Una società fallita, tramite il suo curatore, ha contestato la validità di un mutuo fondiario concesso da una banca, sostenendo la nullità del contratto per il superamento limite di finanziabilità (l'importo superava l'80% del valore del bene). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il superamento di tale soglia non rende il contratto nullo. Questa regola è una norma di condotta prudenziale per la banca, volta a proteggere la stabilità patrimoniale del creditore stesso, non un elemento essenziale del contratto. Di conseguenza, il mutuo resta valido e la banca conserva il suo diritto di essere pagata con privilegio ipotecario. La banca ha quindi vinto la causa.
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