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Giurisprudenza Civile

Retribuzione feriale: quali indennità includere?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente collegate alle mansioni, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza da residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro una società di trasporti, la Corte ha affermato che escludere tali voci potrebbe dissuadere dal godere delle ferie, violando i principi del diritto dell'Unione Europea. La paga durante le ferie deve essere paragonabile a quella percepita durante i periodi di lavoro.
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Prescrizione crediti di lavoro: quando decorre?
Una società di infrastrutture ha perso il suo ricorso in Cassazione riguardo la prescrizione dei crediti di lavoro di un dipendente. La Corte ha confermato che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine di cinque anni per la prescrizione crediti di lavoro inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto, a causa della diminuita stabilità del posto di lavoro che può generare timore nel lavoratore.
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Errore di fatto: i limiti alla revoca della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14094/2024, chiarisce la distinzione tra errore di fatto e errore di giudizio. Ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, stabilendo che una valutazione errata delle prove processuali non costituisce un errore di fatto, ma un errore di giudizio, e pertanto non può essere motivo di revocazione della sentenza.
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Servitù padre di famiglia: quando si costituisce?
In una lite tra fratelli per delle tubature sotterranee, la Cassazione ribadisce un principio fondamentale: la servitù per destinazione del padre di famiglia si costituisce solo se chi la invoca riesce a dimostrare che le opere (in questo caso, le tubature) erano già esistenti e visibili al momento della divisione dell'immobile originario. La Corte ha ritenuto decisiva la descrizione dell'immobile nell'atto di divisione come "privo di impianti", confermando la decisione che ne ordinava la rimozione.
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Decadenza cessione ramo d’azienda: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza per impugnare una cessione di ramo d'azienda, introdotto dalla Legge n. 183/2010, non si applica retroattivamente alle cessioni avvenute prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando il diritto dei lavoratori a vedersi ripristinato il rapporto di lavoro. Per un altro gruppo di lavoratori, invece, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per la presenza di un precedente giudicato sulla stessa materia.
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Estinzione del processo per notifica tardiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un processo deve essere dichiarato estinto se la parte, venuta a conoscenza del fallimento di una notifica per decesso del destinatario, non si attiva immediatamente per riprendere il procedimento notificatorio. Un ritardo di oltre tre mesi è stato considerato un'inerzia ingiustificabile, che ha portato all'annullamento della sentenza di merito e alla dichiarazione di estinzione del processo.
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Costituzione in mora: non serve un nuovo atto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14051/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di interposizione illecita di manodopera. Nel caso esaminato, una lavoratrice, dopo aver ottenuto una sentenza che accertava il suo rapporto di lavoro con l'azienda utilizzatrice, si era vista negare le retribuzioni successive alla sentenza perché, secondo la Corte d'Appello, non aveva inviato un nuovo atto di costituzione in mora. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, affermando che il ricorso introduttivo con cui si chiede l'accertamento del rapporto e la riammissione in servizio è già di per sé un atto idoneo a costituire in mora il datore di lavoro (mora credendi), facendo sorgere l'obbligo retributivo dal momento della sentenza senza necessità di ulteriori atti.
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Appello inammissibile: i limiti dei vizi di rito
La Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello contro una sanzione amministrativa. L'appello è stato giudicato inammissibile perché sollevava solo vizi di rito (tardività del ricorso originario) senza riproporre le questioni di merito. Secondo la Corte, fuori dai casi tassativi di rimessione al primo giudice, l'appellante deve sempre dedurre anche il merito della controversia, pena l'inammissibilità per carenza di interesse.
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Giurisdizione imposta di soggiorno: Cassazione conferma
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito la giurisdizione della Corte dei Conti per l'omesso versamento dell'imposta di soggiorno da parte di gestori di strutture ricettive, per fatti antecedenti alle nuove normative. La Corte ha applicato il principio di *perpetuatio iurisdictionis*, affermando che la giurisdizione si cristallizza al momento dell'instaurazione del giudizio, rendendo irrilevanti le modifiche legislative successive, anche se retroattive.
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Licenziamento giusta causa: furto extralavorativo
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa dopo essere stato arrestato in flagranza per il tentato furto di 200 litri di gasolio ai danni della società committente del suo datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, dichiarando inammissibile il ricorso del dipendente. L'ordinanza sottolinea che un atto così grave, sebbene compiuto in ambito extralavorativo, è sufficiente a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario, giustificando il recesso immediato dal rapporto di lavoro, a prescindere dalle previsioni specifiche del contratto collettivo.
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Competenza territoriale fusione: vince la nuova sede
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di fusione per incorporazione, la clausola contrattuale che designa come foro competente la sede legale della banca deve essere interpretata con riferimento alla sede della società incorporante al momento dell'azione legale, e non a quella della società estinta. La controversia nasceva da un decreto ingiuntivo emesso da una banca post-fusione, opposto per incompetenza territoriale sulla base del contratto originale. La Corte ha chiarito che la competenza territoriale in caso di fusione segue la nuova struttura societaria, rendendo competente il tribunale della sede della società che ha incorporato l'altra.
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Inadempimento contratto preliminare: opere abusive
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare per grave inadempimento del promissario acquirente. Quest'ultimo, dopo aver ottenuto la disponibilità del bene, aveva realizzato opere abusive che rendevano l'immobile non commerciabile. La Corte ha ritenuto legittima la decisione dei giudici di merito, che hanno addebitato la responsabilità dell'abuso al promissario acquirente, respingendo il suo ricorso e confermando l'inadempimento del contratto preliminare.
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Sanzioni sacchetti plastica: multa annullata per Carenza di Prove
Un commerciante ha ricevuto una sanzione per aver utilizzato sacchetti di plastica ritenuti non conformi alla normativa ambientale. Il Tribunale ha annullato l'ordinanza di ingiunzione perché l'ente accertatore non ha eseguito un'analisi tecnica sul materiale dei sacchetti, basando la contestazione sulla sola assenza di una stampigliatura di conformità. Secondo la sentenza, per irrogare legittime sanzioni sui sacchetti di plastica è indispensabile un accertamento concreto delle caratteristiche del materiale, non essendo sufficiente una verifica puramente visiva.
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Carta docente precari: Sì al bonus di 500 euro
Un insegnante con contratti a tempo determinato ha citato in giudizio il Ministero per il mancato riconoscimento della Carta docente. Il Tribunale del Lavoro ha accolto il ricorso, stabilendo che negare il bonus ai docenti precari costituisce una discriminazione vietata dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice ha ordinato al Ministero di erogare il beneficio per gli anni scolastici pregressi, disapplicando la normativa nazionale contrastante.
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Cessione pro solvendo: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società e dei loro soci contro una società di factoring. Il caso riguardava una complessa vicenda di cessioni di credito, definite dal giudice di merito come cessione pro solvendo, e la successiva dichiarazione di fallimento delle società cedenti. I ricorrenti sostenevano che la corte d'appello avesse errato nella valutazione delle prove e interpretato male le loro domande, ma la Cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili, in quanto miravano a un riesame del merito dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha confermato che la motivazione della sentenza d'appello non era apparente, ma fondata sull'analisi dei contratti e delle prove, ribadendo i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione probatoria del giudice.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un ricorso tra una società e diverse Amministrazioni dello Stato. La decisione segue un'istanza congiunta delle parti, ponendo fine alla controversia prima di una pronuncia nel merito e compensando integralmente le spese legali. La causa verteva sulla presunta omessa pronuncia di una Corte d'Appello riguardo eccezioni di compensazione e rideterminazione di un debito.
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Zonizzazione acustica e impianti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un piano di zonizzazione acustica non può precludere in modo assoluto l'installazione di un impianto di energia rinnovabile in un'area residenziale. La decisione finale spetta al procedimento di Autorizzazione Unica, che può variare gli strumenti urbanistici locali. Nel caso specifico, un condominio si opponeva alla riattivazione di una centrale idroelettrica, ma il ricorso è stato respinto poiché le valutazioni tecniche escludevano un superamento dei limiti di rumore e, anzi, prevedevano un miglioramento della situazione acustica esistente.
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Ferie non autorizzate: la Cassazione conferma la sanzione
Una dipendente pubblica ha ricevuto una sanzione per aver usufruito di ferie senza il consenso del datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che le ferie non autorizzate sono illegittime. La sentenza ribadisce che il godimento delle ferie, pur essendo un diritto, deve essere sempre bilanciato con le esigenze organizzative dell'ente, rendendo indispensabile l'autorizzazione preventiva.
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Procedimento disciplinare: chi può irrogare sanzioni?
Un dipendente di un ente pubblico, sanzionato con la sospensione dal servizio, aveva ottenuto l'annullamento della sanzione in Corte d'Appello perché irrogata dal suo diretto superiore, ritenuto incompetente. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando la legittimità della delega di funzioni disciplinari al superiore gerarchico. L'ordinanza chiarisce che il principio di terzietà nel procedimento disciplinare attiene alla distinzione organizzativa tra uffici e non implica un'incompatibilità personale del dirigente, consolidando un importante principio sulla gestione delle sanzioni nel pubblico impiego.
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Danno alla professionalità: limiti del risarcimento
Un lavoratore chiede il risarcimento per danno alla professionalità per un periodo di inattività forzata. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso dell'azienda, stabilendo che il risarcimento non può estendersi al periodo precedente la sentenza di conversione del contratto, poiché tale periodo è già coperto da una penale di legge. La Corte ha chiarito i limiti della domanda giudiziale, annullando la decisione che aveva concesso un risarcimento per un periodo non richiesto dal lavoratore.
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