello di Genova.
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Rimessione in termini: no se l’istanza è tardiva
La Corte di Cassazione ha confermato l'improcedibilità di un appello a causa di un'istanza di rimessione in termini presentata con eccessivo ritardo. Nonostante l'appellante avesse invocato un presunto 'fatal error' del sistema di deposito telematico, i giudici hanno stabilito che l'inerzia di quattro mesi nel richiedere la rimessione fosse ingiustificabile, rendendo irrilevante la causa del mancato deposito.
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Risarcimento posizioni organizzative: la Cassazione
Un dipendente di un ente pubblico si è visto negare illegittimamente una posizione organizzativa. La Corte di Cassazione conferma il suo diritto al risarcimento per il danno subito, basandosi su una precedente sentenza passata in giudicato. Tuttavia, corregge il calcolo degli importi dovuti, ribadendo il divieto di cumulare interessi e rivalutazione monetaria per i crediti di lavoro nel pubblico impiego. L'ordinanza analizza quindi i limiti del risarcimento posizioni organizzative e l'efficacia del giudicato esterno.
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Diritto all’assunzione: che succede se la PA cambia?
Un lavoratore, vincitore di un concorso pubblico nel 1988, si è visto negare l'impiego perché l'ente comunale ha successivamente eliminato la posizione dalla sua pianta organica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del lavoratore, stabilendo che il diritto all'assunzione del vincitore di concorso non è assoluto. L'amministrazione pubblica ha il potere discrezionale di modificare la propria organizzazione interna per esigenze funzionali, trasformando il diritto soggettivo del vincitore in un interesse legittimo, e può legittimamente decidere di non procedere con l'assunzione.
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Cessazione materia contendere: effetti sulla sentenza
Una azienda sanitaria locale ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello che riconosceva agli eredi di un lavoratore il diritto a differenze retributive per mansioni superiori. Durante il giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, specificando che tale pronuncia non annulla la sentenza impugnata, ma ne determina la perdita automatica di efficacia, poiché la volontà delle parti espressa nell'accordo prevale sulla decisione giudiziale.
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Integrazione del contraddittorio: notifica e processo
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul merito di un ricorso per risarcimento danni avanzato da Amministrazioni statali. Il motivo è un vizio di notifica a due parti del processo. La Corte ha ordinato l'integrazione del contraddittorio nei confronti di una parte non correttamente avvisata e la rinnovazione della notifica nulla verso un'altra, sottolineando l'importanza fondamentale di garantire il diritto di difesa a tutti i soggetti coinvolti prima di procedere.
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Ferie part-time orizzontale: diritto pieno come full-time
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9857/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di ferie part-time orizzontale. Un medico, il cui orario di lavoro ridotto era distribuito su tutta la settimana, si è visto riconoscere il diritto allo stesso numero di giorni di ferie di un lavoratore a tempo pieno. La Corte ha chiarito che la riduzione delle ferie è proporzionale solo all'orario (come nel part-time verticale) e non al numero di giorni lavorati, se questi coincidono con quelli dei colleghi full-time. Inoltre, è stata affermata la giurisdizione del giudice ordinario per l'intera durata del rapporto di lavoro, anche per i periodi precedenti al 30 giugno 1998, per garantire una tutela unitaria.
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Appello inammissibile: i requisiti secondo la Cassazione
Una lavoratrice si è vista dichiarare l'appello inammissibile in una causa per mobbing. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che i requisiti per l'atto di appello non devono essere interpretati con eccessivo formalismo. Secondo la Corte, non è necessario un 'progetto alternativo di sentenza', ma è sufficiente una chiara indicazione delle censure mosse alla decisione di primo grado. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Una lavoratrice, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in materia di contratti a termine con un ente pubblico, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'ente ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia a quel livello.
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Trattamento economico lettori: Cassazione chiarisce
Due ex lettori di lingua straniera hanno citato in giudizio un'università per ottenere la ricostruzione della carriera e il trattamento economico equiparato a quello di un ricercatore confermato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso. Ha chiarito che la normativa nazionale (art. 26, L. 240/2010) va applicata nella sua parte interpretativa, garantendo la conservazione dei diritti economici già maturati (assegno ad personam) ma non una piena equiparazione retributiva per il futuro, ritenendo tale disciplina conforme al diritto europeo e non discriminatoria.
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